2 Giugno 2021

Recensione a cura di

Francesco Yggdrasill Fallico

 

 

Dharma108 – L’Alba Sul Mio Nome (2019 – VREC Music Label / Andromeda Relix) Quanti di voi hanno vissuto gli anni ’90 con le mille contraddizioni e l’esplosioni di generi musicali così diversi, ma che hanno letteralmente segnato un’era, dividendo spesso gli ascoltatori? 

Da così lontano parte, infatti, la proposta degli scaligeri Dharma108, progetto a cavallo tra il grunge di seattliana memoria ed il rock cantato in italiano che fece grandi band del calibro di Ritmo Tribale, Karma e Timoria e altrettanto lontano, in India e nell’Estremo Oriente va, non solo come fonte di ispirazione già nel monicker, ma come filosofia di vita da incarnare giorno dopo giorno. 

Introdotto da un’affascinate front cover, il lavoro dei nostri scaligeri si apre subito con la title-track che vede una delle due ospitate alla voce, in questo caso Sasha Torrisi, mentre, successivamente, in “Terzo Millennio” troveremo un altro pezzo di storia italica, ovvero Diego Besozzi. 

Il brano, in particolare, è una di quelle tracce che ti ritrovi a cantare sin da subito ed è una di quelle del lotto, ad esser più facilmente, “gestibili”, in contrasto, ad esempio, con composizioni come “Senza Faccia”. 

Bello l’amalgama sonoro creato dai vari membri della band, provenienti da due realtà che, in quel di Verona, ma non solo, sono molto conosciute, ovvero i Facciascura ed i Ranj, e, tutti con un bagaglio musicale invidiabile, frutto di anni di studio, ricerca ed esperienza, suoni ben curati, ben registrati e, ben evidenziati…e che meraviglia poter godere anche il basso di Anna Guglielmini!  

La scelta della band di adottare la sacralità nel suo moniker, aggiunge ulteriore importanza e valore ad un percorso sonoro e culturale, che, voglio sottolineare ancora una volta, fa della RICERCA il suo perno fondamentale. 

Ora più che mai, abbiamo bisogno di godere dell’Arte e i Dharma108 possono farci respirare qualcosa di sicuramente…puro… Ora scusatemi, è tempo di andare…“…devo attraversare i miei sensi che nascondono l’alba sul mio nome…devo risalire le onde che cancellano memorie sulla sabbia…”

 

 85/100