29 NOVEMBRE 2018

Artist: GoMa

Album: GoMa

Label: Machine Man Records

Release date: 31-08-2018

Tracklist:

1- D.D.D.

2- Fool’s song (take me with you)

3- Disappoint

4- Hore Gris

5- The Monitor

6- The Poison

7- Tripping Tripping

8- Untitled

 

“Vi sono momenti di noncuranza, di distrazione, nei quali si tralascia l’ottimo consiglio di Nietzsche secondo cui, la vera critica è un distogliere lo sguardo”.

Così scrive Elemire Zolla nella sua prefazione al libro dei libri, almeno per quanto concerne la letteratura fantasy, ovvero la trilogia de “Il Signore degli Anelli”.

Ora, benché tale capolavoro letterario abbia ispirato nomi, suoni e mondi in ambito musicale, e metal in particolare, non stiamo per parlare di nani, elfi, orchi, oscuri signori, ragni o maghi di sorta. 

Questo perché Juan Madrigal, artista originario di Sioux Fall, South Dakota, che si cela dietro lo pseudonimo GoMa, palesa un’immagine più affine ai vampirelli-emo della serie “Twilight”, che all’epicità della terra di mezzo.

L’iniziale richiamo risulta utile, piuttosto, per sottolineare quel concetto di estraneazione  talvolta necessaria per poter dare un giudizio critico, quanto più obiettivo, su fatti ed opere che ci si parano davanti.

E forse proprio l’estraneazione, nel suo significato più prossimo all’alienazione, è il fine ultimo della musica di questa one man band  ed in generale di certa elettronica/industrial, pervasa da una forma di entelachia di aristoteliana memoria, in quanto realtà (musicale) che ha inscritta in se stessa la meta finale verso cui tende ad evolversi.

Dunque le idee di questo compositore vengono inquadrate nel filone di cui poc’anzi e, ad onor del vero, presentate come “Vampire Club Music”, proposizione il cui significato è chiaro probabilmente solo al creatore della stessa.

Quali siano le principali influenze, al di là dei nomi che la label usa per questioni legate al marketing e che analizzeremo in seguito, è fatto rilevabile anche dall’ascoltatore più distratto.

A partire dall’iniziale D.D.D., passando per Fool’s song (take me with you), per i ritmi ipnotici del singolo apripista Disappoint, via via fino a Tripping Tripping e alla conclusiva Untitled, si percepisce un potpourri di Dark Wave, nella sua vena più squisitamente gothic rock, e di quella combinazione di Industrial ed Electronic Dance Music che genera il derivato Electronic Body Music (EBM), con i suoi ritmi sincopati e le linee ripetitive di sequecer. 

I nomi di maggior richiamo sono di conseguenza Front 242, Kraftwerk, Nietzer EBB e, per rimaner in tempi più recenti, i Prodigy meno acidi (non quelli del capolavoro The fat of the land, per intenderci), che sono, a giudizio di chi scrive, la maggior fonte di ispirazione musicale.

Aggiungerei invece come sia fuorviante la frase accostata all’uscita del disco: “se vi piace la musica dei Nine Inch Nails di Preatty Hate Machine e dei Depeche Mode di Violator, questo è ciò che fa per voi”. 

Se, infatti, da un lato mancano l’energia e la verve heavy dei primi, dall’altro i suoni molto ripetitivi e la struttura poco articolata dei pezzi li allontanano dai secondi (maggiormente da quelli di Violator!).  Certo sarebbe sbagliato negare la presenza delle influenze delle composizioni di Dave Gahan e Martin Gore, ma lo sono semmai nella struttura melodica e nell’uso della voce.

Da annoverare tra i “pro” ci sono varietà ed immediatezza. E se questo sembra in disaccordo con quanto affermato sopra, in realtà non lo è nel concetto, perché la varietà risiede nella moltitudine dei pezzi, mentre l’immediatezza nei ritornelli. 

Le canzoni hanno si una struttura ripetitiva e suoni reiterati, ma sono tutte diverse tra loro, per cui ognuna risulta immediatamente riconoscibile con l’andare degli ascolti. 

Inoltre, i testi che il nostro Juan GoMa affianca alle musiche sono cantati con un mood melodico che si stampa facilmente in testa, per cui l’ascoltatore potrebbe ritrovarsi a fischiettare il motivetto nel corso della giornata, in un momento non meglio specificato e, talvolta, senza ricordarne la genesi.

Tirando quindi le somme di questo “guardare da fuori ma con attenzione”, direi che è un album che gli appassionati di musica elettronica potranno trovare godibile e da ascoltare una volta o più; per tutti gli altri musicofili un nulla di fatto su cui soprassedere, con buona pace di quel “Vampire Club Music” per cui il povero Nosferatu si contorce ancora nella cripta eterna.

 

Dario Carneletto

61/100