15 OTTOBRE 2017

Anathema, band di Liverpool, nati nel lontano 1990 con il nome "Pagan Angel" (cambiato in Anathema dopo pochissimo tempo). Nome dato dai fratelli Daniel e Vincent Cavanagh e John Douglas.

I nostri esordirono proponendoci un death doom metal, contemporaneamente a band quali Paradise Lost e My Dying Bride. Contribuendo, quindi, a divenire anche loro parte di quella corrente musicale. Da tale genere, doom death metal quindi, andarono discostandosi sempre più col passare del tempo, avvicinandosi sempre più ad un progressive rock, alla musica alternative e a tratti psichedelica. Ad oggi, a quanto sembra, pare abbiano confermato in esso il loro stile musicale, affermandosi comunque dei musicisti all'altezza.

Dopo anni di carriera ci fu un lungo periodo di assenza della band, dal 2003 al 2010, infatti, ci fu inattività dovuta a vari problemi, tra i quali anche alcuni legati a case discografiche...

Il 2012 vide la luce "Weather Systems", nono album in studio. Concept di cui andremo a parlare.

C'è da premettere anzitutto che questa release ha ottenuto un notevole successo con le vendite; in seguito al rilascio, la band, parte in tournée per promuovere l'album, (il concerto speciale ottenuto e tenutosi in Bulgaria, del quale fu in seguito prodotto in formato cd e anche dvd, nel 2013, dal titolo Universal, è un qualcosa di imperdibile, esibizione impeccabile).

Tornando all'album di cui sopra, quale modo migliore per iniziare l'ascolto se non quello di essere travolti dalla fantastica "Untouchables", suddivisa in parte 1 e 2 quindi rispettivamente le prime due tracce. L'album quindi parte con un arpeggio  di chitarra, seguito dopo un pò dal cantato di Vincent. La canzone va via via aumentando i ritmi, sino a scaricare alla fine della prima parte la loro grinta. Dopo lo sfogo chitarristico-tastieristico, la quiete più totale; ed è allo scattare della seconda parte che le dolci note del piano ci regalano dei momenti di soave serenità, così come il cantato di Cavanagh e Lee Douglas a seguirlo ci dona momenti di puro piacere, accarezzandoci delicatamente l'udito. Dopo alcuni minuti ecco che l'assolo della prima parte che riecheggia sfogando nuovamente la sua melodia poco prima che la canzone termini. 

"The Gathering of the Clouds", invece, ci porta verso un orizzonte un pò più basato sulla serenità e meno sulla malinconia delle note della seconda parte di Untouchables. Anche qua un arpeggio apre la traccia, un sottofondo di chitarra e tastiere che viene messo in secondo piano dalle voci che si sovrappongono come a creare una catena di toni con complicità. La canzone termina ma parte "Lightning Song" come se le due fossero collegate. Questa quarta traccia ci riporta alla malinconia e alla dolcezza.

La voce di Lee e il sottofondo creato dalle tastiere che va aumentando, ti toccano il cuore accarezzandolo con dolcissima melodia. Dopo alcuni minuti si fa spazio la batteria e la chitarra, donandoci, come di consueto, il loro sfogo finale dominato da assolo e batteria. L'album prosegue sulla stessa scia intrapresa, ossia continuiamo a trovare tanta malinconia e serenità nelle note, ma altrettanta tenacia nel proporre assoli toccanti, giri di tastiera molto travolgenti. 

"The storm before the calm", altra canzone lunga quasi 10 minuti, si discosta leggermente dalle altre. Qua troviamo anche dell' elettronica, un ritmo molto coinvolgente e verso la fine dei passaggi che ti incitano quasi a ballare a loro ritmo, poi la canzone si placa e continua lenta il suo percorso. 

Difficile non scuotere la testa dietro questa mistura di elettronica e alternanza di suoni particolari che ci accompagna nella prima parte.

"The Beginning and the End" ci riporta la pace e la dolcezza. Anche qua la batteria accompagna un bellissimo arpeggio, al quale fa da  contorno il cantato di Vincent. I ritmi aumentano pian piano, mantenendosi comunque nella tranquillità.

L'album rimane comunque molto coerente musicalmente, donandoci moltissime emozioni, tanta quiete e serenità ci assale durante l'ascolto. Non mancano di certo momenti davvero sbalorditivi, attimi in cui si ha la pelle d'oca ascoltando determinati passaggi (e a me personalmente la pelle d'oca è venuta in molte occasioni durante l'ascolto).

La band, a mio avviso, ha composto un album con moltissima ispirazione; tra originalità compositiva e tanta tanta voglia di emozionare l'ascoltatore, direi che hanno centrato appieno il loro intento. Questo album ti lascia un segno profondo nel cuore. L'alternative rock, inserti progressive, psichedelic, elettro; insomma, c'è un pò di tutto questo nella proposta degli Anathema. Ma non c'è solo questo, in loro c'è creatività, c'è cuore e anima nella musica che creano. E il loro obiettivo (come quello di tanti musicisti tra l'altro), è quello di emozionare.

Questo è quanto.

Il gruppo descrive l'album come:

 

«Musica non adatta come sottofondo per le feste. La musica è stata scritta per emozionare profondamente l'ascoltatore».

 

Fabio Sansalone

90/100