8 FEBBRAIO 2019

I Syrence sono una band heavy metal originaria di Weil der Stadt, una città della Germania. La band, formatasi nel 2008, vede all’attivo oggi i seguenti membri: Johnny Vox alla voce, Fritz Jolas al basso, Arndt Streich alla batteria, Oliver Schlosser e Julian Barkholz alle chitarre. 

Nonostante la band è stata fondata da oltre dieci anni, pubblicano il loro primo album soltanto in questo 2019, sotto l’ala della Fastball music. Presentiamo quindi la tracklist di questo “Freedom in fire”:

 

1-Freedom In Fire 3:45

2-Living On The Run 5:58

3-Your War 3:58

4-Fozzy´s Song 4:01

5-Addicted 3:20

6-Symphony 5:27

7-From Ashes To The Sky 3:57

8-Evil Force 4:53

9-Red Gold 6:25

10-Wild Time 3:00

11-Kings Of Speed 3:46

12-Seven Oaks 5:18

 

Nell’artwork è raffigurato, come potete vedere dall’immagine in alto nella pagina, uno sfondo nero con al centro una chitarra posizionata in verticale con alcune fiamme che escono dalle parti spigolose. Beh, già la copertina ci anticipa grossomodo cosa andremo ad ascoltare, dal momento che è classicamente in old stile heavy metal. Ed infatti iniziando l’ascolto ci rendiamo conto che avevamo intuito bene…

Parto subito col dire che nell’album sono presenti, in modo alquanto marcato, influenze di band vecchio stampo quali i Savatage (forse su tutte), Judas Priest, Iced Earth e altre di questo tipo.

Dodici tracce, di durata che varia tra i tre e i sei minuti circa ciascuna, che ci riportano indietro nel tempo, negli anni ‘80. Man mano che ci addentriamo nell’ascolto, infatti, ci rendiamo conto che siamo stati catapultati in quella epoca in cui l’heavy metal, l’hard rock, il rock e via dicendo, erano generi che andavano molto forte. Basti pensare quanti capolavori di band famose (ma anche non), hanno visto la luce in quel periodo.

La band in questione, i Syrence, che sia per scelta (suppongo proprio di si) o per cause a noi ignote, musicalmente, considerando che sono trascorsi trenta anni o più da quella epoca, decidono di azzardare proponendo un heavy metal – hard rock molto old school. Azzardare nel senso che, oggigiorno, sfornare un lavoro del genere, dopo che abbiamo ascoltato centinaia e centinaia di album di questo tipo, può rivelarsi un pò un passo falso. I musicisti sono bravi, per carità, suonano bene e infatti il suono risulta, alla fine dei conti, deciso, diretto. I riff di chitarra che sono sparsi qua e la, cosi come la ritmica, sono ben fatti; la voce è azzeccata per questo genere e il cantato risulta si classico, ma allo stesso tempo costante, semplice. Non da meno il lavoro di basso e batteria che risultano all’altezza in ogni circostanza. Ma, (c’è un ma) e sarebbe che non basta, appunto, essere bravi a suonare oggi per far si che la gente si innamori delle canzoni che si creano, bisogna anche riuscire a mettere degli elementi più personali in ciò che si compone. Occorre, giustamente, far si che esca fuori un qualcosa che all’orecchio ci risulti nuovo, fresco, con la sensazione di non avere mai ascoltato prima un passaggio, un assolo, un giro di basso o vocalizzi più particolari ecc… I Syrence riescono si a suonare in modo egregio e, trattandosi di un debut album, anche se arrivato dopo dieci anni (che sono tanti davvero), direi che musicalmente non ci sono grosse lacune, almeno a livello di “stonature” o di elementi fuori luogo. La cosa che purtroppo penalizza, per me, questo “Freedom in fire” è appunto la mancanza di originalità. Per carità, l’album si riesce ad ascoltare tutto e il primo ascolto, visto il nostro catapultarci negli anni ‘80, risulta anche gradevole. Ma giunti alla fine, sinceramente, non lascia niente di innovativo, non lascia segni ne tanto meno la voglia di dare un secondo ascolto. Si rischia di metterlo da parte a prendere polvere per anni, almeno fino al giorno in cui non  ci capiti tra le mani proprio quando ci viene voglia di fare un tuffo nel passato. E’ un semplice viaggio indietro nel tempo ma che, appunto, resterà indietro nel tempo.

 

Fabio Sansalone

60/100