21 AGOSTO 2018

I SODOMIC BAPTISM sono una band Bielorussa formatasi nel 2014 ed attualmente composta dai fratelli ALEX (voce e testi) & ALEXIS TETIN (chitarra, basso e tastiere), e da SP (chitarra). Suonano un death metal satanico molto aggressivo. Nel 2016 pubblicano la loro prima uscita Black Fire Pandemonium (EP) distribuitadall’etichetta francese Maltkross e dall’etichetta russa hell division. Nel 2017 esce lo split album con i CORONA BARATHRI dal titolo Womb Ov Sheol nel quale si combinano due diversi generi maligni quali il ritual dark ambient ed il satanic death metal. Il concept di questo disco è basato su unholy trinity (I. Samael II. Lilith Nahema, III. Cradle Ov Nahemot). E’ sempre il 2017 quando esce questo Black Fire Pandemonium (una riproposizione del loro precedente EP in edizione speciale per il pubblico messicano), pubblicato su Iron Blood Death Corp. (etichetta messicana). Il primo brano, la title track BLACK FIRE PANDEMONIUM, è un pezzo in chiara chiave death metal molto influenzato da band capostipiti del genere quali i DEICIDE.

Chitarre taglienti e voce maligna lo rendono molto aggressivo e dissacrante, una delle migliori tracce di questa release. La successiva ANGEL OF DEATH invece è molto diversa. Una sorta di invocazione del maligno con una parte doom death arricchita da tastiere spettrali ed un intermezzo di classico death metal. La terza traccia CONCEPTION OF BEAST ci riporta alle classiche sonorità death metal con assoli taglienti e cantati inquietanti (sono sempre più evidenti le assonanze con le grandi band del passato). La quarta traccia LEGION NOCTIS non si discosta molto dalle precedenti tracce ascoltate, una continua invocazione del male che prima o poi si manifesterà. La quinta traccia DAIMON. THE DESCENT OF DARKNESS part 1 è un breve intro parlato che ci introduce alla cattivissima DAIMON. THE DESCENT OF DARKNESS part 2. Sesta traccia, brano degno di nota. Molto tecnica e selvaggia ed a mio parere brano di punta di questo disco. Parti cantate molto variegate e chitarre penetranti lo rendono un brano di spicco. L’arpeggio conclusivo lo impreziosisce. La settima traccia TENEBRAE PRIMORDIALES pur non essendo all’altezza della precedente scorre via in modo omogeno e lineare. Siamo giunti all’ultima traccia REX STACHUS anche questa in classica chiave death metal old school e degna conclusione per questa evocazione maligna che il nostro combo c’ ha regalato. Nel complesso questo disco non è male ma si palesano alcuni difettucci quale la mancanza di una batteria decente e l’eccessiva lunghezza di alcune tracce. Una registrazione “sporca” e malvagia lo rendono piacevole anche se dopo diversi ascolti risulta, a mio parere, un po ripetitivo. Sono sicuro che col passare del tempo questa combo potrà meglio amalgamarsi e potrà concedere ad SP (L’altro chitarrista) un  maggior spazio compositivo visto che questa volta ha dovuto limitarsi ad eseguire riff composti da ALEXIS.

Molto bella la copertina che rispecchia molto lo stile death metal più satanico.

 

Pietro Pitale

60/100