12 APRILE 2019

TRACKLIST :

 

1. Artificial Storage

2. Ashes To Dust

3. Nihilist

4. Empathy

5. Neural Correlates Of Hate

6. Hallucinatory Authorization

7. Hatred

8. Divided We Fall

9. Into The Further

 

LINE-UP :

Romain Goulon - Drums

Ciprian Martin - Guitars, Bass 

Andrei Calmuc - Vocals 

 

Attivi sin dal 2004,i Romeni Spectral (di Piteşti,vicino a Bucarest) ci offrono la loro idea di Progressive Death Metal,affrontando temi come la lotta sociale,il dolore e la disperazione attraverso una lente psicologica e portando all’ascolto un tasso tecnico degno di nota.

Conosciuti inizialmente come Katalepsia e poi come Havok, gli Spectral iniziano a farsi conoscere nel 2007 con l’EP “Autopsy of Hope”,ma poi bisognerà aspettare ben 10 anni (!!!!) per ascoltare il nuovo singolo “Nihilist” del 2017 che anticipa questo full-lenght  del 2018 (il primo) dal titolo “Neural Correlates Of Hate”  e pubblicato da Loud Rage Music.  

Un album molto ben concepito,suonato e molto ispirato,tecnicamente al di sopra della media e che fa riferimento a colossi come Cannibal Corpse o Immolation,ma che guarda anche al futuro,puntando a bands come Nile o The Faceless.

Lungi dal copiare o dall’imitare,gli Spectral hanno la capacità di donare a riff altrimenti stantii una nuova linfa,cambiando le sfumature all’interno della costruzione ‘melodica’ e dei brani,unendo tratti grindcore vecchia scuola a nuovi impulsi progressive e death.

Forte di una personalità come quella di Ciprian Martin (già nei Tane,che si occupa delle chitarre e del basso),uomo principale dietro a questo progetto,la band si avvale di un drummer colossale come Romain Goulon

( dietro alle pelli anche con i Raising the Veil e Spheric Universe Experience, ex Necrophagist, ex Agressor, ed ex Monument of Misanthropy,e ce ne sarebbero altri 100…) e di una voce come quella di Andrei Calmuc

(anche nei CodeRed, ex Tenebre ed Indian Fall,solo per citarne alcuni…),sciorinando 9 pezzi di qualità davvero pregevole.

 

L’album si apre con i 4 minuti di “Artificial Storage”,4 minuti che letteralmente volano grazie al devastante attacco sonoro in controtempo delle chitarre su un tappeto ritmico davvero articolato che si alterna con strutture più lineari e semplici,ma non è niente a confronto di  “Ashes To Dust”,la canzone successiva…un capolavoro totale di 9 minuti che lasciano senza fiato.La sezione ritmica sembra più morbida,mentre la chitarra di Martin parte a testa bassa.Si percepiscono molti cambi ritmici e subdoli accordi dissonanti che alternano death metal tecnico,note d’atmosfera,passaggi ipertecnici e sfumature melodiche…il basso è in primo piano e tutto il brano è pervaso da un senso di ‘caos controllato’che risulta essere la carta vincente della band.

 

“Nihilist” è il terzo pezzo che incontriamo,dove i tecnicismi la fanno da padrone ed il pezzo è così tirato da sembrar respirare soltanto nei due soli di chitarra (uno dei quali affidato a Christian Muenzner,anch’egli ex Necrophagist).Quello che risulta sorprendente è il drumming di Goulon,davvero una macchina da guerra che,seppur a tratti un po’ caotica,mostra un tasso di perizia davvero strabiliante,non a caso,il pezzo seguente,”Empathy” lo rende totalmente protagonista,trasformando un pezzo da 4 minuti in una volata sincopata che sembra passare in un lampo.

 

 

“Neural Correlates Of Hate”,title-track da quasi 3 minuti costruisce una continua scalata verso un’esplosione finale,definendo la cifra stilistica della band confezionando un pezzo più che mai completo e condito anche di un momento totalmente progressive,mentre con “Hallucinatory Authorization” siamo di nuovo oltre gli otto minuti,dimensione forse più congeniale agli Spectral,che con un intelligente dosaggio e bilanciamento sui canali destro/sinistro disorientano l’ascolto come a far mancare l’equilibrio e a dare la sensazione di barcollare sino a confezionare un altro gioiellino che si spegne brevemente in un intermezzo con voce pulita e filtrata per poi incanalarsi in una parte centrale davvero cupa e drammatica.Semplicemente pazzesco!

 

Con la successiva “Hatred” si riparte sull’acceleratore a manetta,con distorsioni perfette ed un momento da due minuti scarsi di puro heabanging ,e si arriva poi a “Divided We Fall” con un ricco guest solo di Calin Paraschiv dei Pestilence : grandissimo lavoro di ritmica mentre la chitarra si concentra in interventi in controtempo,la lunga parte strumentale mostra un aspetto prog davvero entusiasmante e rimarca,se mai fino a questo punto non si fosse notato,una straordinaria capacità di songwriting della band.

 

La conclusiva “Into The Further” (ancora con Christian Muenzner come guest solo) ribadisce la capacità del gruppo di suggestionare con cambi repentini ed evoluzioni chitarristiche notevoli.Una conclusione più azzeccata (con l’acceleratore sempre premuto e volto a stupire) non si poteva proprio trovare.

La produzione è quanto mai azzeccata,offrendo suoni di chitarra taglienti e precisi,suoni di batteria molto intriganti (qua e là il trigger la fa da padrone ma non guasta…) e un basso davvero bello presente.

Costin Choreanu,famoso artista grafico Romeno,confeziona una copertina davvero intrigante e che ben delinea il contenuto dell’album…insomma,in tutti gli aspetti,questo è forse il miglior prodotto musicale che la Romania ha offerto in questo anno.

E’ vero che,dal punto di vista vocale,se ben l’ineccepibilità esecutiva di Andrei Calmuc,non si trovano grossi distinguo con ciò che si è fatto in precedenza nei prodotti relativi a questo genere ,ma è altrettanto vero che le costruzioni ritmiche e le soluzioni chitarristiche che gli Spectral offrono in questo album hanno davvero pochi eguali,mostrando e delineando,oltre ad un elevato tasso tecnico e ad un senso per gli arrangiamenti davvero al di sopra della media,un prodotto nuovo,fresco e mai banale.

 

Assolutamente da avere!

 

Ed. (Aldo Artina)

90/100