30 GIUGNO 2018

I Bloody Falls nascono in Finlandia a Valkeakoski, Pirkanmaa nell'estate del 2017. La lineup della band è composta da Tanawat Thongprem alla voce, Stavros Mathios alla chitarra, Marko Mäkinen alla seconda chitarra, Mika Lehtinen al basso e Rami Vartiainen alla batteria.Tutti i componenti sono finlandesi a parte Tanawat che proviene dalla giungla tropicale della Thailandia e Stavros dall'isola di Rodi, in Grecia. Il loro disco di debutto intitolato “Thanatos” esce il 27 Aprile 2018 sotto la Inverse Records. L'album si apre con il coro gridato dei componenti che annuncia il nome della traccia: “We Will Rise Again”. Inizialmente ci sono delle strutture che ricordano il Groove dei Machine Head per poi evolversi in uno stile Thrash dei Kreator moderni. Un rallentamento di velocità ma comunque pieno di passaggi ritmici si verifica in un ponte pre-ritornello dove si possono ascoltare anche dei suoni di tastiera che contribuiscono nella creazione di un'atmosfera oscura alla composizione.

Durante il ritornello che riprende il motivo Grooveggiante si inseriscono delle scale di chitarra con un'aria sinistra – già comunque presenti all'apertura del brano - . La traccia presenta anche un assolo di chitarra che da prova di un'eccellente abilità e creatività. La seconda traccia è “My Halo Of Flames” che mostra dei riff stoppati e delle scale diminuite di chitarra alternate ad essi. Ad un tratto, all'ascolto resta solo la chitarra elettrica che accenna nuovi riff con uno stile che ricorda il Groove metal di Pantera e Lamb of God, mentre dopo due giri vuoti il vocalist Tanawat Thongprem si fa spazio son i suoi scream acidi. 

Presto entrano in gioco tutti gli elementi sonori dove partecipano tutti i musiciti della band in un'esplosione nella quale buona struttura ritmica del batterista Rami Vartiainen che irrobustisce significatamente il motivo musicale con uso di doppia cassa e ritmiche Thrash che in un secondo tempo si alternano a velocissimi blast beat. La struttura del pezzo varia anche in strutture thrash fino ad arrivare ad un mid-tempo che si lascia accompagnare da alcuni fraseggi di tastiera. Il brano torna al motivo principale Groove per ospitare un assolo che vede l'uso di tapping e successivamente di scale minori ricche di melodie per un risultato eccezionale. Successivamente il motivo musicale varia con dei powerchords malinconici per poi giungere a conclusione con i riff iniziali basati su scale diminuite. La composizione della terza traccia intitolata “Amongst The Living Dead” mostra un largo uso di scale di modo frigio da parte delle chitarre elettriche di Stavros Mathios e Marko Mäkinen, basandosi inizialmente su mid tempo caratterzzati in giochi ritmici Groove a base di doppia cassa, mentre per una breve parte centrale del brano e per la conclusione comunque ci sono momenti ritmici più veloci in stile Thrash. La voce sospirata di Tanawat Thongprem annuncia “Nocturnal” che si caratterizza subito attraverso i riff in breakdown di derivazione Metalcore di chitarra nelle strofe, mentre nel ritornello le linee melodiche di tastiera offrono un eccellente impatto melodico al brano al quale entrano in contrasto gli scream aggressivi, inoltre degli arpeggi di chitarra con dei legati tra una nota e l'altra creano un ottimo aggancio dai riff del ritornello verso l'assolo di chitarra. “Thanatos” prende inizio già con il suono di un power chord distorto di chitarra sinconizzato insieme agli altri strumenti e alle vocals di Tanawat in sottofondo.

La batteria tra i colpi di doppio pedale alternati ad un colpo di rullante scandisce il fraseggio melodico della chitarra elettrica solista e infine esplode in una struttura Thrash fino a seguire uno stile Melodic Death con melodie malinconiche da parte della chitarra solista che richiamano i primi In Flames. Dei suoni di sintetizzatore aprono “New Empty” che dopo i primi rulli segna un ritorno sullo stile Thrash/Groove seguendo la lezione di “The Great Southern Trendkill” dei Pantera. Gli scream di Tanawat Thongprem sono carichi di aggressività e ad un tratto la batteria mostra tutta la sua furia in rapidissimi blast beat. Un pianoforte e un discorso del vocalist Tanawat con tanto di voce sussurrata nella parola “Freedoom” aprono in dolcezza la settima traccia intitolata “Cry For Freedom” che si rivela un brano ricco di riff in breakdown, mostrandosi come il brano più ricco di influenze Metalcore con ancora un'ottima prova da parte dei due chitarristi che si cimentano in assoli minori ricchi di melodie meste. “Die With Honor” manifesta sonorità Groove con variazioni ritmiche caratterizzate da ampie parti veloci Thrasheggianti. La traccia successiva “Defiance” mostra inizialmente uno stile Thrash, ma appena dopo i gridi di introduzione finisce per richiamare più uno stile moderno di Metalcore combinato col Groove Metal. Così la batteria scandisce i riff in breakdown e, in seguito, i due chitarrsti Stavros Mathios e Marko Mäkinen eseguono un breve assolo di modo frigio in tonalità diverse che entrano in armonia tra loro. Poco prima di giungere al termine, lo stile dei riff e delle ritmiche della batteria ricorda un momento lo stile compositivo dei Bolt Thrower, mentre per la parte finale vera e propria si ha un ritorno ai breakdown in stile Metalcore. La traccia finale intitolata “Virtual Reality” ha inizio con una tempesta di doppi colpi di cassa con colpi di rullante incastrati tra essi con tanto di controtempi. Un arpeggio di chitarra elettrica in distorsione mescola le melodie alla sezione ritmica proposta e subito dopo la struttura del brano si evolve tra i riff Groove Metal e la tastiera di sottofondo che contribuisce nel creare atmosfera. Mika Lehtinen contribuisce alle dinamiche del brano continuando a suonare esclusivamente insieme al vocalist Tanawat Thongprem in attesa di una ripresa dei riff di chitarra elettrica. Dei bassi di tastiera dopo un ritornello annunciano dei fraseggi da parte delle fue chitarre che si scandiscono tra le ritmiche in controtempo della batteria di  Rami Vartiainen e nel tutto comunque Tanawat non smette di mostrare la sua rabbia nei suoi growl.

Subito dopo si crea un'interessante momento ricco di diverse melodie che entrano in perfetta armonia tra loro tra la linea di basso suonata un'ottava pià alta, la chitarra ritmica che propone un fraseggio melodico mentre la chitarra solista porta a compimento un primo assolo e successivamente la chitarra ritmica porta a conclusione un'evoluzione del proprio fraseggio melodico. Segue un secondo lungo assolo in scala frigia che da prova dell'eccellente abilità da parte del chitarrista Stavros Mathios. Al termine dell'assolo si ha subito una ripresa dei riff con la voce di Tanawat che torna prontamente all'attacco diretto verso l'ultimo ritornello della composizione. Il brano termina con i riff di chitarra con breakdown e con le grida in growl. Consiglio questo album dei Bloody Falls agli amanti del Groove Metal di band come Pantera, Machine Head e Lamb of God, ma anche a quelli del Melodic Death e del Metalcore (specie quello della scena svedese), considerando che comunque si tratta di una band che non ha ecceduto troppo nell'uso di breakdown e che è riuscita a mescolare tutti questi stili sempre in maniera differente per ogni traccia dell'album. Infine, la band non ha fatto nemmeno uso di ritornelli smielati in voce pulita, scelta che per alcuni ascoltatori potrebbe essere azzeccata per l'impatto dei brani, mentre per altri meno.

 

Daniele Parisi

80/100