MARZO 2021

Recensione a cura di

Francesco Yggdrasill Fallico

 

Si va a Torino per questo viaggio basato su sonorità di melodic rock, vicino all’AOR più in voga negli eighties. 

A livello di liriche, i testi di Beppe Jago Careddu, ruotano attorno a vari aspetti della vita, rendendo questo lavoro una sorta di concept, anche se non espressamente dichiarato. 

Voglio innanzitutto complimentarmi con Jago, sia per l’egregio uso della vocalità, ma anche delle metafore utilizzate in questi brani che, sono davvero, degni di essere apprezzati e che, non sfigurerebbero, certamente, accanto ai mostri sacri del genere! 

Troppo spesso, la nostra esterofilia, fa si che, lavori come questo passino in sordina, mentre i corrispettivi a stelle e strisce vengano osannati più o meno meritatamente… 

Le zampate di Saal Richmond sui tasti d’ebano e avorio sono ricche di fascino e leggiadria, un tocco di velluto, che, anche grazie all’innesto di sonorità synth, che mi piace definir vintage, rende il tappeto musicale davvero spettacolare e, non reputatemi blasfemo, mi ha fatto tornare alla mente divinità del calibro di Downes e Paich. 

Che dire poi del sapiente lavoro chitarristico di Abramo De Cillis, impegnato anche nei cori in diversi brani? 

Assoli molto ben eseguiti, che arricchiscono i singoli pezzi e melodie che danno una trama sonora molto coinvolgente, forti anche di una sezione ritmica puntuale e mai inopportuna, assicurata dal basso di Gianni Cuccureddu e dalla batteria di Marzio Franzone, quest’ultimo anche nel ruolo di ingegnere del suono. 

Questo “Life” va amato, ascolto dopo ascolto,nella sua totalità, seppur diversi sono i singoli già online, in forma lyric video e, malgrado io non perda occasione di passar la band in radio, ma, abbandonatevi all’ascolto ovunque vi troviate, in macchina per un lungo viaggio o nel silenzio della vostra stanza…vi si aprirà un mondo…e inizierete a correre, inspiegabilmente, lungo le rotaie…

Doppia cover tra versione digitale (uscita a fine 2019) e cd fisico (quello che sto utilizzando per questa recensione), e, complimenti anche per la scelta del logo, che rappresenta la meravigliosa Torino e la sua magia, non solo per la mole che svetta a vertice del triangolo, ma…vorrei foste voi stessi a scoprirne i segreti, mentre gustate questi bellissimi brani e ne assaporate la bellezza dei testi.

“…You can laugh, you can lie 

You can be the one 

Or you can become another one 

You can fail, you can rise 

You can be what you like 

Remember your eyes don't lie to you...” 

 

90/100