13 FEBBRAIO 2018

Ciao a tutti e ben ritrovati per una nuova recensione. Oggi vi parlerò di "Double Soundtrack", EP degli hard rockers statunitensi Junk.

Facciamo come di consueto una piccola presentazione della band: i nostri sono un trio proveniente dal Texas e formato da Billy Blair (chitarra e voce), Benjamin K Bachman (basso e voce) e Brian "Boog Nasty" Klein (batteria).

La copertina dell'EP, disegnata in stile fumettistico e molto colorata, richiama nel mio immaginario una componente punk/hardcore che, fortunatamente, non è presente a livello musicale. 

Passiamo all'ascolto delle quattro tracce e vediamo di analizzare il tutto.

Il disco è molto ben prodotto, onestamente da una band nordamericana non mi aspettavo niente di meno. Chitarra, basso e batteria sono sempre molto precisi e le due voci sono quasi sempre convincenti e all'altezza della situazione. 

La prima canzone, "Pop Rock Genocide", è molto trascinante, con un ritmo piuttosto incalzante, delle belle linee vocali e alcuni riff armonicamente davvero interessanti. Nonostante io non sia un fan dell'hard rock non ho potuto fare a meno di tenere il tempo con il piede durante l'ascolto. 

Il secondo pezzo, "The Sasquatch", a mio avviso, non è altrettanto godibile; di fatto mancano le caratteristiche vincenti della traccia numero uno, ho fatto abbastanza fatica ad arrivare in fondo alla canzone, nonostante la durata sia inferiore ai quattro minuti. 

Con la traccia numero tre, "Built To Last", si torna a un livello accettabile, anche se siamo ben distanti dai fasti della opener, che rimarrà fino alla fine dell’ascolto una parentesi felice a sé stante. Come vi stavo dicendo, pur non brillando per originalità e innovazione, Built To Last è dotata di una buona amalgama: in particolare mi è piaciuta la chitarra, molto "piccola" sulla strofa in modo da lasciare spazio alla voce e aperta sul ritornello, ben supportata dalle parti di basso e dagli scambi di batteria. Forse il cantato della strofa non è tecnicamente ineccepibile, ma l'ho trovato veramente ben eseguito dal punto di vista dell'interpretazione, quindi a conti fatti l'ho apprezzato. 

Il quarto e ultimo pezzo, “Like Lightning “, è ritmicamente carico ma senza alcuna caratteristica peculiare, abbastanza piacevole all'ascolto ma senza alcuna pretesa, una coerente conclusione di un EP che ha una grande pecca, secondo me: è un lavoro che si sarebbe potuto definire “attuale” al massimo alla fine degli anni ‘80.

Quindi, tirando le somme, posso dire che siamo davanti a un prodotto ben fatto ma obsoleto: credo che Double Soundtrack possa essere apprezzato dagli amanti di rock e hard rock, ma onestamente, a livello di songwriting e sonorità, non racconta niente di nuovo (un po’ come tutto l’hard rock da una trentina d’anni a questa parte, non me ne vogliano i fans di questo genere). Dunque, se non siete hard rockers di prima categoria, potete passare tranquillamente oltre. 

 

Alessandro Asator Briganti

60/100