19 NOVEMBRE 2018

Formatisi nel 2017 i VOID ROT di Minneapolis sono una band  che unisce due generi il  Death ed il Doom Metal, in un mix di atmosfere opprimenti e dannatamente pesanti, dove in primo piano si sentono gli  echi dei BATHORY  più visionari ,ma che porta come tema principale una pesantezza cara ai maestri del metallo oscuro come PENTAGRAM e COUNT RAVEN.

In effetti l’ascolto del lavoro offre subito un quadro abbastanza tetro nell’esecuzione ma soprattutto  un certo senso di oppressione sonora  che suscita nell’ascoltatore curiosità ed interesse oltre ad un senso di disagio tangibile.

Il quartetto si orienta soprattutto nella creazione di atmosfere molto ovattate, maligne e visionarie prediligendo l'impatto emotivo a quello prettamente formale.

Apre le macabre danze"Ancient Seed,"  apre le porte agli inferi sonori dei VOID ROT ed inizia con una  distorsione  per poi lasciar posto ad una sezione ritmica tonante che scandisce  un tempo denso come melassa, dove anche l'aria sembra mancare  mentre i riff delle due chitarre salmodiano una sofferenza tangibile, il tutto completato da un growl, quasi in sottofondo , che porta alla mente un demone in procinto di essere evocato, che promette morte e distruzione...

“Consumed By Oblivion” si apre con una chitarra distorta in un classico riff  DOOM, dove la sezione ritmica, con tanto di doppia cassa, fa da sottofondo ad una struttura visionaria  e maligna  e dove il growling ringhiante di  Hancock declama sofferenza, per poi aumentare di intensità e portarsi verso lidi più cari alle atmosfere proprie del DEATH METAL, rimanendo comunque pesante e malevola come da copione.

Chiude questo esordio “Celestial Plague” dove nuove note distorte aprono lo scenario cupo, dal sapore quasi delirante pronto a cimentarsi in un nuovo doom death, ma dove il quartetto statunitense fa intravedere anche elementi tipicamente epici, senza tradire il proprio credo musicale. Buona la prova della sezione ritmica che ,pur essendo sempre mixata in sottofondo, detta i tempi del brano con rallentamenti ed accelerazioni mai fuori luogo, creando un'atmosfera angosciante condita sempre da delle liriche maligne ed inquietanti.

In definitiva VOID ROT hanno delle buone idee ed anche le capacità per metterle in pratica  ma che  vengono rese poco brillanti da una produzione semi amatoriale  e da un mixing da rivedere, li aspettiamo ad una prova più lunga e matura.

 

Alessandro Bettoni

65/100