5 AGOSTO 2017

Formatisi nel 2016 e provenienti da Leeds (Regno Unito),i Vs. si presentano al pubblico con il loro EP “Reality?”, interessante autoproduzione che pesca a man bassa dal periodo 90’s e cerca di coniugare un certo sound ‘indie’ ad influenze post-Seattle e tentando, a fasi alterne, di filtrare tutto attraverso personalità e atipicità.

Il trio, consistente in Bear (basso),Dave ‘Ego’ Branigan (batteria,dai My Older Ego) e Neil ‘Shortie’ Short (chitarra e voce,ex Down The Machine/Monster Jaw),scomoda nelle proprie influenze Nirvana (atmosfere vocali graffiate e sofferte),Soundgarden (le melodie psichedeliche ma non il ritmo progressivo e scomposto) e qualcosa dei Pearl Jam (forse in alcune catarsi melodiche in stile ‘Vitalogy’),anche se spesso ricordano alcune litanie di stampo Smashing Pumpkins (un powerpop ‘dilatato’) delineato su ritmiche alla Filter (forse questa è la band alla quale il trio si avvicina in maniera più ‘concreta’).

Con una produzione che respira molto l’aria del live in studio (soprattutto nella batteria),e con un impianto sonoro che commistiona wall of sounds a riff grintosi e un po’ malati,il lavoro si apre con “Pretend”,dove un riff che richiama gli Alice In Chains si estende su una litania nirvaniana ma più psichedelica ed oscura.
La voce melodica e rassegnata di Short dà al pezzo quell’aria indie che fa da collante alle varie sonorità, sostenendo il mid-tempo del brano, che segue uno schema molto tipico degli anni ’90 : strofa con ritmica in primo piano,esplosione nel ritornello,riff acidi di chitarra che si sovrastano senza disturbare l’ascolto ma che portano l’orecchio in un tunnel di suoni.

Si passa a “Listen” (singolo anche corredato di video),dove una soffusa atmosfera condita da un giro di chitarra ‘acquoso’ ed etereo accompagna il canto (il che ricorda gli We di “Wooferheels” senza la componente stoner e doom),fino ad aprirsi nel ritornello che sposa le migliori idee dei Filter e le abbina ad un wall of sound che sfocia in assoli quasi metal. Con il suo procedere tra catarsi e liberazione, il brano (il migliore dei tre per pathos, atmosfera, ed interpretazione collettiva) richiama i grandi echi della scuola post Seattle, quando la morte di Cobain lasciava, tra le macerie di una scena, dei semi che da lì a poco sarebbero cresciuti. Chiude il terzetto “Again”, traccia più agitata e cattiva,che riprende lo schema di “Pretend” ma inserisce una melodia pop (e forse un po’ stucchevole) nel ritornello,mostrando la capacità del gruppo di spostarsi anche verso pezzi più ‘facili’ e di facile presa (il ritornello potrebbe appartenere a qualsiasi altra band) ma che per contro potrebbero annoiare chi si è abituato ai due brani precedenti.
La personalità viene fuori nel modo di suonare della band,che sembra sempre sull’orlo di abbandonarsi al ritmo senza mai rallentare o velocizzare, ma anzi, protraendo, come in un rito, la musica e la struttura del pezzo,fino ad un crescendo che poi sfuma lasciando solo la melodia a terminare in una coda che si spegne lenta come una fiamma, lasciando quel barlume di ‘hope’ o ‘hype’ tipico delle melodie 90’s,dove il suono disperato veniva accompagnato da un falso sorriso, o, per meglio dire da un grigno. Quello che salta alle orecchie,è la quadratura della sezione ritmica,che non brilla per stile,ma anzi,tende a minimizzare le parti,lasciando in primo piano le chitarre (che fungono da tappeto sonoro decisivo per la teatralità delle tracce) e la voce di Short,che è l’elemento caratterizzante della band.

Lungi da essere una mera operazione di ripescaggio sonoro,i Vs. presentano un EP davvero onesto nelle intenzioni,e che merita attenzione per la scelta stilistica e per il bel tentativo di trasformare molte influenze in un unico fascio melodico. Non da meno i testi, molto sentiti e trascinanti,che mi hanno colpito per l’intensità e l’onestà delle parole.
Insomma,come debutto non c’è male,c’è solo da vedere come la band svilupperà i suoi prossimi lavori,se nella direzione di “Listen” o nella direzione (appena abbozzata) di “Again”.


 

Tracklist:
1. Pretend
2. Listen
3. Again

Line-up



Bear – Bass
Dave ‘Ego’ Branigan – Drums
Neil ‘Shortie’ Short – Guitar & Vocals



 

Aldo Artina


65/100