Nel panorama del symphonic power metal italiano, nascono nel lontano 1993 a Trieste i Rhapsody Of Fire. La band è allora composta da: Luca Turilli alla chitarra, Alex Staropoli alle tastiere, Andrea Furlan al basso, Daniele Carbonera alla batteria e Fabio Lione alla voce.Le loro influenze musicali sono principalmente il classico barocco, lo stile medievale e il folk, con accenni alle colonne sonore hollywoodiane di stile fantasy. Pur essendo ancora parte integrante e co-fondatore della band,  Luca Turilli pubblica vari album come solista di eccellente successo. Il primo si intitola "King of the nordic twilight" del 1999, seguito nel 2002 da "Prophet of the last eclipse" e nel 2006 "The infinte wonders of creation". Dopo la consacrazione mondiale e migliaia di dischi venduti, nel 2011 viene annunciata la scissione del gruppo con Turilli e Staropoli che decidono appunto di separarsi. Staropoli manterrà i Rhapsody originali, mentre Turilli darà vita ai nuovi "Luca Turilli's Rhapsody".A lui si aggiungeranno: Alessandro Conti alla voce, Dominique Leurquin alla chitarra, Patrice Guers al basso e Alex Landenburg alla batteria. La loro prima opera discografica si intitola "Ascending To Infinity". Uscita nel giugno 2012, è anticipata dal singolo "Dark Fate Of Atlantis" per l'etichetta Nuclear Blast, L'album è composto da 9 tracce più una bonus track nella versione deluxe. E' compresa anche la tablatura dell'assolo di chitarra di "Dante's Inferno", il dvd con making of e videoclip del singolo "Dark Fate Of Atlantis" e interviste alla band. I testi delle varie tracce sono cantati sia in inglese sia in italiano e latino. Questo a ribadire le origini italiche della band. Con un accenno al greco antico con quelle Alpha e Omega che indicano sempre un inizio e una fine. Contrariamente alla band originaria, che creava saghe fantasy apposta per le loro opere, i Turilli's cantano di veri miti e leggende dell'antichità come Atlantide o Excalibur, ma trasportati come da un'enorme macchina del tempo fino ai giorni nostri e ad un futuro quasi cibernetico.

La traccia 1 ,"Quantum X" ci invita a intraprendere un viaggio in un mondo di meraviglie da dove ne usciremo cambiati, al pari di un viaggio iniziatico.Qui veniamo accolti da sonorità che inizialmente strizzano l'occhio allo stile arabo-mediorientale per poi  tuffarsi in suoni più forti, quasi elettronici, per arrivare al puro epic metal.

La traccia 2, "Ascending To Infinity", è anche la title track dell'album e ci narra di tempi arcaici, di quando la vita sarebbe nata sulla terra attraverso cellule di origine extraterrestre e il fantomatico vaso di Pandora (chiamato anche culla della vita), donato dagli Déi agli uomini recante i cosiddetti mali che l'umanità porterà in eterno su di sè. Stile musicale mantenuto dai Rhapsody Of Fire, o almeno in parte con classiche parti vocali a più voci e un genere musicale più epic e un po' meno folk.

Nella traccia 3, "Dante's Inferno", si fa riferimento a un viaggio (reale, iniziatico o solo onirico) alla ricerca dell'amata, come accade nell'antico mito di Orfeo ed Euridice. Questo Averno non è necessariamente caldo e opprimente, ma gelido e con venti oscuri. Ci presenta atmosfere gotiche, dolore, tristezza e nebbie velate per un Inferno che si rivelerà essere in terra e la dannazione non è altro che l'eterna ricerca dell'anima gemella. Dal punto di vista musicale ha un inizio con orchestra e chitarre più pesanti, continua mescolando al meglio questi due elementi.

Nella traccia 4, " Excalibur", si parla di peccato redenzione. Un uomo che ha vissuto con troppo ego, muore; lascia però ai posteri una spada forgiata quando la terra era ancora giovane, ma soprattutto un figlio che una volta divenuto adulto e con l'aiuto di antiche conoscenze druidiche, sarà l'unico a poter brandire quella spada e a riportare la speranza e a servire i giusti ideali. Ritorno allo stile folk dell'ex band, con presenza di orchestra e strumenti metal più pesanti.

Nella traccia 5, "Tormento e Passione", si parla appunto di tormenti e passioni che non devono essere necessariamente interpretati come quelli fra due persone, due amanti, ma bensì intesi come ricerca di pura verità, quella conoscenza che troppo spesso ci viene celata. Parte musicale con pianoforte iniziale in puro stile classico, per poi salire al tipico orchestrale e vocale. In questo pezzo troviamo anche una voce femminile a dare più incisività alle passioni.

Traccia 6, "Dark Fate Of Atlantis". Atlantide rappresenta da sempre la civiltà perfetta, sia dal punto di vista scientifico sia tecnologico. Per questo motivo, unito anche alle  origini divine, la sua popolazione si sarebbe macchiata di troppa vanità  e quindi fu punita dagli Dèi con la distruzione e quindi "il continente divenne leggenda e la leggenda divenne mito". Ma non vennero mai dimenticati del tutto a causa del "rimorso degli Dèi" e quindi ricordati da pochi eletti. Parte musicale in perfetto stile epic con chitarre, batteria a dare il giusto beat e voci femminili forse a voler ricordare le sirene che si aggirerebbero ora tra le rovine in fondo all'oceano?

Traccia 7, "Luna", classica ballad immancabile in un album, con la partecipazione della vocalist Sassy Bernert. Un inno al nostro satellite da sempre visto con  reverenza e curiosità dall'uomo. Nell'antichità era ritenuta una vera e propria divinità capace di piegare uomini e natura a suo volere. Per l'uomo moderno è invece un traguardo nella conquista dello spazio. Ritmi quindi molto più dolci e romantici, inizio più orchestrale, rispetto al solito power, ma il tutto è in crescita. Voci sempre in primo piano. 

Traccia 8, "Clash Of The Titans", come primo impatto potrebbe far pensare a quei titani mitologici dell'antica Grecia (come anche evidenziato in film di hollywoodiana memoria). Qui invece, si parla di oscuri venti di guerra e di albe rosso sangue.Presenta ritmi veloci sia di chitarra sia di batteria, con la solita voce potente, la guerra secondo i Turilli's, incisiva come nel loro stile. 

Traccia 9, "Of Michael the archangel and Lucifer's fall": Lunga opera (di ben 16 minuti) complessa e composta da tre parti: I In profundis, II Fatum mortalis, III Ignis divinus. Il testo ci narra dell'eterna lotta tra il bene e il male, della Grande Madre (intesa come la Terra, nostra casa, nostra Madre appunto, colei che ci nutre e ci da la vita) scossa a causa dei peccati dell'uomo e dall'arrivo dei quattro cavalieri dell'Apocalisse. Questo sta a significare: terremoti, guerre, carestie, pestilenze e quindi... morte. 

Anche qui la parte musicale e vocale, ha un grosso impatto emotivo, con forti e lunghi riff di chitarra e basso in grande evidenza. L'ascoltatore viene trasportato in un mondo quasi sovrannaturale con pezzi d'organo, voci profonde, canti gregoriani per poi passare al puro stile Rhapsody. 

La bonus track è "March of time" che ci parla dello scorrere inesorabile del tempo, che siano ore, giorni, mesi o anni.... Sia in tempi di pace che di guerra, la vita corre e rimangono infine i rimpianti per ciò che non si è vissuto appieno. 

Inizio da brividi con cori altisonanti, per passare alle solite chitarre potenti e veloci e alla voce che lascia sempre il segno.

In conclusione è un album completo; pieno di ottimi spunti per un ascoltatore interessato oltre che a sentire ottima musica, anche a intraprendere un viaggio iniziatico alla ricerca di antiche meraviglie.

 

 

Morgana

90/100