16 MAGGIO 2018

Gli Axegressor sono stati una sorpresa. Attirato dal loro moniker e dalla copertina battagliera della band Finlandese ho appreso che esiste una fiorente scena Thrash Metal  in quella che è storicamente una delle nazioni roccaforti del Death/Black Metal delle ultime decadi. Nati nel 2006, gli Axegressor sono ora alla loro quarta release, questa volta sotto le ali protettrici della Brutal Records. I precedenti album, sempre identificati da una singola parola, ovvero Command (nel 2009) Next (nel 2011) e Last (nel 2014), ci hanno mostrato una band capace di mantenere saldamente il timone di un Thrash Metal molto aggressivo di stampo slayerano ma non solo. “Bannerless”, la loro ultima fatica in studio, esce in questo 2018 ed inizia veloce con  “In Safe place no one can hear you scream” (titolo lunghissimo), una bordata Thrash dove fanno gran mostra di sé le caratteristiche distintive del combo finlandese. Ci sono infatti le chitarre doppiate di  Seba Forma che hanno un suono non troppo pompato (non come le ultime produzioni più blasonate insomma) e ciò le rende sempre definite; la sezione ritmica supportata da Aki Paulamäki al basso e Atte Mäkelä alla batteria e la grande voce di Johnny Nuclear Winter, la cui timbrica vocale  richiama alla memoria certo Thrash metal di stampo tedesco (leggi Sodom). La prima song insomma mette subito tutte le carte sul tavolo in merito alla proposta dei finlandesi. Ma c'è di più: nelle parti arpeggiate i nostri mostrano un lato oscuro molto interessante e l'assolo di chitarra è straniante e dissonante al punto giusto, tanto da lasciare un senso di inquietudine che viene ulteriormente confermato dalla seconda traccia del CD, ovvero “Ever-Bending Spine”, che in poco più di tre minuti spara in faccia all'ascoltatore un veloce mid-tempo che supporta quello che sarà lo stile degli accordi fondamentali di tutto l'album, ovvero gli accordi dissonanti, alla Voivod per intenderci. La voce è sempre sugli scudi, perennemente incazzata ed espressiva di una potenza mista a disagio che nel terzo pezzo -  “Bridges to cross and Burn” - dà il meglio di sé. Il basso qui è in bella evidenza a rendere ancora più compatto il quadrato mid-tempo della canzone, che quando raddoppia creerà un effetto da headbanging da urlo sotto il palco. “Terminal Ignition” ha un inizio spaziale tipico delle ultime produzioni dei padri del Thrash canadese, con i suoi accordi progressivi e l'ottimo lavoro alla batteria. Gli stop and go durante il pezzo faranno male dal vivo. Abbiate fede! La traccia seguente, “Igno-rant”, parte in sordina con un mid-tempo quadrato ed un riff calzante e memorabile prima di straniarsi in lidi dove fanno capolino alcune accelerazioni alla Vektor (quelli meno barocchi e diretti). Insomma un'ottima canzone ricca di velocità e cattiveria. “Human Travesty” ci riporta su pianeti angusti e inospitali con il suo incedere lento e l'ingresso - a più di metà della canzone - della voce, rende il pezzo ancora più violento, spaziale e distruttivo di quanto si possa immaginare ad un primo rapido ascolto. “The lethality of Mediocrity” mostra le origini slayerane dei finlandesi, che però riescono con i loro accordi moderni e stranianti a rendere personale e spacca-ossa anche questa canzone. Le successive tre songs, “ Barren Bloodline worship”,“Trush Prostitude” e “Peace at Last (Armageddon)”, sono un ottimo trittico di puro Thrash: pesanti, veloci, violente e devastanti, mettono in mostra la grande capacità degli Axegressor di scrivere eccellenti canzoni marchiate a fuoco dal loro distinguibile stile. L'ultima canzone, “Don't be an Asshole”, è la violenta sfuriata Rock & Roll in chiave Thrash che chiude più che degnamente questo bellissimo album del 2018. Per concludere dunque vi consiglio di dare più di una possibilità agli Axegressor: hanno molta esperienza e si sente, sanno scrivere ottime canzoni, hanno una loro impronta distinguibile e sanno essere originali in un ambito, quello del Thrash metal, in cui troppe band si lasciano andare ai soliti cliché del genere rimanendo alla fine anonimi. Grande scoperta gli Axegressor, che dal canto loro, hanno saputo realizzare quest'album a testa alta con carattere e grinta da vendere. In “Bannerless” c'è violenza, velocità (senza mai essere eccessiva), tecnica e originalità e se sono questi gli elementi che amate del Thrash Metal ancora nel 2018 fate vostro questo CD. Non ve ne pentirete.

 

Mauro Spadoni

85/100