24 SETTEMBRE 2018

Attivi fin dal 2008 i Distorted Force sono un gruppo che, dalla grecissima Tessalonica, si propone con questo nuovo album all'attenzione globale.

I nostri sono composti da Katerina Milona (basso), Nikos Sfoungaros (voce),Nikos Felekis (chitarra solista) Kostas Jioumakas (altra voce) Thomas Karamihales (batteria) Achilleas Adamides (alle tastiere) e John Thanopoulos (chitarra ritmica) ed hanno già alle loro spalle la produzione di ben un demo, due EP e due album completi: uno del 2013 (Field of Desolation) e uno nel 2014 (Taken by Force) questo “Curves of Sideral Cosmos” è invece la loro ultima fatica discografica.

Il disco in questione si apre dunque con le chitarre pulite di “Barrows of Doom”  a cui poi segue subito tutta la potenza del gruppo con l'ingresso degli altri strumenti.

I numerosi riff della canzone sanno essere abbastanza ricercati senza mai cadere però nell'autocelebrazione fine a se stessa. Quando il brano accelera entra anche la voce growl e il tappeto di doppia cassa che ricordano da vicino molte delle soluzioni dei più famosi gruppi technical-death Metal. Il ruolo primario che ricopre il basso e il suono avvolgente che lo contraddistingue inoltre, danno personalità al gruppo che sà rendersi piacevole grazie alle indubitabili capacità tecniche di tutti i suoi componenti.

La canzone prosegue e si dipana per tutti i suoi undici minuti e mezzo tra sfuriate più veloci, rallentamenti Doom e un accenno al Main Theme de “il Padrino” (di cui non ho afferrato il senso appieno: easter egg? Omaggio al cinema d'autore?). L'intera  canzone poi, sembra prendere dei binari diversi con l'introduzione della voce pulita a guidare le danze su aperture melodiche delle chitarre elettriche, che conducono verso un sorprendente finale malinconico e tragico. Un bel pezzo di apertura!

Nulla lascia intravedere l'attacco potente della seconda canzone del lotto ovvero “Dreamworld's Forest” in pieno stile Death Metal per poi spostarsi subito su coordinate meno prevedibili e molto vicine al quel piccolo e misconosciuto capolavoro dei “Con Anima” quel “The Book of Riddles” del 1999 che vedeva un uso molto simile delle voci e delle armonizzazioni di scuola death metal.

I Distorted Force in questo pezzo calcano la mano senza mai però spingersi in ambiti puramente prog-death Metal. Inseriscono la voce femminile per dare elasticità al pezzo Doom centrale in modo magistrale e la ripresa successiva riporta il pezzo sui suoi oscuri passi che però, nonostante la capacità tecnica mostrata, non fanno mai sobbalzare sulla sedia. I numerosi stacchi e cambi di tempo infatti, se da un lato tengono alto l'interesse dell'ascoltatore, dall'altro tendono a disorientarlo arrivando così alla conclusione del pezzo, fatta dal basso, che lascia l'amaro in bocca ma che ci lancia subito nella traccia successiva ovvero il pezzo che da il titolo all'album ovvero “Curves of sideral cosmos”.

La traccia parte sparatissima ma è subito riportata nei controllati binari della band fatti di melodia vocale, stop&go, midtempo e accelerazioni improvvise con inserti alla bisogna della voce growl, anche il synth trova il suo posto in questo pezzo che dura poco più di undici minuti. Tutta la traccia è un susseguirsi di strumenti che si rincorrono spesso in soluzioni armoniche troppo capillari per essere colte ad un ascolto veloce. Inoltre gli stop&go sono molto spiazzanti e lasciano un senso di insoddisfazione quando si arriva ai secondi finali della canzone.

“Tumulus” è la sola canzone il cui minutaggio scende sotto i sei minuti (5:30) e l'anima dei “Con Anima” e di certo progressive metal di stampo americano viene messa in luce dai Distorted Force per un finale teatralmente melodrammatico.

L'ultima traccia del lotto è “Raven” un'articolatissima song che supera i venti minuti e che mette in risalto e sintetizza in un' unica soluzione tutto quello che sono i Distorted Force: stacchi molto potenti, voce growl a cui spesso si sostituisce una profonda voce clean, melodie azzeccatissime, spesso vicine a certo gothic metal tedesco, parti di piano sognanti, ancora parti rallentate molto vicino al doom e tanta tantissima capacità di far suonare tutto questo in maniera armonica.

Si conclude così questa enorme opera dei Distorted Force dal titolo “Curves of sideral cosmos”. Un lavoro appunto monumentale, complesso, che richiede numerosissimi ascolti per essere sviscerato in tutte le sue anguste pieghe. I suoni sono molto definiti e moderni e tutto l'album si presta ad essere apprezzato lentamente. Tutto perfetto dunque? Non esattamente.

I Distorted Force sono degli ottimi musicisti e ciò si sente lungo tutto l'album, hanno delle ottime idee e soluzioni per portare avanti la loro ardua proposta ma c'è un ma: alcuni fell, alcuni arrangiamenti, risultano poco immediati e troppo artificiosi, altri invece sembrano troppo precipitosi e quasi banali. Insomma nel loro caleidoscopio di emozioni che propongono a volte non riescono a mantenere una compattezza che invece avrebbe reso il tutto ancora più godibile.

Ma di fronte a composizioni così elaborate e a pezzi cosi lunghi queste sono solo delle piccolezze.

Un'ottima prova dunque questa dei greci che mi sento di consigliare sia agli amanti del progressive metal moderno che ai death metallers di più larghe vedute.

I Distorted Force non saranno certo i nuovi Cynic ma sono giovani e hanno dalla loro tanta voglia di fare, tantissime idee e tecnica a non finire.

Se nel prossimo futuro saranno in grado di convogliare tutto questo in qualche cosa di ancora più armonioso, estremo quanto basta e tecnico senza perdere di vista la luce del progressive (di cui si fanno porta-voci), potremmo assistere alla nascita di un gruppo interessantissimo nel panorama internazionale. 

 

Mauro “Micio” Spadoni

79/100