6 MAGGIO 2018

Band: Out In Style

Album: Broken Dreams

Etichetta: TOO LOUD Records

Data di uscita: 2018

Genere: Punk Rock

 

Tracce: 

1. Looking for you 02:46

2. Straight and fast  02:18

3. Dreaming 03:16

4. Ellie 02:08

5. Lucid Dream 02:53

6. Glass 02:57

7. Just before dawn 01:20

8. Dead end 03:53

9. Interlude 00:26

10. O’Brein 01:51

11. Your smile 03:15

12. Blindfolded 01:41

13. Drinking in hell 02:09

14. The great perhaps 03:57

 

Formazione:

João Xavier - bassista/cantante 

Marlos Andrews - chitarra

Ricardo Niemicz - batteria

 

Gli Out in Style sono una band formatasi nel 2016 da un’idea del il bassista/cantante João Xavier e dal batterista canadese Ricardo Niemiz.
Dopo aver registrato un EP di 6 tracce chiamato "Coffee, Beer and a Movie”, grazie ad un’intuizione di Dan Precision degli 88 Fingers Louie, il rilascia un singolo chiamato "At The Sanatorium", di seguito la band è stata invitata ad aprire il tour sudamericano per Satanic Surfers e Antillectual.

“Broken Dreams” è il loro primo LP e scorre nel solco del dello Skatepunk in stile strizzando l’occhio ogni tanto all’hardcore melodico stile Millencolin e appunto Satanic Surfers (sarà per questo che sono stati chiamati a fare da supporto)

Le prime tre songs “Looking for you”, “Straight and fast” e “Dreaming” viaggiano spedite, con controcanti molto interessanti e una buona dose di energia sparata a velocità sostenuta, salvo però perdersi un po' in un’eccessiva ricercatezza negli assoli.
Con Ellie, la quarta traccia, c’è una una flessione nella qualità compositiva, subito risollevata da Lucid Dreams con il suo ritornello molto allegro, orecchiabile, fatto proprio per essere passato e ripassato dalle radio californiane. Peccato che sia solo un istante, Glass riporta tutto su di un piano compositivo di molto inferiore (anche qui assolo lunghissimo, ma soprattutto un arpeggio finale ingiustificato) e inizia una lenta discesa verso la mediocrità.

L'originalità quindi non è alle stelle ed  anche la registrazione non aiuta, infatti l’album in generale suona compresso e sin dall’inizio da la sensazione di non sprigionare tutto il suo potenziale sonoro.
In Generale “Broken Dreams” è una prova di punk contaminato non proprio riuscitissima, ma una base interessante comunque c’è, basterebbe realizzare delle songs con assoli molto più semplici e lineari, ma soprattutto trovare un produttore che sappia valorizzare le qualità della band.



Pezzo Migliore: Lucid Dreams

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Ivan Barra

60/100