27 AGOSTO 2018

TRACKLIST:

1.The Age of Giant Monsters

2. Squad

3. Wings of Terror  

4. Invincible Kid  

5. The Great Equaler  

6. Dream Devourer  

7. Inkblot

8. Kolosus  

9. Kaiju  

10. Forworn Victory

11. Show Me the Stars  

12. Nagibathor  

13. Some Kind of Monster (Metallica cover)

14. Mama, my vse soshli s uma (Kino cover)

 

LINE-UP:

Paul Rutkovsky - Vocals, Guitars

Dmitry Uliton Zadonsky - Keyboards, Samples

Michael Cat - Bass

Ed Ondruks - Drums

German Chirksta - Guitars

 

Attivi sin dal 2010, gli Stagnant Project, provenienti da Riga (Lettonia) e con già all’attivo due EP ed un full-length,ci conducono attraverso questo nuovo lavoro edito da DK Records al ritmo di una possente miscela che unisce elementi extreme metal, groove metal, industrial metal e li supporta con talento ed un pizzico di ‘allegria’ (o ironia?) che rendono questo lavoro affabile e genuino.

L’energia che la band fa trasparire dalle tracce dell’album portano l’immaginario alla trasposizione del live : una band del genere non può far altro che coinvolgere ed esaltare le orecchie ben scavate ed in cerca di qualcosa di potente,nuovo e coinvolgente. 

Il senso dello humour che emerge dal disco (una narrazione che lega i vari brani in lettone - dando vita così ad un concept - e che potrebbe fare a gara con i migliori episodi di cartoni animati adulti come South Park) rende la band un quintetto in grado di poter sviscerare disparate influenze senza per questo immergersi totalmente in un genere e quindi rischiare di rimanere ingabbiata in un etichetta musicale che potrebbe nuocere alla freschezza delle composizioni.

La prima traccia,title-track dell’album, è infarcita di melodia e cattiveria,tendendo ad unire suoni prog e martellanti ritmiche dal sapore industrial (un indiavolato Ed Ondruks alla batteria che non si risparmia in nessuna traccia),la voce,che si alterna tra filtri distorti e melodie pulite,e le tastiere infarcite di armonie drammatiche e talvolta quasi ‘folkloristiche’ fanno da collante ad un pezzo d’apertura debordante.

Si passa a “Squad”,che inserisce interessantissimi elementi alternative (come se i Fear Factory decidessero di darsi ad una specie di estreme power death melodic groove….è troppo così?!), ed è la voce di Paul Rutkovsky (anche chitarrista) a tenere unita la compagine con una prova davvero convincente.

“Wings Of Terror” abbina extreme metal e ritmiche più dirette e meno convulse,mettendo in risalto il tappeto di tastiere di Dmitry Uliton Zadonsky,che ci danno un solo dal sapore prog ’70 veramente interessante,senza parlare degli interventi chitarristici di German Chirksta,che lungo tutto l’album mostra talento e tecnica da vendere.Ne è un esempio la successiva “Invincible Kid”,dove una certa marzialità si sposa ad una ritmica pestona e violenta,senza tralasciare l’accoppiata vincente Rutovsky/Zadonsky che sembra un unico elemento e la sezione ritmica imbastita da Ondruks e dal bassista Michael Cat,veramente strabilianti nell’esecuzione precisa e violenta.

“The Great Equaler” è basata su una ritmica ‘alternativa’ e forse anche più tirata e violenta delle precedenti,mentre “Dream Devourer” (introdotta dal basso di Cat) ci dà anche un assaggio di come gli Stagnant Project riescano ad incasellare nel lotto di tracce veloci e potenti una song dalla ritmica spezzata che ha il sapore del ‘lentone’ e che comunque vibra di influenze dark e power senza per questo sconfinare in un genere piuttosto che in un altro : la capacità della band sta proprio nell’equilibrare disparate influenze anche in una song più di ‘respiro’ (le tastiere theateriane di Zadonsky).

La strumentale “Inkblot” sembra accelerare la song precedente (una melodia simile,che riconduce alla traccia appena ascoltata e che,in un certo senso,dà la continuità musicale del concept) e ci porta a “Kolossus”,il cui titolo rappresenta perfettamente la traccia: semplicemente colossale,quasi un enorme essere stia emergendo da chissà quale elemento.Il trasporto del pezzo (molto bello melodicamente e dove Rutovsky si fa protagonista) è totale,e gli elementi ‘alternative’ aggiungono quel pizzico di freschezza che si alterna benissimo con gli elementi growl ed accelerati che a mo’ di schegge impazzite esplodono qua e là nel pezzo.

“Kaiju”,la traccia successiva, è invece centrata sulla violenza e sulla velocità.Una potentissima song dove,nel mezzo di una tempesta estreme si inserisce una melodia accattivante e dove la chitarra di Chirksta rende una bella melodia malinconica all’interno di un caos perfettamente organizzato e mai caciarone.

C’è spazio anche per l’intermezzo acustico con “Forworn Victory”,che in un minuto scarso ci fa assaporare uno strumentale che richiama anche un sassofono in lontananza (le tastiere creative di Zadonsky),e la lenta “Show Me The Stars” ci regala una ballad di atmosfera nella quale gli Stagnant Project si rivelano anche bravissimi autori di lenti di effetto.

La conclusiva “Nagibathor”,dopo un intro in sordina,esplode in un coacervo di violenza e potenza inauditi,lasciando l’orecchio quasi dolente,mettendo in rilievo tutta la tecnica e capacità del quintetto.

Sembrerebbe tutto finito,ma due bonus tracks ci tengono ancora compagnia : “Some Kind Of Moster” dei Metallica (un titolo più che azzeccato,visto il titolo dell’album),che,a dire il vero,seppur di ottima fattura,non aggiunge un granchè a quanto fino ad ora ascoltato,e “Mama, my vse soshli s uma” del gruppo rock/new wave russo Kino,storica formazione degli anni ’80 e uno dei più importanti gruppi russi di sempre.

In questo caso,invece,gli Stagnant Project danno un’ottima performance,quasi fosse un pezzo loro,unendo quel guizzo new wave anni ’80 tipico dei Kino e che non sigura negli elementi compositivi della band Lettone.

Sebbene 14 tracce possano sembrare tante per un album come questo,la noia non fa mai capolino,anche se la produzione un poco risente di tanti elementi messi in scena in un unico gruppo.

Gli Stagnant Project, del resto, sanno suonare ottimamente e si sente,e si vede perfino dalla copertina curatissima e davvero bella che confeziona questo album. 

Insomma,una vera ventata di freschezza che consiglio vivamente di ascoltare ed avere!

 

Aldo Artina

85/100