16 MAGGIO 2018

Quando ti impegni con una webzine per fare recensioni senza preferenze di genere, c’è sempre quel misto tra eccitazione e curiosità quando ti inviano un nuovo promo. Talvolta va bene, talvolta va meno bene. 

Poi ci sono i casi come “Penumbra”, EP di debutto uscito lo scorso anno dei finlandesi Atlases, che colpiscono dritto al cuore fin dal primo ascolto. 

“Penumbra” non è solo un EP. È un’esperienza, è un viaggio interstellare senza muoversi. “An Era Well Bury” funge da preparatore; “Scalda” l’ascoltatore, lo inizia al viaggio che sosterrà a breve. I vocalizzi ruvidi scivolano sulle chitarre, le melodie e i giri post-metal si srotolano come un tappeto, e con l’arpeggio finale di chitarra si viene introdotti a quelle che reputo le punte di diamante dell’EP: “A Passage Through Nebula” e “Hamartia”. “A Passage Through Nebula” si insinua nel silenzio tra una traccia e l’altra, dando alle chitarre il ruolo di iniziare. Un minuto e poco più, ed ecco che basso e batteria intervengono a dare corposità al brano, in un lento incedere. Arriva la voce, il ritmo esplode ed il viaggio inizia. La mente non è più in una dimensione terrena, ma oltre le nuvole, tra passaggi in ombra alternati ad una luce accecante, simboleggiato dai vari cambi di ritmo. Loro stessi definiscono il proprio sound “modern post-metal”, in quanto l’incontro delle diverse culture dei componenti sfocia in un sound che definire “solo” post-metal è incatenante.  “Hamartia” è un termine che veniva usato nella letteratura greca per indicare un errore tragico che porta alla rovina di un eroe (o eroina). Sapendo ciò, una possibile interpretazione della canzone potrebbe essere, come suggerito da Jerkka Perälä (basso e voci clean) in una intervista, “è il periodo immediatamente successivo ad un errore fatale, che è pesante e ti paralizza, buttandoti in ginocchio. Dopo la calma c’è ancora una tempesta da affrontare, dopodiché devi rialzarti ed imparare dagli errori del passato.”. Ad ogni modo, la canzone è slegata da un’unica interpretazione, lasciando libero l’ascoltatore di crearsi la propria. “Hamartia” è strumentale, lenta e dolce, a tratti struggente, come il lento fluire del mare durante l’ora blu che precede l’alba.  Con “Shards Of Broken Light” inizia la parabola discendente verso il ritorno alla realtà. Viene introdotta una voce clean che si sposa perfettamente, quasi fondendosi, con gli arpeggi delle chitarre. Gli arpeggi si fanno più graffianti, arriva la batteria e la canzone passa ad una componente più “metal”, con il ritorno della voce growl e di un ritmo più incalzante, che va ad alternarsi a passaggi con voce clean accompagnata da basso e charleston. È una traccia più sperimentale delle altre, quasi una anticipazione sullo stile dei futuri lavori.  A chiudere l’EP è “Medusa”, un’altra traccia come la precedente con una componente “metal” più spiccata soprattutto nella seconda parte e che culmina poi in un “duello” tra voce growl e clean.  In conclusione non c’è molto da dire: Penumbra è un EP sublime, un debutto fatto con maturità ed avendo ben chiara la propria essenza e la direzione che si vuole seguire, sia nel presente sia nei lavori futuri. 

Non ci rimane che attendere i prossimi lavori. 

 

Alessia  Pierpaoli

85/100