17 MARZO 2018

Un gelido vento oscuro dalla Bielorussia:ecco a voi i Khandra. formati da Dmitri Romanovsky (chitarra e basso) e Vladmir Borodulin (voce). Del duo poco o nulla ci è noto, lasciano che la loro musica parli per loro. E a tal proposito vado subito ad occuparmi del loro debut, "All Is of No Avail", EP del 2017 sotto Redefining Darkness Records. L'EP consiste in due tracce, per una durata complessiva di 14 minuti, "Where deaths has settled in life" e "Presence is no longer relevants". La caratteristica principale dei Khandra, la prima che salta subito all'orecchio dell'ascoltatore, è la capacità di saper fondere in maniera omogenea, non ridondante e soprattutto non banale, il raw e il Melodic-Black. Possiamo notare fin dai primi secondi del primo brano riff melodici, limpidi, quasi cristallini, affiancati a sonorità più grezze e tipiche del black anni novanta, il tutto condito da un growl grezzo, drammatico, quasi ringhiante. Non mancano elementi atmosferici ben dosati. Il primo brano parte lento, il riff domina e avvolge l'ascoltatore fin dai primi secondi, per poi esplodere verso il secondo minuto, fino ad un ritorno alla drammaticità iniziale. Il secondo, più aggressivo, ha un riff ancora più incisivo, affiancato ad una parte ritmica consistente e imperante, il cantato è ancora più incisivo e dopo un intermezzo drammatico, quasi depressive, si conclude con un climax di rabbia e violenza. Da notare in entrambi i brani un calibrato uso del blast beat che ben evidenzia i momenti più oscuri e ipnotizzanti. Come inizio è sicuramente promettente, il duo sembra avere una propria idea e sa come metterla in piedi. Sicuramente da tenere d'occhio, sia per gli estimatori del Black classico che per gli ascoltatori del Melo-Black.

 

Alessandra Fasino

88/100