17 APRILE 2021

Recensione a cura di

Daniele Blandino

 

Antipathic nasce da un'idea di Chris (già Human Repugnance ), che nel febbraio del 2017 propone a Tat0 ( già Glacial Fear e Zora ) di dare il via ad un nuovo progetto nel quale riversare tutta la passione per la musica estrema che da sempre coltivano. Con Chris dagli Stati Uniti alla chitarra e batteria, e Tat0 dall' Italia alla voce ed al basso, il combo sforna subito il primo ep, "Autonomous Mechanical Extermination", pubblicato ad Aprile 2017; tre brani che spaziano tra il grind il brutal e lo slam, con spiccata matrice death metal. Brutalità e scenari apocalittici sono gli ingredienti principali della musica proposta, ed è su questa scia che a Gennaio 2019 pubblicano il full length, "Humanimals", ad opera dalla Despise the Sun Records (Italia); un lavoro composto da 12 brani nei quali la band continua a narrare del predominio di macchine ed intelligenza artificiale sull'uomo. La musica degli Antipathic è anche divertimento e forte ironia, ed è così che ad aprile 2020 la band presenta un nuovo ep, "Covered With Rust", un omaggio di 4 brani ai maestri del Death Metal Cannibal Corpse …  Vi invitiamo a rimanere in contatto, siamo solo all'inizio ... STAY ANTIPATHIC!

Discreto EP di brutal death metal old school veloce e brutale ricorda molto i primi lavori di band capostipiti del genere, l’album è composto da 4 tracce e ha una durata complessiva di 15 minuti e 4 secondi e comprende due lavori originari della band e due cover. L'artwork fa subito capire cosa ci si trova ad ascoltare. Nell’album hanno un ospite si tratta di Bob Hodgins (degli Human Repugnance) come seconda voce della prima traccia. Le tematiche che affrontano sono le seguenti: Annientamento umano, ricerca scientifica, anti-umanesimo. L’album si apre con “Inexorable Hierarchy”: uno dei due brani originali della band. Buon opening veloce e intenso, catapulta l’ascoltatore in questo laboratorio scientifico futuristico, che rimane impressionato dalla velocità di esecuzione sia del cantato che della parte strumentale, quel poco di elettronica ed alcuni effetti rendono bene l’ambiente futuristico che la band sta creando, la band è brava a non andare sul banale, nemmeno in uno stile chiuso come il brutal death metal e riescono a inserire qualcosa di personale che rende piacevole l’ascolto; si continua con “Reautonomous”: brano “lento” e coinvolgente, lo stile particolare della band si sente bene e lo fa scorrere velocemente. L’ascoltatore si sente come su in lettino operatorio in cui dei “dottori” stessero facendo degli esperimenti non ben definiti su di lui. l’ascoltatore si sente come se fosse di un lettino operatorio in questo laboratorio e i “dottori” gli stessero facendo esperimenti; nel finale il brano si velocizza un po’, inoltre la durata non eccessiva lo rende apprezzabile. Terza traccia “IDGAF (Obituary cover)”: sufficiente cover di un bel brano degli Obituary, eseguita in modo personale, apprezzabile e coinvolgente; l’album si chiude con “Covered with Rust (Cannibal Corpse cover)”: ulteriore buona cover di un brano dei Cannibal eseguita in modo personale e coinvolgente, le due voci si amalgamano bene e formano un connubio molto particolare. Buon ep la band ha il suo stile inconfondibile, che non rientra nel calderone di band banali, si distinguono anche per alcune tematiche che affrontano, l’album scorre molto bene, non è molto lungo e si fa ascoltare volentieri; la cosa negativa dell’intero lavoro, a mio giudizio, è la composizione. Questa infatti contiene solo due brani originali, mentre le altre due sono cover, indubbiamente ben eseguite, ma comunque cover, e due soli brani originali in un album, per quanto esso sia in formato di EP, sono pochi.  Lo consiglio a chi si avvicina per la prima volta a questo genere e anche a coloro che desiderano ascoltare della decente musica un po’ diversa dal solito. 

 

 

65/100