17 MAGGIO 2018

Band: Gungnir

Album: Ragnarök

Data di rilascio: inizio 2018

Etichetta: Metal Throne Productions

 

Molti, forse troppi, neofiti del Metal non sanno che questo genere può regalare una perfetta correlazione con i testi prettamente di carattere storico e mitologico che cantano le gesta di grandi guerrieri e le catastrofi naturali causate dall’ira degli Dei. Un’armonia superba la mitologia greca o romana oppure ancora quella norrena, la quale è oggetto di ambientazioni di moltissime tra le più devastanti band Viking Metal della scena mondiale e non; in pratica, la cultura associata alla cultura, un’accoppiata micidiale con la più assoluta intenzione di far assaporare all’ascoltatore il mix affascinante che si crea tra i racconti storici, che si intersecano con la brutalità delle oscure ritmiche del Metal!

Questo è il chiaro obiettivo che si è prefissato la band Greca “Gungnir”, nata nel 2016 da un’idea del chitarrista/batterista Yngve, il quale recluta subito nel suo progetto il bassista/chitarrista Jim Havok. Per tutto il 2016 e l’anno successivo provvedono a scrivere e registrare i primi riff che andranno a comporre i pezzi e, nel stesso anno, decidono di far entrare in formazione il cantante Ithonas, che già militava in altri progetti. Grazie all’ingresso di quest’ultimo i tre musicisti entrano ufficialmente in studio per registrare l’EP d’esordio “Ragnarök”, rilasciato nei primi mesi del 2018 e promosso dall’etichetta discografica Metal Throne Productions.

L’album parte con un piccolo intro, in cui possiamo sentire le grida e le urla dei guerrieri durante una battaglia, accompagnate dal ferreo cozzar delle spade e delle armi, preparando il passaggio alla successiva “Our Swords for Thor”, in cui la band greca mette in mostra la chiara ricerca del massiccio sound che caratterizza il pezzo, ossia, un turbine di violentissime ritmiche in sedicesimi di palese stampo Viking, miscelate sapientemente alle oscure melodie ed alle tetre ambientazioni che si possono trovare nel Black Metal scandinavo. Le ritmiche del feroce tridente martellante chitarra-basso-batteria non lasciano scampo all’assortimento in fatto di velocità, tutti i suoni sono stati registrati e mixati con un’equalizzazione cruda, tagliente e pungente, il che lascia pensare subito alle evidenti influenze del primo Viking nato in Svezia durante i primi anni ‘80, non c’è che dire!

La successiva traccia “The Wanderer” è meno lanciata della precedente, ma comunque basata su un energico tiro in ritmiche in ottave, gestite dal pesante doppio pedale del batterista Yngve, il quale, come uno schiacciasassi, non sembra fermarsi o voler dare nemmeno uno spiraglio di fiato al pezzo. Anche in questo caso la componente epica e mitologica, mista all’ambientazione di desolazione è lo sfondo che fa da padrone al pezzo dei Gungnir, risultando un pezzo decisamente godibile, specie per gli appassionati.

L’album prosegue con “Fenrir”, altro brano paragonabile, senza problemi, ad una marcia dotata di una velocità smodata e senza risentimenti, in cui possiamo godere di un affilatissimo e supersonico blast beat batteristico e delle note sferraglianti del basso i quali creano un’accoppiata micidiale per il motore ritmico.

Poco discutibile è la tecnica vocale utilizzata da Ithonas, che sfodera in tutte le tracce un blasfemo Screaming che si scambia in maniera altalenante con un Growl tanto gutturale quanto brutale, come prevede la tradizione del Viking/Black Metal.

L’EP si chiude con un breve outro, grazie al quale la nostra immaginazione vaga in una landa coperta da un temporale, quasi volesse decretare la fine di una guerra e di una devastazione senza precedenti, con un corvo che vola via, lasciandoci, piano piano, assaporare il fascino della mitologia norrena, parte integrante di questo incredibile genere.

Infine, si può anche decretare il fatto che i Gungnir abbiano cominciato con il piede giusto, nessun grande stravolgimento è stato apportato al genere musicale che i 3 hanno voluto abbracciare, ma sicuramente è un più che ottimo punto di partenza, per quello che è l’obbiettivo prefissato.

Ragnarök è, sicuramente, un breve EP, ma come tale deve solamente (o comunque in gran parte) rappresentare e, possiamo dire, pregustare quello che sarà il prossimo e vero lavoro della band.

Lavoro che noi ovviamente attendiamo con impazienza dato che non vediamo l’ora di immergerci di nuovo nell’ascolto e nelle ambientazioni che hanno scritto la storia ed innalzare di nuovo le spade al cielo!

 

Simone Zamproni

77/100