26 FEBBRAIO 2021

 

Recensione a cura di

Alessia VikingAle

 

 

 Sepulchre by the Sea è un progetto nato nel 2019 da un polistrumentista che ha unito la sua passione per il post black metal con la narrativa di Edgar Allan Poe, crescendo al punto di passare velocemente da una semplice idea a vero e proprio progetto in studio. La band incorpora multiple influenze, dagli effetti sonori atmosferici ai tradizionali riff black fino ad eclettici passaggi shoegaze e pezzi di base folk. 

Il loro primo lavoro è stato "... And So It Crumbles", una demo uscita a fine 2019 dopo il quale si sono concentrati nel raffinare il loro stile per creare successivamente qualcosa di più ambizioso. Lavoro che si è concretizzato durante il 2020 nel debut album "Conqueror Worm", uscito a fine 2020, di cui parleremo oggi. 

Il primo brano è “I Loved Alone”: il testo è la poesia “Alone” di Poe, ed il cantato è accompagnato dalla musica che dà al brano un’aura di triste malinconia, con lunghi passaggi ripetuti in loop che esprimono a braccetto con la lettura della poesia il senso di isolamento e tormento interiore.

“Conqueror Worm” ha un animo aggressive ed energico che nasconde un senso di rassegnazione che viene fuori man mano che il brano prosegue. Il titolo è anch’esso tratto da una poesia di Poe, ma ad orecchio non sembra la lettura della poesia omonima, seppur ne condivida il senso generale secondo cui la vita è tutto un inutile dramma che porta in maniera inevitabile alla morte. 

“And so it Crumbles” è il loro brano di debutto e demo omonimo, qui riproposto in versione riregistrata con audio più pulito. 

“Slices of Death” è una ballata lenta e malinconica che non ha fretta di ingranare, anzi, non ingrana affatto se non verso il finale, per chiudere in bellezza questa traccia sognante.

“Behind the Walls” spinge l’acceleratore virando su sonorità black metal classiche fatte di ritmi acceleratissimi e riffs taglienti. Buona anche qui l’alternanza tra parti più aggressive e brevi passaggi meno tesi, con tanto di finale che cambia aspetto con una lunga parentesi shoegaze. 

“Plutonian Shores” chiude il disco mostrando tutto il potenziale dei Sepulchre by the Sea. Plutonian Sea è una traccia complessa e piena di sfaccettature che durante i suoi diciassette minuti riassume tutto ciò ascoltato finora, condensandolo in un’unica creatura. Abbiamo quindi un lungo alternarsi di parti fatte di lunghi riffs ipnotici alternati da parti black metal oscure ed atmosferiche, il tutto concatenato alla perfezione e senza che i vari passaggi risultino forzati.

In conclusione, "Conqueror Worm" è un lavoro dalle molteplici sfaccettature godibili grazie ad una produzione che rende giustizia ai suoni. Un disco valido e meritevole di un ascolto che non lascerà indifferenti. 

75/100