15 AGOSTO 2018

La carriera dei Malichor inizia nel 2007 a Melbourne, in Australia. Il loro obiettivo, fin da subito è ispirarsi a leggende del Black/Thrash metal quali Venom, Celtic Frost e Destroyer 666 per arrivare a creare il proprio, unico stile. Il nome “Malichor” si traduce in “Sangue contaminato degli dei”, e i loro temi si radicano nei Miti di Cthulhu di Lovecraft. “Nightmares & Abominations” è il loro primo full lenght dopo svariati demo ed EP. 

Negli anni le produzioni targate Malichor hanno sofferto di produzioni per lo più sotto tono per una musica feroce ed aggressiva, cosa magari voluta per dare maggior “marciume” alla musica. I loro lavori iniziali erano più improntati verso il black metal, le influenze thrash avranno una maggiore impronta nella loro musica solo più avanti, all’ incirca nel 2014, quando uscì il singolo “The Serum”. A quel singolo ne è seguito un altro, “Ride as One”, singolo che in poco più di 3 minuti incanala un thrash/black metal feroce con rimandi anche dallo speed metal stile Exciter nei passaggi privi di blast beats. “Nightmares & Abominations”, come dicevo, è il primo full lenght della band dopo ben 11 anni di carriera, uscito per la Onslaught Records il 31 gennaio 2018. 

La produzione di questo disco ha i suoi alti e bassi: chitarre e basso sono impastati tra loro e li si riesce a distinguere solo quando una delle chitarre fa gli assoli, mentre la batteria sembra ovattata. Le voci, almeno quelle, risultano chiare.  Il full lenght si compone di 8 tracce, tutte tracce di un buon livello qualitativo. Il disco si apre con “The Swam” seguita da “God of a Thousand Forms”, tracce entrambe veloci ed aggressive. Qui il black ed il thrash si fondono ed alternano: feroci blast beats si applicano insieme a riffs puramente thrash, mentre il cantato graffiante è ben integrato con la musica. La successiva, “Sentinels”, fa da traccia di passaggio grazie ai suoi ritmi rallentati. Pausa necessaria, perché con le successive tre, “Death Gazer”, “Insidious Umbrae” e “Vile Ichor” non si ha un attimo di tregue. Tutte e tre le tracce sono un buon esempio di thrash/black metal rabbioso e serrato. A parere personale però le tracce migliori sono le ultime due, “Rise of the Ancient” e “Descent into Madness”: in queste due tracce infatti velocità, rabbia ed aggressività vengono messe da parte per creare un’atmosfera cupa e malvagia, basata sul ritmo cadenzato e costante della batteria e sulle melodie delle chitarre. In conclusione, “Nightmares & Abominations” è un debutto che trascina ma non affonda nella mente dell’ ascoltatore. Un buon debutto, certo, ma privo di quell’ impronta personale capace di farsi riconoscere da altre band “colleghe”.

 

Alessia Pierpaoli

65/100