20 GIUGNO 2017

È uscito il 31 maggio scorso il nuovo lavoro di Anamnesi, il progetto one man metal band sardo che, per chi segue il suo percorso dal 2010, realizza l’ennesimo lavoro della scena ambient black metal intitolato “La Proiezione del Fuoco”. Dopo lavori di un certo livello come “Descending the Ruins of Aura” (2012) e “Erimanto” (2015), Anamnesi riesce a dar vita ad un nuovo album colmo di elegante possanza ed energica vitalità, conquistando il proprio meritato posto nel mondo dell’underground italiano.
Si apre in maniera esemplare “Origine Prima”, con il classico cantato italiano che riesce a donare un tocco in più a tali sonorità metalliche; colpi di scena ed estremi blast beat non mancano all’appello, rafforzando il pezzo egregiamente realizzato, con abilità tecniche degne di nota.
Sonorità nettamente più morbide e lineari aprono a “Fautor Imperii”: una track scritta e composta dall’animo della band che continua a far scorrer il flusso adrenalinico nelle vene dell’ascoltatore, invogliandolo a sonori headbang, concludendo in pochi valori ritmici e meravigliosamente potenti.
Le fiamme divampano ai primi accenni di “La proiezione Del Fuoco”, che con i suoi energici riff e gli imponenti giri di basso riesce a scavare un solco nella terra del suono, nel quale scorrono impavide le percussioni di un pezzo estremamente perfetto.
Anamnesi sembra non voler dare tregua agli uditi del proprio pubblico, ed è “La Precessione Degli Equinozi” a dar prova di ciò! Una ritmica non eccessivamente spinta ma profondamente energica, con un sound lineare e ben impostato, che riesce a materializzare la statua di metallo da ascoltare, ammirare, toccare e vivere.
Continua l’epica avventura sonora con “Lo Ierofante Degli Equinozi”, che riesce a spazzar via ogni forma di monotonia, rompendo gli schemi ed instaurando un nuovo movimento metallico: tra picchiate sulle pelli, schitarrate e break, Amnesis riesce a conquistarsi un posto nel cuore degli amanti del genere.
L’album si chiude con l’elegante “Apathanatismos”, un preludio eccezionale che si apre con leggeri tocchi di chitarra, per poi incrementare la propria possanza sonora molto lentamente, fino a sgorgare in un rovente black metal che lascia le sue oscure vibrazioni nella memoria dell’ascoltatore che ha deciso di perdersi in questo sensazionale percorso.
Ancora una volta il progetto Anamnesi è riuscito a donare al suo pubblico ciò che voleva, rispecchiandosi nel proprio volere; “La Proiezione del Fuoco” è il quarto album di una lunga serie (si spera) che potrebbe innalzare pian piano la propria fama, divenendo un piccolo ma importante simbolo della scena metal underground italiana.

 

Marco 'Durst' Campoli
80/100