28 GENNAIO 2018

Session Musicians/ Artists (Prisoner of Emotions):

Antre Paras: Lead guitars

Argyris Paraskevas: Violin

Anna Spanogiorgou: Additional lyrics

 

La band Julian’s Lullaby si forma nel 2006, con l'intento di creare un mix di musica rock metal arricchita da elementi neo-classici, sinfonici e acustici-folk rock. Fino ad oggi ci sono stati vari cambi di line up, anche se tutto sommato questo non ha influito di molto nella visione del gruppo per quanto riguarda la propria proposta musicale. Attualmente i membri sono: Anna Lullaby: female vocals, George Saddler: vocals/ Bass /Lyrics, Charis Kambitsis: drums ed Elias Negrin: guitars/ arrangements. Nel 2008 hanno suonato dal vivo nel festival Rock di Ermoupolis (isola di Syros) ed al concerto di Greektures of the Night Kiss (Rockhard mag. GR), mentre nel 2011 firmano con gli STF records (Germania) per pubblicare il loro album di debutto. Dopo aver terminato il loro secondo album "Prisoner of Emotions" e pubblicato il loro primo video lirico per la canzone "Hell's Door", sono entrati in contatto con le etichette discografiche di tutto il mondo. C'è stato un grande interesse da parte loro nel voler pubblicare l'album e, finalmente, hanno firmato con la storica etichetta russa ”Musica production”.

I quattro sono della Grecia. Nel corso della loro non molto lunga carriera, quindi, hanno rilasciato: un demo nel 2008, dal titolo “I can hear you thinking”, il primo full lenght nel 2011: ”Dreaming of your fear” e il loro secondo lavoro in studio, pubblicato nel dicembre 2017: “Prisoner of emotions”, che sarebbe l’album in questione. La copertina è stata realizzata da Panagiotis Sarantopoulos, mentre l'album è stato mixato, masterizzato e co-prodotto da Julian Lullaby e Steve Verano. 

Come si può ammirare dal bellissimo artwork, caratterizzato da elementi quali l’universo con alcuni pianeti in evidenza, un terreno pietroso sul quale un uomo trascina delle grosse catene, il viaggio nella musica non potrà essere che emozionante…

L’album è composto da dieci tracce, per un totale di 51 minuti e 37 secondi. 

Questa la tracklist:

01-Angel's East 06:50

02-Curse of Gods 04:20

03-Death Angel 05:24

04-Domino 04:11

05-Eyes of Gray 04:16

06-Hanging Crown 04:19

07-Hell's Door 07:31

08-Prisoner of Emotions 05:40

09-Single Thought 04:53

10-Starbringer 04:12

Un concept molto intenso, caratterizzato per lo più dalla ammaliante voce di Anna Lullaby. Il suo cantato, infatti, si rivela emozionante e di forte impatto emotivo; ti cattura già dalla opener track, con la sua passionale alternanza di toni, riuscendo ad adattarsi alla perfezione a tutte le sonorità presenti nelle canzoni. Le melodie heavy metal si fondono con elementi rock sinfonici e acustici in vari momenti e, il cantato di Anna, si adatta veramente a tutte le varie sfumature presenti nelle musiche. A duettare con la sua melodiosa voce, c’è George Saddler, che con il suo cantato molto carico, a volte più aggressivo e altre più pulito e coinvolgente, riesce a rendere le canzoni più emozionanti. Così come i vari elementi presenti nelle tracce rendono il tutto alquanto completo e gradevole. Si passa da sonorità più heavy metal, con tanto di assoli e ritmiche più corpose e pesanti, ad altre più rockeggianti. Si può assaporare il gusto dell’epic in alcuni momenti, mentre in altri il fascino del gothic. Note sinfoniche,invece, sono mescolate quasi di continuo alle altre, rendendo molto gradevole quel retrogusto dolce e melodioso che si amalgama sempre e comunque in modo ottimale a tutto il resto. Alcune canzoni, come “Death Angel” e “Hell’s door” sono tra le più attraenti di tutto il complesso. In esse, specialmente nella prima,  possiamo trovare un senso di relax, di pace. Ci entra subito nella mente spingendoci a danzare soavemente. In “Eyes of Gray”, invece, possiamo ammaliarci con un bell’arpeggio iniziale, per poi essere sovrastati da una interpretazione nel cantato davvero molto bello, con momenti duettanti più  intensi e altri di sola female vocals molto soft. Egregio il lavoro di batteria e molto piacevole l’inserto di violino verso fine canzone. 

Questo album è affascinante dall'inizio alla fine. Il titolo è alquanto azzeccato per la musica che scopriamo durante l’ascolto, si diventa, infatti, prigionieri di emozioni. E’ molto interessante il fatto che non esistono cali di creatività e livelli di professionalità mediocri. I nostri sanno il fatto loro e dimostrano di essere in gamba, con le idee molto chiare su ciò che vogliono comporre. Trasmettendo all'ascoltatore, specie se amante di generi quali symphonic e gothic, un insieme di note e suoni che non potrà non gradire. “Prisoner of emotions” suscita fascino, emoziona, ti dona momenti di quiete e piacevolezza alternati alla giusta carica emotiva. Il cammino intrapreso dalla band risulta ben saldo e promettente.

 

Fabio Sansalone

80/100