10 OTTOBRE 2018

Questa recensione si riferisce ad uno Split CD presentato dalla “Iron Blood Death Corp” dal duplice titolo: “Anthem of Doom - Lethal Onslaught”. Sì perché i gruppi presenti sono due e provengono dai due estremi dell'Europa: uno all'estremo Nord, (quella Svezia che ci ha regalato tante perle in campo estremo) e uno all'estremo Sud, la Grecia; anch'essa molto prolifica in ambito Metal. Ma andiamo con ordine e parliamo subito degli “Humanity Delete”; gruppo svedese composto da tre elementi tra cui spicca Rogga Johansson come Master-mind creatore della musica e dei testi. Gli “Humanity Delete” sono già attivi dal 2003 e dopo numerose pause di riflessione  hanno sfornato nel 2012 un album dal titolo “Never Ending Nightmares” e nel 2016 un secondo “Fuck Forever Off”. Oggi nel 2018 si presentano all'attenzione mondiale con queste quattro nuovissime tracce. Iniziamo dunque questo (breve) viaggio nella proposta svedese. “Bone Hammer” inizia subito mettendo in chiaro le carte del gruppo: un suono di chitarra distortissimo e ricco di bassi. La batteria in bella evidenza sostiene degnamente il muro di chitarre e basso mentre la voce di Rogga è in puro stile Death Metal: bassa, cavernosa ma distinguibile. Gli accordi invece esulano dal puro stile del metal estremo, ammiccando spesso al Thrash di scuola americana (Pantera su tutti) l'assolo della canzone invece mostra un certo amore per lo stile alla Kerry King. Con “Lairhunter II” i nostri confermano le premesse della prima canzone mostrando grande predilezione per il Groove chitarristico strizzando l'occhio alle malvagie melodie svedesi tipiche del Death Metal anni '90. Nei pezzi più veloci gli “Humanity Delete” pistano di brutto riuscendo a mantenere sempre alta la tensione della proposta che prosegue immutata con la traccia successiva ovvero “Fangs of the wulf” anch'essa con un riff centrale tipico della scuola melodica svedese con quel tocco di Groove che i nostri amano inserire soprattutto nei rallentamenti con accordi aperti. L'ultima traccia del gruppo è l'inizialmente sabbattiana “Hooftrampled Skulls” con buoni riff di scuola Old-Thrash Metal. Si conclude così l'esperienza con gli “Humanity Delete” e con le loro composizioni dirette e senza fronzoli che non superano (almeno in queste quattro traccie proposte) i quattro minuti. Passiamo ora agli ellenici “Carnal Garden”: anche loro si presentano con quattro canzoni e, come i compagni “Humanity Delete”, sono in tre ovvero John “Weedow” Dafopoulos alle chitarre e al basso, Kostas Analytis alla voce e  Dimitri Miglis alla batteria. Il gruppo è attivo dal 2012 ma è nel 2015 che presentano il loro primo EP dal titolo “On the final Day” per poi arrivare nel 2017 al loro primo Full-leght intitolato“Where they are silent”. Ma partiamo con i quattro pezzi proposti nello Split-CD che iniziano subito con chitarre grezze e quasi zanzarose che ricordano molto le vecchie composizioni Old-Death Metal dei primi anni '90. Anche i Riff proposti sono su quella scia, e mostrano un chiaro amore per le creazioni Death Metal dei primi anni '90 del Nord Europa. La voce di Kostas invece ricorda molto da vicino il timbro di John Tardy (Obituary) dei primi mitici anni. Quello che però affossa la proposta dei “Carnal Garden” sono il suono del basso (poco distinguibile) e la cassa della batteria, strumento quest'ultimo che fa la sua degna figura proponendo soluzioni efficaci ma già sentite in mille album Death Metal dai primi anni '90 a oggi. La seconda traccia “Aeonic Slumber” parte con un bellissimo riff death, melodico, veloce e potente sostenuto dalla batteria che pesta senza sosta. Mi sono venuti alla mente le prime creazioni degli “Unleashed”. L'uso verso la fine della traccia di cori quasi ecclesiastici mi ha lasciato piacevolmente sorpreso in attesa della traccia successiva ovvero “Enemy Territory” che parte velocissima (quasi in blast beat) su riff anch'essi di chiara ispirazione Old-Death Metal. Gli arrangiamenti in questa canzone, come nelle altre, sono molto semplici, efficaci e diretti anche se già sentiti. Ed eccoci all'ultimo pezzo proposto dai “Carnal Garden” in chiusura dello Split-CD ovvero “Prima Materia”: l'unica canzone dell'intero lotto a superare i quattro minuti. Armonizzazioni efficaci su un riff melodico fanno ben sperare per la traccia che poi inizia a picchiare duro e veloce su un riff quasi vicino al Melodic Black Metal norvegese. L'inserimento di parti distorte (tipo radio) l'ho trovata una cosa interessante anche se insufficiente a dare un valore più positivo e personale alla canzone nel suo complesso.Si conclude così questo Split-CD “Anthem of Doom – Lethal Onslaught” lasciando un senso di poca soddisfazione probabilmente a causa del fatto che le canzoni proposte sono solo quattro per ciascun gruppo. I primi quattro pezzi degli “Humanity Delete”, benchè molto grezzi e anch'essi poco originali nei riff in generale e negli arrangiamenti in particolare, hanno un suono ben definito che spacca e che dal vivo può dare sicuramente il meglio di sé pur non essendo niente di innovativo. I quattro pezzi proposti dai “Carnal Garden” invece, oltre a non avere un suono al passo con i tempi, risultano molto derivativi e spesso scontati. Se il loro intento era quello di sommarsi alle miriadi di gruppi Death-Metal che dai primi anni '90 hanno prodotto un CD (focalizzandosi molto sulla riproduzione del suono dell'epoca) allora hanno fatto un buon lavoro senza infamia e senza lode. Il voto che assegno è dunque puramente indicativo: al di là delle capacità tecniche dei singoli musicisti in questione (di cui non metto in dubbio minimamente le capacità tecniche) qui ci si trova di fronte a due realtà che hanno fatto del Death Metal la loro proposta sonora e di ciò gli va reso merito. Seguirò comunque le due band nella speranza che in futuro si evolvano entrambe in qualche cosa di molto più interessante. Nel frattempo consiglio comunque di dare un'opportunità di ascolto ad entrambi i gruppi anche solo per gli amanti del Death Metal a livello enciclopedico.

 

Mauro 'Micio' Spadoni

60/100