26 MARZO 2018

Band: Cadaver Putrefacto

Release: La Maldiciòn del Zombie Errante

Label: Autoproduzione

 

Questa interessante band death metal viene da Buenos Aires, la capitale Argentina, e si forma nel lontano 2002 per poi fermarsi per molto tempo. Dopo anni si riforma nel terzetto attuale costituito da Juan Gomez al basso e chitarra, Pablo Giangreco alle pelli,  Leonel Grismado come cantante, e ritorna attiva sulla scena dal 2015, sfornando un demo, un EP e il disco che stiamo recensendo: La Maldiciòn del Zombie Errante.

I Cadaver Putrefacto suonano un Death Metal decisamente volto alle tradizioni della vecchia scuola, ma non per questo banale o scontato. Dotati di tecnica e fantasia quanto basta, ci mostrano come si possa registrare un bel disco senza andare ad impelagarsi in troppi virtuosismi a volte superflui, e, anzi, ci suonano dieci canzoni cariche di attitudine e trasudanti pura malvagità.

Devo dire che non sono avvezzo al genere e che di solito il Death mi annoia un po' (non me ne vogliano i puristi) ma ammetto che il disco in argomento mi ha decisamente sorpreso. Lo sto  ascoltando mentre scrivo queste righe, dopo essermelo tenuto sull’autoradio per un bel po', e davvero ancora non mi ha stufato!

Niente assoli in sweep picking o tempi strani ma riffs accattivanti ed incalzanti, voce super cavernosa e cantato in lingua madre, tempi classici del genere e canzoni ben costruite ci parlano di perversioni, orrore ed assassini seriali, traendo in gran parte ispirazione dalle  pellicole horror che molti di noi amano, permeando di atmosfera tutta la lunghezza di questo full lenght decisamente ben riuscito.

I membri della band si ispirano a gruppi storici come i Cannibal Corpse o Deicide, solo per citarne alcune, ed infatti si sente, anche se riescono a confezionare un lavoro veramente originale e ben curato, a mio parere non eccessivamente derivativo, ma quasi andando ad arricchire un genere che in questi anni ne ha viste di tutti i colori.

Effettivamente la mia unica preoccupazione per i Cadaver Putrefacto è che per il genere che suonano e per la moltitudine di gruppi Death che ci sono sulla piazza, rischino di passare inosservati quando invece sembra proprio essere una band che merita una certa attenzione e da quel che so, in sudamerica il genere è abbastanza inflazionato.

Passiamo quindi alla valutazione finale, a cui si aggiunge anche un artwork secondo me azzeccato e a suo modo divertente, che completa queste dieci tracce sicuramente belle e ben registrate, data l’autoproduzione che comunque di questi tempi riesce a raggiungere livelli qualitativi anche alti.

Un bel disco, sicuramente da ascoltare.

 

Alessandro Pereni

80/100