Rilasciato da: Onde Roar Records


Data di pubblicazione: 03 febbraio 2017


Genere: Rock, Melodic Stoner

 

Line Up:

Anna Ballarin – Voce


Vito Flebus – Chitarre


Ivano Bello – Basso


Gabriele “Gus” Gustin – Batteria


Special Guest: Maestro Carlo Marzaroli - violino

 

Tracklist:

01. Apotropaico


02. Il Giardino Violato


03. Tavola Antica 


04. Iside

05. La Guida


06. La Preda


07. Regina Guerriera


08. Senza Scampo

 

Gli Artemisia tornano con un nuovo e quarto album intitolato “Rito Apotropaico” contenente otto brani uscito il 3 febbraio 2017 per l’etichetta Onde Roar Records.
 Ad aprire questo album la traccia “Rito Apotropaico”, un viaggio che percorre argomenti di mistero, leggende, l’aldilà, le sfumature dell’animo umano, le paure e il credo. Musicalmente il suono di questo disco è più cupo e robusto ed è il risultato della crescita e maturità musicale della band.

L’album si apre con il brano “Apotropaico”, una traccia corposa e robusta con un intro di coro gospel intonante un mantra appositamente scritto dal Maestro Massimo Devitor. Il brano evidenzia gli obiettivi di tutto il nuovo lavoro elaborato dal gruppo. Il testo parla di come l’uomo si sia sempre avvicinato al mondo arcano come gancio a cui aggrapparsi per scongiurare il male.

“Il Giardino Violato”, sostiene il problema delicato ed aberrante della pedofilia e ingiuria sui minori. Nella sua introduzione, il brano presenta la cantilena vocalizzata da una bambina.

Elemento che affascina gli adepti del mistero, la tavola Ouija, è presente nel brano “Tavola Antica”, mezzo medianico usato dalla protagonista di questa canzone, per evocare il proprio spirito guida che la conduca nel suo itinerario iniziatico ed a superare le proprie angosce, non conoscendo i pericoli che la tavola possa comportare utilizzandola per parlare con le anime dei morti.

Con “Iside” ci si ritrova ad affrontare il Rito alla grande Madre, il culto Wicca dei folclori celtici. Un riff stoner regala il senso dell’importanza di questo cerimoniale.

Completamente acustico è il brano “La Guida”, una composizione registrata con chitarre e voce “in presa diretta”, mentre la sezione ritmica è stata sovra incisa.  Il testo parla del proprio spirito guida.

“La Preda” prende spunto dall’allegoria del cacciatore e la preda, in un racconto narrato dall’ottica del fuggitivo. 
La leggenda di Artemisia di Alicarnasso, viene raccontata nel brano “Regina Guerriera”, un sound più pesante pervade la canzone. Artemisia I, dopo la morte del marito, divenne sovrana delle città di Alicarnasso, ricordata per aver partecipato alle battaglie di Capo Artemisio e di Salamina, come alleata del Primo Impero Persiano contro i Greci, nella seconda guerra persiana. Artemisia, unica donna col grado di comandante nella flotta di Serse, che la vide protagonista nella guida di cinque triremi.

A chiudere questo interessantissimo album, troviamo la bellissima ballad “Senza Scampo” che ci espone il tema terribile dell’Olocausto e nella quale si figurano i deportati in fila che avendo capito il loro destino di morte, si fanno coraggio l’uno con l’altro, chiedendo al soldato ariano misericordia che ovviamente non giungerà mai. Questa traccia si avvale del suono di violino del M° Carlo Marzaroli.
 Musica, misticismo e storia per “Rito Apotropaico”, un disco notevole che piacerà agli appassionati del genere.

 

 

Valeria Campagnale

80/100