8 AGOSTO 2017

Gli SHARZALL  sono gruppo che mi ha incuriosito.

Il loro album di debutto BLACK SUN, uscito quest’anno, ha tutte le carte in regola per essere un “pezzo da avere” per gli amanti del genere.

Cinque gli elementi della band che si è formata nel 2014.

Questi musicisti hanno confezionato un ottimo prodotto che di base si colloca nel genere goth con notevoli influenze post punk.

Non amo fare paragoni. Sono controproducenti e incastrano l’immagine del gruppo in parametri troppo stretti. Ma loro stessi nella loro biografia si sono definiti l’incontro fra il punk dei SISTERS OF MERCY e l’immagine e le sonorità dei DEATHSTARS.

Io potrei aggiungere che un po' mi hanno ricordato ALICE COOPER alla fine degli anni ’80.

Ascoltando i loro pezzi infatti le affinità ci sono. 

L’ intro PROLOGUE appunto, è un sontuoso passaggio che ti prende per mano e ti traghetta nelle oscure atmosfere di HELL QUIT  e PIKER MAN.

Melodie antiche, studiate ben apposta per valorizzare la voce di RONY RAGE, carismatico frontman della band.

CRISIS si apre con un suono di archi che viene spezzato dalla sua voce potente e glaciale. Uno dei pezzi più belli a mio dire.

WAY TO DIE, di cui esiste anche un video ufficiale ben fatto, è l’emblema del genere goth, di cui si fanno portabandiera.

BLACK SUN, la nona traccia che da il titolo all’ album è forse la più potente e penetrante. 

Forte la presenza delle tastiere nei loro pezzi, strumento peraltro onnipresente in questo genere, anche se meno nelle ultime produzioni. 

L’undicesima traccia FROZEN TOUCH chiude con audacia e maestosità l’album. Già solo il titolo è un programma.

Atmosfere oscure, intro degne di una discesa negli inferi, suoni cupi spezzati da riff strazianti son solo alcune delle sensazioni provate.

Il genere è di nicchia, si sa, apprezzabile da chi appunto ama sperimentare il nero, il cupo e l’oscuro lato del rock. 

Pezzi battuti si, ma che in realtà celano molto studio e molta preparazione per un genere che si sta saturando e fondendo con altri.

D’altra parte per celebrare le tenebre e l’arcano ci vuole un certo carisma. Bel lavoro.

 

Natascia Rossi

85/100