3 MARZO 2018

Cari lettori, come ogni genere musicale che si rispetti, oggi porteremo una ventata di cultura nell’ambito delle sonorità oscure e tetre, dopo aver essere venuti a conoscenza dei “Sickle of Dust”, un progetto one-man-band, creato e ideato nel 2016 dal musicista russo Ash. Oltre a ciò, poco si sa sul conto di questo misterioso musicista poliedrico, se non che il 12 Febbraio del 2017, grazie ad una collaborazione con l’etichetta discografica “Throats Production”, rilascia il primo full length marchiato Sickle of Dust con il nome di “Between the Worlds”, il quale rappresenta il frutto di mesi di composizioni di musiche prettamente strumentali di stampo Black-Dark Ambient, miscelato sapientemente all’epicità fiabesca che le influenze Folk hanno concesso al lavoro sfornato dal progetto Sickle of Dust. A fronte del fatto che abbiamo avuto la possibilità di imbatterci in un album dal genere piuttosto specifico, in questa analisi non ci dilungheremo sulle più minuziose particolarità di ogni singolo pezzo. E’ nostra cura, però, anticiparvi il fatto che in circa 47 minuti verrete letteralmente sbilanciati in un’ambientazione completamente fantastica, ricca di sonorità grandiose e quasi “leggendarie”, che si intrecciano amabilmente son le grottesche e cupe armonizzazioni derivanti dalla scuola del Dark/Black Metal. Essendo un lavoro basato sul trasporto mentale e che lascia ampio raggio d’azione all’immaginazione, “Between the Worlds” in 6 tracce descrive perfettamente quello che potrebbe presentarsi ai nostri occhi un immaginario campo di battaglia, raso al suolo dopo una lunga e devastante guerra, oppure una sorta di cronistoria che narra le gesta di gloriosi soldati in un regno dimenticato da Dio, e cosi via. Insomma, a livello compositivo, il musicista russo ha raggiunto, a nostro avviso il suo scopo prefisso. In questo lavoro, la velocità di esecuzione dei pezzi è assolutamente supersonica ed energica, nella maggior parte del tempo le ritmiche di chitarra e della batteria sono davvero veloci e serrate, caratterizzate da un grottesco e cruento sound di stampo Black/Viking Metal, quindi con una corposa abbondanza di frequenze basse e medio/basse, accompagnate dalle piacevoli note di tastiera che conferiscono ai pezzi una sostanziale componente sinfonica. In certe porzioni ritmiche possiamo godere delle melodie della cornamusa, risultando un importante valore aggiunto ai pezzi e che permette di immergere la mente in un’atmosfera ancora più epica ed entusiasmante! In rilevo a tutta questa solida base musicale, possiamo ascoltare i canti demoniaci e pieni di disperazione della voce di Ash, ossia un concentrato di odio e ira scaturite da una tecnica in screaming, che non smettono mai di cessare, a parte in qualche Bridge che lascia spazio all’ascolto solistico degli strumenti. C’è da considerare che la ritmica travolgente e devastante degli strumenti persiste per diversi pezzi, risultando, di tanto in tanto, anche piuttosto monotona e, ovviamente, facendo perdere alcuni punti al lavoro della band russa. Inoltre, rimaniamo un po' delusi dal fatto di non trovare in questi 47 minuti di fantastica epicità e grandiosità, nemmeno una traccia eseguita solamente con l’ausilio delle tastiere e dai suoni Synth, i quali sono in grado di conferire alle tracce quel significante stacco di carattere mistico unito alla desolazione ed all’amarezza, che solo il Dark Ambient permette di creare. Alla fine poteva trattarsi anche solamente di una traccia, ma, a nostro avviso avrebbe sicuramente scosso l’animo dell’ascoltatore, facendolo volare nei più intricati pensieri spirituali e, allo stesso tempo, avrebbe creato quello stacco dalla mitragliatrice ritmica della batteria che non cessa veramente mai. Da tener presente che la qualità dei suoni, in fase di mixing, è ottima per quanto riguarda la chitarra e la batteria, ed un altrettanto buon lavoro svolto sulle tastiere; lo stesso non si può dire delle linee vocali, le quali sembrano essere più lievi e smorzate, oltre che mantenere continuamente il feroce scream del cantato. Forse il tutto può essere legato ad un discorso di aspettative da parte di un pubblico di ascoltatori? Può essere! In ogni caso, la macchina Sickle of Dust ha messo ben in chiaro che cosa propone e in quali ambientazione tanto tenebrose quanto fiabesche è in grado di portarci, tanto che non è assolutamente discutibile che degli appassionati di tali leggendarie e imponenti sonorità, possono farsi sfuggire questo lavoro partorito lo scorso anno! Se, però, il progetto russo, con questo “Between the Worlds”, voleva fare breccia e dare visibilità verso un pubblico di ascoltatori attaccati ai vecchi e meno grezzi canoni del Dark Ambient, allora è il caso che Ash valuti bene un rinnovo stilistico, o comunque, dare modo di creare una tregua, in tal senso,  all’ascoltatore cullandolo e deliziandolo con moderni suoni Synth che possano tenere testa alle fantasiose ed eroiche melodie che caratterizzano questo fantastico genere. Detto questo, ovviamente, noi confidiamo in un prossimo lavoro dei Sickle of Dust con ulteriori risvolti nel campo della composizione a sfondo mitologico e drammatico che possano farci vivere altre emozioni e slegare le corde dell’immaginazione.

 

Simone Zamproni

69/100