17 GENNAIO 2018

I Drawn and Quartered sono una band americana proveniente dallo stato di Washington e più precisamente dalla zona metropolitana della città di Seattle, vero e proprio punto di riferimento del Pacific Northwest. Ed è proprio qui, nella terra natia di Jimi Hendrix e di uno dei movimenti musicali più influenti degli ultimi anni – il Grunge –, dove nell’ormai lontano 1993, i nostri decidono di iniziare il loro percorso artistico. La formazione attuale può contare su quattro elementi: Kelly Shane Kuciemba alla chitarra ritmica e solista, Herb Burke al basso e alla voce, e Simon Dorfman alla batteria; subentrato dopo la dipartita di Dario Derna nel 2012. Entra a far parte della line up solo in tempi recenti il secondo chitarrista Beau Galloway. Il genere proposto dal quartetto di Seattle è un death metal canonico, vecchio stile e senza troppi fronzoli. Considerati da molti come la band death metal più sottovalutata della loro generazione (cito la biografia in mio possesso), i nostri con ben sei album, due EP, quattro demo e una manciata di video possono essere di diritto considerati come dei veri e propri veterani. ‘Feeding Hell’s Furnance’, pubblicato in origine nel 2012 dalla Nuclear Winter Records, viene riproposto cinque anni più tardi in una versione in formato cassetta pubblicata il ventidue dicembre del 2017 con un’altra casa discografica: la francese Krucyator Productions. L’album, composto da un totale di undici tracce e spalmato in circa trentasette minuti di durata, non si discosta molto da quel tipo di sonorità alle quali il gruppo ci ha abituato. Il ritmo del disco è incalzante e riesce con perizia nell’intento di alternare parti più rapide tipiche del genere ad altre più cadenzate dal retrogusto quasi doom. La sensazione al termine dell’ascolto di ‘Feeding Hell’s Furnance’ è quella di trovarsi d’innanzi ad un’opera completa e non solo da un punto di vista dell’esecuzione, ma anche della composizione. Dico questo perché nonostante i riff e le strutture dei brani possano risultare ad un primo ascolto quanto di più classico vi possa essere in circolazione, in realtà mettono in luce la destrezza della band nel saper scrivere con efficacia dei pezzi compatti e ben articolati. Purtroppo non è tutto oro quel che luccica, i Drawn and Quartered sono una macchina schiacciasassi collaudata ed efficiente, ma questo ‘Feeding Hell’s Furnance’ in più di un’occasione non mi ha lasciato soddisfatto. Tracce come “Stabwound Invocation”, “Mutilated Offerings” e “No Absolution”, sono i picchi più alti toccati dai nostri, mentre tutto il resto, pur essendo di buona qualità, fatica a lasciare una breccia significativa nella memoria. Consiglio l’opera a coloro i quali sono amanti di quel death metal puro e genuino senza evoluzioni di sorta. Se siete fra questi potete aggiungere al voto finale del disco mezzo punto in più. Se, invece, cercate qualcosa di nuovo e originale da sottoporre al vostro apparato auditivo, evitate di perdere del tempo e passate pure ad altro.

 

Danny De Barba

65/100