15 MARZO 2018

Gli INNER CORE sono una giovane band formatasi 5 anni fa, per la precisione nel 2013 a Lörrach in Germania. Suonano un hard rock /metal sinfonico e sono composti da 5 musicisti: ANNA ROGG la bella e brava cantante, MASSIMO GIARDIELLO il chitarrista, ARTUR SHALL alle tastiere e voce, RICARDO ECHEVERRIA al basso e STEFAN ZIMMERLING alla batteria. Questa loro prima uscita si intitola SOULTAKER. Dieci canzoni prodotte negli Spacelab Studios da Christian "Moschus" Moos e masterizzate dal noto produttore / musicista EROC. Non tutti i brani sono al top ma la potenza vocale di ANNA ROGG gli conferisce la grinta necessaria per non essere banale. La prima traccia, la title track SOULTAKER si distingue per degli interessanti passaggi di tastiera e per la melodica e potente voce di ANNA per il resto risulta eccessivamente lunga ed un po’ ripetitiva. SWEET ADDICTION, la traccia successiva, inizia con dei pregevoli vocalizzi di chiaro stampo lirico ed una chitarra potente che conferisce al brano la giusta nota di aggressività. A mio avviso anche questa risulta troppo lunga e ripetitiva ma con un interessante assolo di chitarra. SNOWSTORM (terza traccia) ha un chiaro stampo sinfonico, personalmente risulta priva di anima ma grazie alla voce di ANNA acquista ascoltabilità. CRICIFIED scorre anonima senza nulla di rilevante rispetto alle precedenti tracce. KEEP THE DISTANCE, una ballata in chiara chiave celtica, con una partitura di violino ad impreziosirla. Risulta una traccia molto superiore alle altre, giusta durata con una grande maturità compositiva ed esecutiva. Posso tranquillamente affermare che per me risulta il brano più bello di quest’opera. La classica traccia che rimandi indietro per poterla riascoltare (questo brano vale il prezzo del disco). SCREW THAT è una traccia potente dove ANNA da il meglio di se spadroneggiando melodia ed aggressività in maniera sublime. BLAME è un brano potente che oltre ad avere un’ormai solita eccellente prestazione vocale un altrettanto eccellente parte di tastiera. MONSTER brano “power pop” molto commerciale, ma di grande impatto. Eccessivamente lungo. GHOST DUST scorre via senza note di menzione. L’opera si conclude con INTO ETERNITY un concentrato delle capacità vocali di ANNA, dove potenza e melodia si mescolano magistralmente.

Alla fine dell’ascolto posso decisamente affermare che questa band deve ancora lavorare un po’ per migliorarsi. Partono comunque da ottime basi e con una fuoriclasse assoluta come la loro cantante. Brani a mio avviso troppo lunghi che alla distanza possono risultare ripetitivi. Hanno una buona capacità di composizione ed esecuzione che secondo me dovrebbero sfruttare meglio. Auguro il massimo a questa band che nutre di un grandissimo potenziale da sfruttare nel miglior modo possibile per il futuro.

 

Pietro Pitale

60/100