16 MARZO 2018

 

Line up:

Rage Sadler (guitars and vocals)

Chris Mc Kinnon (drums  and vocals )

Saxon David (lead guitar)

Stevan Ellis (bass)

 

TRACKLIST:

1. Nights meets death

2. Afterlife

3. Alone(in my forgotten rage)

4. Behind the preacher’s eye

5. Crisis of faith

6. Walls of Jericho

7. Frailty of the blade(Steohen son’s)

8. Heaven’s abandonment

9. The mind is willing

10. Voice in hell

 

E’ davvero un piacere recensire band emergenti di questo livello. Qui c’è veramente  molto da ascoltare e tanto da dire. I Kaine, originari dell' East Anglia, una regione dell’Inghilterra, si formano nel 2009 e sono influenzati da pietre miliari e padri dell’heavy metal quali Black Sabbath, Iron Maiden e Judas Priest non trascurando però note provenienti dalla N.W.O.B.H.M. e band come i Metallica. Un vero mix fra metal classico e qualche escursione nel thrash. I nostri hanno già alle spalle 2 album e sono accreditati dalle maggiori riviste specializzate nel settore, vantando pure collaborazioni ed esibizioni con band di altissimo livello.

Dopo vari abbandoni e ritorni, la band si riassesta, riparte da capo ed entra in studio per registrare il terzo album, A Crisis of Faith.

A night meets death, apripista del disco, parte con l’architetto della musica, il basso, che sembra sia lì di supporto ma a volte è protagonista e non può mancare ed inizia proprio così, con un assolo  di basso incalzante che va poi a fondersi perfettamente con le due chitarre e la batteria.

L’assolo della chitarra iniziale di Afterlife ci confonde, pensiamo di cullarci in una vera e propria ballad.

Ma ecco che sale poi in un climax, fino a un "duello" di chitarre degno dei più prodi cavalieri del metal ed una batteria che picchia e  fa venir voglia di headbang, anche se hai quasi 50 anni e che non è che ti puoi fratturare una spalla...

Mi incanta e mi porta lontano nel tempo, poi,  Alone (in my forgotten Rage), una puntina che scende ruvida su un vinile, un pianoforte in sottofondo, ma poi ci si tuffa ancora nei ritmi serrati ed arrembanti con un’alternarsi di chitarra e batteria, poca parte cantata ma una grande dimostrazione di tecnica.

Behind the Preacher’s eyes è un pezzo con pochi fronzoli,qualche bel giro di basso che spinge le pelli della batteria con un corale degno dei Maiden ed il batterista in appoggio  in seconda voce.

Al termine non manca l’assolo della chitarra che ci conferma la gran tecnica dei britannici.

Crisis of faith è il pezzo che da il titolo all’album,qui come nei precedenti pezzi si confermano le ottime caratteristiche tecniche in tutti gli strumenti,ma comincia a profilarsi un cantato sempre piu’ scarso un po’ monotono e ci si deve sempre soffermare sull’assolo degli strumenti e anche In Fall of Jericho è il basso un protagonista  ma non da meno tutti gli altri strumenti. Sarei ripetitiva ad aggiungere qualcosa sui successivi pezzi, poichè non sono che una conferma di una tecnica ineccepibile in tutte le parti del lavoro, possiamo veramente dirlo: ci sono tutti gli ingredienti per affermare che si tratta di una vera e propria stella nascente nella scena metal britannica (e non solo).

Non posso però esimermi dal mio personale giudizio sulla voce, il cantante nonché chitarrista Rage  Sadler, farebbe meglio a farsi da parte ed i Kaine a impegnarsi nella ricerca di un cantante perché non ci si può accontentare solo degli assoli e delle ottime performances degli strumenti.

Il cantato è una piccola parte, ma non si può sorvolare sul fatto che l’estensione vocale attualmente quasi non ci sia, come neanche una timbrica particolare a compensare.

Con un altro cantante verrebbero esaltate maggiormente le doti e l’originalità di questa band ed il fatto che qua c’è talento puro e tecnica. Un proseguire della regale British school of heavy metal veramente degna dei grandissimi del passato.

Con un altro cantante il mio voto sarebbe veramente altissimo, ma non posso comunque negare l'altissima qualità di "A crisis of Faith".

  

Sabrina Scardigli

80/100