6 GENNAIO 2018

Oggi mi accingo a recensire un EP di 6 tracce dal titolo "Bloodlust Casuality", proposto dagli I-DEF-I, band proveniente da Manchester, UK. Questo è il loro primo lavoro ufficiale, datato 2005 e pubblicato da Casket Music. Al tempo di questa registrazione, la band inglese aveva già cominciato ad affacciarsi al pubblico grazie a numerosi concerti, alcuni dei quali di supporto a band di fama internazionale, come ad esempio gli Stone Sour di Corey Taylor e i Fear Factory. Nel 2005 la line-up era composta da Chris Maher alla voce, Tom Clemens alla chitarra, Kevin Gaffney al basso e Mel Stewart alla batteria, tutti ragazzi molto giovani, e il genere proposto era un metalcore/nu metal potente e melodico al tempo stesso. Entriamo nel dettaglio: Bloodlust Casuality ha un artwork grafico molto interessante (anche se, a prima vista, mi porterebbe a pensare di trovarmi davanti a un disco di prog/power metal), è ben registrato, i suoni sono decisamente buoni e il tutto risulta molto impattante, a livello di produzione. Il primo pezzo, “Devil In the Vein”, non può non ricordare i Killswitch Engage (dei tempi migliori!). Ritmiche serratissime sulla strofa con scream ben eseguiti e bella apertura sul ritornello con un ottimo cantato melodico. Si passa poi a “The Hourglass Turns”, un pezzo molto più morbido del primo: a livello tecnico il tutto è molto ben eseguito, ma la canzone in sé è abbastanza “anonima”, a mio parere, non essendoci un ritornello degno di nota e avendo una strofa poco significativa. Si arriva poi alla title track “Bloodlust Casuality “: un pezzo molto incalzante ma anche questo senza parti interessanti: onestamente si può passare oltre. Con “Sorrow Reigns The Day” si torna a fare sul serio: la canzone è molto potente in ogni sua parte, ha un buon ritornello e uno special cantato che è la parte migliore del pezzo. Il quinto brano, “The Last Element of Doubt” inizia tiratissimo a livello di timing, ma la prima parte è quella che convince di meno. Belli invece gli stacchi in mezzo alla canzone (mi sono ritrovato a fare headbanging!) e il cantato melodico che segue è da brividi. L’ultimo pezzo, “Red Light on the Murder” riprende un po’ la linea del primo brano, con delle belle parti tirate con cantato distorto e delle buone parti di voce pulita, anche se non le migliori del disco. Tirando le somme, Bloodlust Casuality è un EP ben suonato e molto ben cantato, con delle parti artisticamente convincenti e altre (non molte, per fortuna) da rivedere. L’originalità non è il punto di forza di questi ragazzi, così come a tratti la coerenza stilistica, ma considerando la loro giovane età, la loro indiscutibile preparazione tecnica e il buon songwriting, si può sperare in qualcosa di più “personale” per i lavori futuri. Nonostante tutto, il voto è meritatamente al di sopra della sufficienza.

 

Alessandro Briganti

65/100