24 GIUGNO 2019

Gloryhammer, Legends from Beyond the Galactic Terrorvortex, Recensione, Alessia Pierpaoli, Interdimensional Space Metal, IVL, Insane VOices Labirynth Official

Recensione a cura di  Alessia VikingAle 



 

GLORYHAMMER  “Legends from Beyond the Galactic Terrorvortex"

 

Dopo quattro anni di attesa ritornano gli scozzesi Gloryhammer a presentarci “Legends from Beyond the Galactic Terrorvortex”, nuovo capitolo della saga che vede scontrarsi le forze del bene, capitanate dal valoroso guerriero Angus McFife contro quelle del male rappresentate dal malvagio stregone Zargothrax.
Li abbiamo conosciuti nel 2013 con il loro disco di debutto “Tales from the Kingdom of Fife”, dove come moderni bardi i Gloryhammer hanno narrato di un passato medievale non precisato dove Zargothrax imperverò distruggendo il villaggio di Dundee, e dove il prode Angus McFife lo fronteggiò ed infine sconfisse grazie anche ai suoi alleati. Nel successivo “Space 1992: Rise of the Chaos Wizards”,  la narrazione sfonda tempo e spazio piazzando la lotta tra Angus (o meglio, il suo tredicesimo discendente) ed un redivivo Zargothrax nello spazio, tra galassie regnate da Goblin e foreste galattiche. L’epilogo della battaglia vide la terra esplodere e Zargothrax salvarsi per il rotto della cuffia creando un portale spaziale, inseguito a ruota da Angus.
Quali saranno le gesta dei nostri eroi in questo nuovo lavoro?
Dopo la intro “Into the Terrorvortex of Kor-Virliath” parte a gamba tesa “The Siege of Dunkeld (In Hoots We Trust)”, di cui è stato realizzato anche un video. La canzone non lascia tregua all’ascoltatore e procede potente per tutta la sua durata, con un ritornello impossibile da non canticchiare ed alcuni passaggi vocali impreziositi dai cori. Qui Angus e Zargothrax si ritrovano dall’altro lato del buco nero, in una dimensione in cui il nostro eroe non riesce ad avere la meglio contro il suo nemico.
La successiva “Masters of the Galaxy” aggiunge una componente elettronica importante al brano senza perdere l’identità metal. Il brano è impreziosito da un ritornello accattivante e potenti riffs ed assoli di chitarra, mentre Zargothrax raduna a sé i Cavalieri della Morte di Crail.
La prossima meta del viaggio è “The Land of Unicorns”, ed il testo è il viaggio lungo il potente fiume Thay ed oscure foreste per trovare la Terra degli Unicorni.  Il ritmo è come sempre incalzante seppure più rallentato rispetto agli altri brani ed un ritornello “catchy” adatto al sing-a-long in sede live.
Il capitolo successivo è “Power of the Laser Dragon Fire”, canzone incalzante e spedita e dalle tastiere che supportano le chitarre nei loro assoli. Il brano ha uno stampo più classicamente “fantasy”, nel senso che ricorda più i brani del primo album piuttosto che avere uno stampo più “spaziale” come l’ambientazione di questo disco prevede, nonostante le tastiere presenti in maniera massiccia.

Questo non è da considerare un difetto perché la canzone rimane un ottimo brano. Nuovi elementi si aggiungono alla narrazione: la presa di coscienza delle forze del bene sul fatto che non torneranno più alla loro casa, il fuoco-laser di drago che essi usano per combattere i nemici di Dundee, e ultimo non ultimo, la scoperta di un ennesimo oggetto magico che può aiutarli nella battaglia: il Leggendario Jetpack incantato.
E proprio di lui si parla nella prossima canzone, intitolata appunto “Legendary Enchanted Jetpack”. Con una epica intro composta da trombe roboanti e batteria che non si dà tregua la ricerca può iniziare. Ricerca non semplice e contornata di goblin come incontri casuali o boss del dungeon, ma alla fine l’eroe non può non vincere, ed eccolo lì, a volare sopra i cieli di Dundee col suo Jetpack fatto di cosmico acciaio.
Arriviamo alla canzone omonima del gruppo, “Gloryhammer”, di cui esiste un video musicale. La canzone non ha particolari variazioni musicali, procede spedita ad un ritmo costante, quasi marziale. La forza di questo brano è nel trascinante ritornello, che non è facile immaginare cantata dal pubblico col pugno alzato in sede live.
Caricato il “martello di gloria” della forza necessaria, la battaglia definitiva contro Zargothrax è alle porte!
“Hootsforce” si può definire la “Universe on Fire” di questo album: accomunano infatti le due canzoni la melodia che preferisce basi elettroniche a chitarre o batteria a comporre il tappeto musicale. Cosa invece differenzia le due canzoni è invece il mood: “UoF” è più lenta e melodica, mentre “HS” è potente ed adrenalinica e rappresenta appieno la preparazione alla battaglia contro le forze di Zargothrax.
Con “Battle for Eternity” la preparazione per l’ultima battaglia è agli sgoccioli: ci ritroviamo qui nei pensieri di McFife che sente sulle spalle il peso della battaglia e delle responsabilità derivate dall’essere il “difensore finale, l’ultima speranza della galassia”. Il brano ripresenta qui elementi più classicamente “fantasy”, stacco che si sente in particolare dopo “Hootsforce” che musicalmente parlando è l’opposto, adrenalinica ed elettronica.
Arriviamo al confronto finale con l’epica “The Fires of Ancient Cosmic Destiny”.  La battaglia ed il suo esito vanno gustati passo dopo passo, perciò non farò spoiler. Il brano è suddiviso in più parti a seconda dei fatti che accadono durante la battaglia, scanditi tra loro da una parte parlata dal narratore o dai personaggi che partecipano all’ultima lotta per il trionfo della giustizia, legati tra loro dal ritornello che ha piccole variazioni di testo a seconda degli accadimenti. Una traccia epica che chiude magistralmente un disco già di per sé epico e ben fatto.
Il progetto Gloryhammer non presenta venti di originalità nel genere che propone e soprattutto loro stessi sembrano non voler puntare all’originalità preferendo auto- parodizzare se stessi ed il genere. Al di là di goliardia e parodia,  però,  “Terrorvortex” è un disco magistrale, composto con maestria ed impegno, che cattura, intrattiene e diverte traccia dopo traccia.  Impossibile non venire rapiti da hit come “Hootsforce” o “The Land of Unicorns” oppure ancora “Gloryhammer”.
Consigliatissimo a tutti gli amanti del power metal!

 

 

VOTO: 90/100