14 GENNAIO 2018

Band: Moonspell

Album: 1755

Genere: Gothic/Dark Metal

Data di uscita: 03 novembre 2017

Nazione: Portogallo

Etichetta: Napalm Records

 

I portoghesi Moonspell sono una delle migliori Band Gothic/Dark al mondo; che questo sia un punto chiaro di questa recensione, tanto per capirci e partire con il piede giusto.

In oltre 25 anni di carriera si sono distinti dalla massa per la qualità della propria musica, che abbina diverse sonorità (dal Gothic Metal, all'elettronica, ma anche da arrangiamenti orchestrali e sinfonici, fino a sfiorare l'aggressività del Black Metal).

Tanti i loro lavori, tutti di altissimo livello, soprattutto gli ultimi, che a mio modo di vedere sono dei veri capolavori e mi riferisco in particolare a quella perla chiamata "Extinct", un album magnifico uscito nel 2015 che difficilmente potrà essere superato.

Anche con l'ultima uscita discografica la Band non si smentisce, anzi ci regala nuove emozioni; sto parlando di 1755, un album bellissimo, cantato totalmente in lingua portoghese, dalle forti sonorità orchestrali e sinfoniche.

I Moonspell rendono omaggio alla loro nazione, il Portogallo appunto, che il primo novembre di quel lontano 1755, venne colpita da un terribile terremoto nella città di Lisbona distruggendola fisicamente e moralmente.

Voglio precisare che in questo nuovo LP la caratteristica principale che lo rende un'opera notevole, oltre al concetto per cui è nato, sono le magnifiche orchestrazioni e sinfonie che i Moonspell ci regalano; molto meno presenti nei precedenti lavori e che personalmente ho gradito moltissimo.

Le 10 tracce presenti nell'album (11 nella versione con la bonus track spagnola "Desastre") sono una bomba.

L'iniziale "Em Nome Do Medo" già presente nel disco "Alpha Noir" del 2012, viene riarrangiata usando sinfonie orchestrali emozionanti, voci soavi, archi e chitarre acustiche aumentando l'effetto emotivo che è il cuore di questo lavoro.

La traccia numero 2 è 1755; una title track molto sinfonica con diversi spunti "lirici", assoli ben eseguiti e una melodia che si ripete di continuo, regalando emozioni.

Il primo singolo uscito "In Tremor Dei" traccia numero 3 del disco, pezzo orecchiabile melodico ma deciso e cantato con voce possente da Fernando Ribeiro è ricco dal punto di vista tecnico e ci regala una sezione ritmica da urlo e una collaborazione forse conosciuta da pochi, sto parlando del cantautore portoghese Paulo Braganca, che accompagna Ribeiro in qualche ritornello.

La quarta traccia "Desastre" è un pezzo che colpisce per le sue linee vocali coinvolgenti ma soprattutto per la sezione chitarristica che maestosamente affascina e trasporta l'ascoltatore grazie a notevoli riff di rara bellezza.

Le sinfonie di questo brano sono cupe ed inquietanti e la voce di Ribeiro, sempre oscura ed alternante,  crea un clima spaventosamente piacevole.

Notevole "Abanao", quinta traccia; ottimi i riff di Ricardo, le orchestrazioni elaboratissime di Pedro e la batteria "impazzita" di Miguel; di nota il cantato di Fernando, estremamente aggressivo e malvagio.

Sesta traccia "Evento", molto orecchiabile, dal testo tetro ma dalle sonorità acustiche elaborate e dagli assoli molto piacevoli.

Settima traccia "1 De Novembro" il pezzo più "tranquillo" del disco, dove le chitarre suonano con uno stile più classico e il cantato risulta meno esaltante e graffiante ma più equilibrato e costante.

Ottava traccia "Ruinas" costruita su arpeggi nostalgici e dalla melodia stupenda.

Nona traccia "Todos Os Santos" molto gotica e mai monotona grazie alle varianti sia musicali che vocali.

L'ultima traccia "Lanterna Dos Afogados" è una "cover" reinterpretata in maniera magistrale dalla Band portoghese; in origine un pezzo della Band brasiliana Os Paralamas Do Sucesso.

In questo pezzo notevole il lavoro di pianoforte di Pedro e apprezzabile il cantato di Fernando Ribeiro che a tratti mostra il valore assoluto di una voce plasmata e di tonalità "variabile".

In generale la produzione è ottima; tutto è perfettamente udibile, davvero un album curato e emotivamente toccante nonostante i diversi momenti aggressivi ed una voce in growl che fa letteralmente paura.

In sintesi 1755 è un concept importante che racconta un fatto tristemente vissuto dal popolo portoghese raccontato in chiave musicale da una delle Band migliori al mondo del genere, forse la migliore.

Stima totale.

Grandissimi Moonspell per l'ennesima volta.

 

TrackList:

1.    Em Nome Do Medo

2.   1755

3.   In Tremor Dei

4.   Desastre

5.   Abanao

6.   Evento

7.   1 De Novembro

8.   Ruinas

9.  Todos Os Santos

10. Lanterna Dos Afogados

 

Moonspell:

Fernando Ribeiro: Voce

Ricardo Amorim: Chitarra, Tastiera

Pedro Paixao: Tastiera, Chitarra, Samples, Programmazione

Aires Pereira:  Basso

Miguel Gaspar:  Batteria

 

Marco Gaio

85/100


Per cominciare dobbiamo ammettere che questa volta i Moonspell hanno davvero sbalordito in tutto e per tutto. Questo undicesimo lavoro, diciamocelo, ha una marcia in più rispetto i precedenti. Che la band capitanata da Ribeiro abbia sempre voluto sperimentare musicalità diverse in ogni loro lavoro questo già lo si sapeva e lo si è appurato col passare del tempo. E c'è anche da ammettere che, nonostante quella di sperimentare sia sempre una scelta rischiosa, i nostri lo hanno fatto sempre con tatto e intelligenza, senza mai sbagliare un colpo. 

Ogni album dei Moonspell ha il suo fascino e, quale più quale meno, tutti meritano appieno un giudizio positivo in quanto gradevoli da ascoltare. E proprio per questo apprezzo molto questa band, perchè non cedono mai alla ripetitività e non si accontentano di avere un proprio punto fisso e stabile in campo musicale. Questo è molto da apprezzare oggi come oggi perchè sono veramente poche le band che si mettono in gioco ad ogni loro nuovo lavoro cercando di creare un qualcosa di diverso mantenendo tutto sommato i propri canoni d'esordio. 

Ed ecco quindi che nasce Extinct, lavoro davvero ben fatto nel vero senso della parola. Questo è un album che ti carica di emozioni e adrenalina dalla prima all'ultima nota. Decisione molto saggia da parte di Ribeiro di utilizzare quasi in toto il clean piuttosto che il growl. E' uno dei pochi cantanti che posseggono una ugola particolare e che ti cattura col suo fascino. Fernando ha davvero una voce molto toccante e assolutamente adatta al gothic. Poi vorrei permettermi di precisare che in questo album è di una scioltezza e naturalezza molto toccante, canta in un modo così soave e naturale che ti invita a canticchiare appresso a lui. A tratti viene usato anche il growl ma questo lo si usa quando davvero necessita.. Particolare anche le doti da parte di Ribeiro di sapere usare entrambe le vocalità. 

Non sono certo da meno i restanti componenti, l'uso delle tastiere è davvero ben fatto, con inserti sinfonici, orchestrali molto ben strutturati. Basti assaporare la opener track Breathe per farci una idea della grandezza, della maestosità di cui ci rendono partecipe. Una sintonia davvero invidiabile da parte di musicisti di questo calibro che ci ammaliano di tanto in tanto con assoli molto avvincenti. Parliamo comunque di una band che è nata da alcuni decenni e che ha sempre saputo tenere alto il nome e il gothic.Canzoni come Breath, The last of us, Domina, la stessa Extinct, molto avvincente e cosi' come tutte le altre, non hanno bisogno di parole per essere capite e apprezzate, ma hanno bisogno solo di due orecchie e un buon udito per assaporarle e farsi trascinare in quel vortice di emozioni che ti sollevano, ti rattristano, ti caricano di adrenalina e poi ti abbandonano nel bel mezzo di un viaggio di puro godimento.

Sinceramente, poi è ovvio che la soggettività predomina su tutto, non riesco a trovare un punto debole in questo album, tutto è così bello e al punto giusto che non si può non apprezzare questa ultima uscita di questa magnifica band. Complimenti Ribeiro e Co. Cento di questi album!

 

Fabio Sansalone

90/100