19 MARZO 2018


I Profane Order sono una band di Montreal, composta da quattro membri: Olwyn al basso, Antoine alla batteria, Taylor alla chitarra e Illusory alla chitarra e nelle vesti di cantante. La loro proposta è black metal, stesso genere delle band dalle quali provengono alcuni di loro, quali Spectral Wound e Taggarik. Nel 2016 rilasciano il loro primo full dal titolo “Marked by Malice”, mentre l’anno successivo, nel 2017 per la precisione, pubblicano il loro secondo lavoro, un ep dal titolo “Tightened Noose of Sanctimony”. Entrambi i lavori sono stati rilasciati in modo indipendente su cassetta, in edizione limitata di copie. Nell’album di debutto sono contenute 7 canzoni per una durata di circa trenta minuti, mentre nel secondo abbiamo sei tracce per un totale di circa ventidue minuti.

In questo 2018, la Krucyator production ha pensato bene di unire queste due release in una sola stampandole su cd. E’ previsto il rilascio ufficiale nei primi di aprile. Abbiamo quindi a che fare con due lavori in uno, tredici tracce per una durata di circa 52 minuti. Andiamo quindi a scoprire la loro musica…

Le prime sei tracce che troviamo nel cd sono quelle che compongono il loro ultimo lavoro, mentre le altre sette fanno parte del loro album di debutto. Dobbiamo quindi tenere presente che con questa recensione è come se ascoltassimo due album invece di uno solo e, per questo motivo, il parere sarà suddiviso in modo parziale (principalmente) per ognuno di essi e, infine, valutato nel complesso. Iniziamo subito con lo spendere due parole sull’artwork: un riquadro al centro contornato da uno sfondo nero. In questo riquadro è rappresentato un disegno in bianco e nero raffigurante un diavolo ed un boia ai lati mentre in mezzo a loro un altro essere legato per i polsi e sollevato con una fune. La copertina rispecchia bene il nome della band, Profane Order che già il nome la dice lunga su cosa andremo ad ascoltare. E in effetti, dopo l’ascolto,  tutto ciò non fa altro che confermare le nostre previsioni: black metal, di quello più grezzo e marcio. È inutile fare una analisi track by track perché le prime 6 tracce altro non sono che pura furia aggressiva. Un continuo martellamento di batteria e una ritmica che non lascia respirare neanche solo per un secondo. Ritmi forsennati, un cantato aggressivo, cattivissimo, che presenta una voce a tratti rauca e a tratti più scream. Le chitarre grattano di continuo penetrandoti nella mente, graffiando il nostro udito senza avere possibilità di un attimo di quiete. Così come di tanto in tanto assoli velocissimi e ben inseriti rendono le tracce un po’ varie. La batteria si sfoga in una furia devastante con il suo continuo e martellante suono tipico del genere. Quindi, tirando le somme, questa prima metà del disco, che poi sarebbe l’ultimo loro lavoro, risulta essere tipicamente coerente nel genere proposto, è grezzo, spaventosamente aggressivo ma non dice nulla di più di quanto già non si è detto e ascoltato fino ad ora. In alcuni momenti si può avere la sensazione di noia ma le parti soliste presenti e alcuni rallentamenti di ritmo, seppur rari, fanno sì che si ha voglia di continuare l’ascolto. Ovviamente non fatelo ad altissimo volume come ho fatto io altrimenti la testa ad un certo punto potrebbe sussurrarvi pietà. Sta di fatto che questa prima parte merita comunque la sufficienza in quanto la band, nonostante non abbia inserito nulla di nuovo nelle canzoni, ha saputo tenermi incollato all’ascolto e merita soprattutto per la bravura dei musicisti e per la aggressività presente. Poi ci aggiungo che da valore aggiunto il suono che risulta un pò grezzo, come richiede appunto il genere, facendo sì che al contrario, un suono troppo pulito, avrebbe di sicuro reso il mio giudizio più negativo. Consigliato agli amanti del black metal nudo e crudo e sparato in faccia e nelle orecchie con la dovuta furia devastante. Per questa prima parte del cd i nostri meritano, da parte mia, un 68 su 100 come voto parziale. Questo sarebbe stato il responso finale se avessi avuto tra le mani solo la loro ultima release ma, come anticipavo prima, a seguito di queste sei tracce ne troviamo altre sette che fanno parte, invece, del loro debut album “Marked by Malice”, quindi continuiamo l’ascolto e vediamo il seguito cosa ci riserva…

La cosa che la Krucyator ha pensato bene di fare è unire le due release. Certo è che parliamo di due lavori ben distinti e nel retro del cd è anche specificato, ma nel complesso, ascoltarli uno dietro l’altro nel lettore, assorbendoci più di cinquanta minuti di musica è tutta un’altra storia. A maggior ragione se, proseguendo l’ascolto successivo alle prime sei tracce, ci rendiamo conto che l’album aumenta di valore, sorprendendoci in modo tale da farci incrementare in positivo il giudizio complessivo.

Contrariamente a quanto ascoltato nei primi ventidue minuti circa, le restanti tracce si presentano nettamente superiori (almeno per quanto mi riguarda) alle precedenti. Un po’ insolito visto che il debutto per certi versi dovrebbe essere il lavoro più scarso a livello musicale rispetto ai successivi in quanto, qualsiasi band, di volta in volta cerca di migliorare sempre di più. Ma non è tanto la bravura nel suonare che contraddistingue i due giudizi bensì la scelta della band di trasformare un po’ la loro proposta rendendola, a mio avviso, un po’ più piatta e violenta. Nell’album d’esordio, che poi sarebbe la seconda parte del cd, non troviamo sonorità spaccatimpani a tutti gli effetti, assoli forsennati e ritmiche a velocità elevate. La cosa che rende più interessante queste tracce è, soprattutto, la presenza più accentuata di cambi di ritmo. In ognuna delle tracce, che sono comunque marcate da un buon black metal, sono presenti tante parti dove si assapora (strano ma vero) un qualcosa di leggermente melodico. Nel bel mezzo di ritmi forsennati infatti, i nostri, ci deliziano con rallentamenti di tempo e quindi con cambi di ritmo che hanno un sapore che va più sul death metal, addirittura in alcuni punti si possono recepire leggere sfumature doom, anche se durano molto poco. Ma la caratteristica principale delle sette tracce (che poi sarebbe quella del loro primo full) è proprio quella di farci rimanere sbalorditi a seguito di ritmi che si presentano più cauti, molto piacevoli da ascoltare perchè ci troviamo di fronte ad una batteria che non martella di continuo, ad un suono grezzo e potente delle chitarre che rendono la ritmica veramente piacevole e più “ordinata”. Certo non mancano gli assoli “impazziti” ad una velocità molto elevata, anche questi piacevoli e inseriti in un giusto momento della traccia, cosi come le sfuriate devastanti che, alla fin fine, sono comunque una delle caratteristiche della musica che i Profane order ci propongono. Avere avuto il piacere di ascoltare delle sonorità più varie e parti più rallentate e tecniche dopo la metà dell’album ha fatto si che, come scritto più sopra, l’intero lotto di canzoni ha acquistato più valore. Certo anche nelle prime sei tracce ci sono momenti in cui la furia distruttiva si placa con ritmi un po’ più lenti, ma sono molto minori, quasi nulli, anche se il cantato si presenta molto più aggressivo, quasi sovrumano direi. C’è da dire comunque che i quattro musicisti hanno carattere, sono capaci di far prevalere la loro tecnica musicale su tutto, a prescindere dai suoni spaccatimpani o meno. Riescono, nonostante i suoni veloci e i ritmi aggressivi, a tenere ben distinti gli strumenti senza creare suoni disordinati e incomprensibili. Una nota negativa di questa seconda parte però, rispetto alle prime sei tracce dell’ultimo loro ep, l’ho riscontrata riguardo la registrazione, che nel debutto risulta essere un po’ più scarsa, cosi come anche il cantato risulta essere di minore impatto, meno aggressivo e tecnico. Ma a parte questi due punti un po’ a sfavore, personalmente, ho trovato “Marked by Malice” per certi aspetti più interessante e tecnico rispetto a “Tightened Noose of Sanctimony”. In conclusione, il mio voto per questa seconda parte del cd, che poi sarebbe il lavoro di debutto “Marked by Malice” è di 74 su 100. Il voto complessivo quindi, facendo una media tra i parziali che mi sono sentito in dovere di esprimere, è quello riportato qua sotto.

 

Fabio Sansalone

71/100