30 NOVEMBRE 2018

Gli Ignorance Flow sono una band Thrash Metal formatasi nel 2014 per volontà di 4 colleghi. Dopo alcuni cambi di formazione la band rilascia nel settembre di quest'anno un full-length chiamato Rotten Riot per la DeathStorm Records.

Il disco, registrato ai Toxic Basement Studio da Carlo Altobelli, si apre con lo sferragliare della chitarra di Emanuele Quadri in Judgement Day, la prima di 10 tracce. Questo brano imposta perfettamente ciò che sarà il tono del resto del disco: chitarre compatte, batteria aggressiva e ritmi sostenuti. Completa il tutto la voce di Francesco Ruvolo, già cantante dei Rawfoil, dando una marcia in più al disco. La batteria di Christian Thrasher tende a farsi particolarmente tenace e serrata in brani come Lethal Virus, canzone che brilla particolarmente nella sua seconda parte. Un altro pezzo interessante è Society Wrecker in cui possiamo sia ascoltare una delle aree di chitarra solistica migliori dell'album. Nota invece particolare per Demolition of Reality, a mio parere uno dei brani più riusciti dell'intero album, è come complimenta la canzone il basso suonato da Giuseppe Campanari. Il pezzo che poi chiude il disco è la bandiera del gruppo: Ignorance Flow. Questo brano è una sintesi di ciò che si è sentito nella mezz'ora precedente: è variegato e compatto con molte sezioni particolarmente belle.

Questa prima release per gli Ignorance Flow si rivela essere quindi un disco da non sottovalutare per gli amanti del genere. Unica nota dolente si è rivelata essere, per me, l'artwork del disco, a cura di Steve Ink, che a mio parere non restituisce in immagini la qualità dei brani presenti sul disco in questione. Non mancano infatti all'album particolarità interessanti, come l'apertura del terzo brano, IH870 dedicato alla strage di Ustica, in cui sentiamo gli ultimi comunicati radio che ci sono stati tra l'aereo in oggetto nel titolo del brano ed il controllore procedurale di Roma.

Mi sento dunque di consigliare questo disco sotto più punti di vista: non è solo una novità, un vento di freschezza in un panorama musicale che sa essere stagnante, ma è anche un disco capace di intrattenere perfettamente chi si prodigherà per ascoltarlo.

 

Tobia De Siati

67/100