3 NOVEMBRE 2017

NOME: Deviator
GENERE: Atmospheric Black/Epic Death Metal
NAZIONE: Ucraina (Khmelnytskyi)
FORMATO: Full-length
TITOLO: “Might Ov Ancient”

 

Tracce:
1.  Cold Of The Eternal Winter In The Heart
2. Enchanted Circle
3. Thy Immortal Majesty
4. The Inner Self
5.  Across The Gates Of Oblivion


MEMBRI:
Lord Hastner (voce, chitarra)
Mictian (basso, batteria)

Deviator è un progetto nato nel 2007 per mano di Lord Hastner, in Ucraina, partito come one-man-band Raw Black Metal/Ambient. Tuttavia con il tempo Deviator subisce dell mutazioni, soprattutto a livello stilistico, che pur non discostandosi molto dalle sue radici si trasforma in un apprezzato Atmospheric Black/Epic Death Metal. Nonostante siano stati coinvolti altri musicisti Metal underground nel processo di registrazione, sostanzialmente ad oggi Deviator è un duo, infatti a supportare la mente che ha plasmato e messo in piedi il progetto c’è Mictian. Dieci anni di attività per moltissimi lavori, di fatti Deviator hanno all’attivo molti diversi album, split, demo, compilation, single, EP ed anche un video, insomma, non si sono fatti mancare nulla. Immediatamente l’1 gennaio 2007, viene realizzata la prima demo del progetto ucraino, una raccolta intitolata ”Αномія” contenente nove tracks strumentali (28:49 minuti). Solo un mese dopo, il 2 febbraio, Deviator creano “Blut Und Ehre”, uno split nato dalla collaborazione con i loro connazionali Moloch (nove tracce per 21:08 minuti). La seconda demo arriva il 25 ottobre del medesimo anno “Чорна міць” con le sue 6 tracce (25:18 minuti), “Відчуження” arriverà invece il 14 marzo 2008 (otto tracce per 29:01 minuti). Il 2008 è l’anno che vede di nuovo la collaborazione tra Moloch e Deviator, che presentano un nuovo split “Die Schatten”, realizzato il 29 marzo e composto da due tracks (03:45 minuti). “Криваво-тернові горизонти” conclude questo anno ricco di lavori per il progetto ucraino, venendo alla luce il 12 dicembre e mostrandosi a tutti con le sue quattro tracce (28:49 minuti). L’anno 2009 viene inaugurato con le nove tracce del primo full-length di Deviator “Mighty Black Inner Flames”, realizzato il 9 marzo (32:18 minuti), seguito da due nuovi split: “On The Stub Of Fate New Life Will Not Grow” (creato dalla collaborazione con Moloch e L’ormai defunto progetto Begotten) e “...Against Your Modern Life” (realizzato insieme a Winter Depression, progetto caduto nel 20014 e Saturn Form Essence). Il 24 gennaio 2010 esce un single “Necrothrone (Naglfar)”, immediatamente seguito dal secondo album del progetto ucraino “Voices Of The Native Blood” (14 febbraio), che dona mediante le sue 6 tracce 30:47 minuti di ascolto. A fine del 2010, il 31 dicembre, Deviator provvede a creare un EP intitolato “Uruz”, contenente due tracks. Deviator inaugurano poi l’anno 2011 con “Way Of Warriors-Hymn To immortal”, compilation realizzata il 20 agosto, che con le sue quattordici tracce delizia l’ascoltatore con 01:11:19 ore di ascolto. Il 22 agosto 2012 il progetto est europeo riesce a realizzare il terzo album: “Fehu-Fohat-Fire”, (sei tracce per 30:16 minuti di ascolto), seguito da una compilation “To Forgotten Path-Triumph Of The Will” (21 gennaio 2014), un EP “Thy Immortal Majesty” (14 febbraio 2015) ed un video (7 aprile 2016). Ovviamente il lavoro dei Deviator continua imperterrito, infatti il 15 maggio 2017 hanno realizzato un nuovo split “Once They Claimed The Old Throne Of Evropa...Once, They Fought...” in collaborazione con Antiquus Scriptum, un progetto portoghese. Volutamente è stato saltato un importante lavoro del 2016, che è il protagonista di tale recensione, il titolo è “Might Ov Ancient”, full-length realizzato il 31 ottobre dal duo di Khmelnytskyi. Questo album dona al pubblico 30:14 minuti di ascolto, suddiviso tra le sue cinque tracce, un lavoro breve si potrebbe dire, ma definibile intenso. Rispetto a lavori precedenti negli ultimi, incluso “Might Ov Ancient”, si sente un viraggio dello stile in cui si percepiscono riffs Death Metal, uniti ai magici ed oscuri suoni appartenenti all’Atmospheric Black Metal dove emergono sporadicamente delle lievi influenze Folk. Un mix che al contrario di molti altri si amalgama bene, le diverse influenze sono tutte allocate e riescono bene a convivere tra loro e si addicono perfettamente alle agghiaccianti tematiche legate ai testi, che si ispirano principalmente alla morte, all’oscurità, al dolore, all’odio e credenze pagane. In realtà questo album riprende alcune tracks da lavori precedenti, tra queste vi sono “Cold of Eternal Winter in the heart”, “Enchanted Circle” e “Thy Immortal Majesty”, riprese dall’EP “Thy Immortal Majesty”, “The Inner Self” presa dallo split “...Against Your Modern Life”. Insomma, un quarto album con tracce riprese da vecchi lavori, ma che comunque piace e rimane nuovo, omogeneo e molto apprezzabile senza portare alla noia. Gli artisti mostrano la loro abilità e tutte le loro doti stilistiche e compositive, scorrendo tutti i titoli e i testi si rimane incantati, il progetto Deviator usa in maniera eccezionale le parole e le modella a proprio favore, nulla togliendo alla traccia strumentale “The Inner Self”. Il lavoro di mix e mastering è ben fatto, e le atmosfere cupe che si possono udire riportano molto a tematiche esoteriche e rituali oscuri e malvagi. I ritmi talvolta cadenzati e non troppo veloci risultano essere funerei, riportano a sentimenti malinconici e ad un mondo oscuro, non fatto di esclusiva tristezza, ma anche di una malvagità sempre celata dietro l’angolo. Le note che accompagnano tutte le tracce risultano essere fredde, come se fossero trasportate da un gelido vento nordico, o forse da un sospiro di morte. Dietro tutto ciò però si nascondono suoni pesanti, che non irrompono bruscamente, non distruggono l’atmosfera quieta, ma si unisce ad essa aumentandone la cattiveria. Deviator sono riusciti a fare centro nel loro obbiettivo, sono riusciti a creare un lavoro veramente ben fatto e che piace, qualcosa ancora manca, ma è un progetto che merita. Chi si impegna viene sempre premiato e sicuramente il progetto ucraino vedrà i frutti del proprio lavoro, in attesa di una loro nuova perla è giusto assaporare le note di “Might Ov Ancient”.

 

Giulia De Antonis
82/100