21 FEBBRAIO 2018

Track List

1) Killing your illusions

2) Death incarnate

3) I Døden Er Vi Alle Lik

4) Odium Manifesto

5) Odium Manifesto (Mausoleum On Acid mix) (bonus cd only track)

 

I Mausoleum of Death sono una band death metal senza nessun compromesso formata nel 2016 da una sana e tanto logica quanto perversa voglia di suonare death metal, un desiderio potentissimo tale da superare i confini geografici: infatti questa band è formata da Bonecrusher (batteria) e un Untermensch (voce) provenienti dalle gelide lande norvegesi e da un abbastanza noto nel panorama italiano, Snarl alle chitarre. Tutti e tre provengono da realtà musicali molto affini al black metal, ed è da una voglia irrefrenabile di ignoranza che è stato partorito questo validissimo progetto. Essendo, appunto, di formazione molto recente, hanno all'attivo un solo EP, anche se, seguendo la band, si può notare che qualcosa di nuovo bolle in pentola, probabilmente legato all'uscita di un full-lenght nel futuro prossimo. L'EP che andremo ad analizzare è "Ecstatic violence & hatred", 5 brani per circa 25 minuti di assedio. Infatti colpisce molto l'intenzionalità davvero improntata verso l'aggressività del riffing, tagliente e dissonante, che ne fa della band, caratteristica assoluta. Le chitarre si presentano super sature e senza accenni di suoni puliti, ma solo farcite della giusta malignità e ariosità. Infatti dominano letteralmente il mix, in sfavore di un suono di basso raramente percettibile. Riguardo alla tecnica compositiva si sente la spinta verso l'imponenza del riff, piuttosto che la ricercatezza di virtuosismi assolutamente inutili, visto il chiarissimo accenno ai primi anni '90, dove, più che ogni cosa, ciò che contava, era mantenersi selvaggi nel suonare death metal. In pezzi come "Death Incarnate", "I Døden Er Vi Alle Lik" si può anche godere di assoli dannatamente thrash.  La batteria accompagna i toni pesanti di chitarra con un pestare molto marziale, che svaria dal blast beat a tratti più mid-tempo, come nell'inizio di "Odium Manifesto", il pezzo che a mio parere risulta il più efficace, sopratutto per armonia compositiva: ogni passaggio risuona in tutta la sua cattiveria tanto ripugnante quanto azzeccata. Forse i suoni di batteria potevano essere curati meglio, in particolare per la grancassa, molto gonfia con poca punta, ma questo è un dettaglio di scarsissima rilevanza, visto e considerato la caratura della proposta, che delle finezze sonore sembra farsene un baffo. Il lavoro vocale mi ha davvero sorpreso, perchè dimostra ampia versatilità verso i generi estremi senza per forza fossilizzarsi in growling cavernicoli, ma alternandoli a momenti in cui si spinge verso tonalità più mediose e a parti in spoken. In particolare sul primo pezzo "Killing your illusions", Untermensch mette in risalto tutte le sue capacità nell'impersonificare il brano con un'interpretazione degna di nota. In conclusione ci troviamo di fronte ad un ottimo esordio, che prospetta sicuramente un futuro interessante per la band, che ci auguriamo un giorno di riuscire a vedere unita su di un palco superando così l'ostacolo geografico.

 

Tyrannos

73/100