17 FEBBRAIO 2021

Recensione a cura di

 

Jennifer Lotti

 

 

Tracklist:

The Runner
Eleftheria I Thanatos
Winterfell
The Undying Flame
A Descent Into The Maelstrom

 

I Land of Damnation sono una band campana formati nell'estate del 2014 da un’ idea dei due chitarristi Peppe e DarkTranquillo a cui successivamente si è aggiunto il batterista Michele. Dopo i primi anni di assestamento, durati fino al 2017, pubblicano il primo album, intitolato “Demon”, con Peppe alla voce e con la collaborazione di Luigi al basso. Il loro stile raccoglie diverse influenze che partono dal classic metal, ai toni più cupi di provenienza thrash metal e melodic death. Il nuovo Album dei Land Of Damnation è del 2020 e si presenta con un accattivante titolo in greco “ Eleftheria i Thanatos” (letteralmente “libertà o morte”). Rispetto al lavoro precedente ci troviamo davanti, per certi versi, ad una band diversa, con un nuovo cantante e un nuovo bassista. L’album ha un buon inizio con The Runner e la title track. La band punta inizialmente soprattutto sulle proprie influenze più oscure: il growling, il death metal e il thrash. Con Winterfall cambia lievemente registro con l’aggiunta di strumenti acustici, qualche voce in pulito. Questa parte dell’album tocca maggiormente le corde del melodic death e sono più evidenti le influenze degli Iron Maiden, soprattutto nei fraseggi melodici di chitarra. Alle atmosfere e alle melodie si aggiungono anche forti richiami al viking metal. Nel giro di soli cinque brani sembra in effetti di sentire quasi due band diverse, quella diretta e molto aggressiva dei primi due brani e quella più melodica ed epicheggiante degli ultimi. In entrambe le vesti i Land Of Damnation danno il meglio di sé, con voce e chitarre perfettamente a proprio agio nelle diverse atmosfere. Questa sorta di indecisione, resa più evidente dal numero ridotto di brani, potrebbe essere interpretata come immaturità, ma non credo sia questo il caso, credo sia più la voglia di dimostrare tanto, forse fin troppo in troppo poco tempo. Non bisogna dimenticare che si tratta del secondo album di una band agli inizi che ha, davanti a sé, tutto il tempo per trovare una formula per giocare al meglio le sue molte e ottime carte e tenere dentro in maniera più organica pulsioni, stili e ispirazioni diverse. È particolarmente riuscita, in questo senso, la traccia conclusiva, che alterna luci ed ombre in un brano molto articolato e sfaccettato quasi interamente strumentale. Concludendo, Eleftheria I Thanatos, è un ottimo biglietto da visita che può essere una base di partenza per poter crescere e migliorarsi, staccandosi il più possibile dalle influenze e dalle ispirazioni più evidenti. Un obbiettivo futuro potrebbe essere quello di  sviluppare un maggiore equilibrio tra le proprie radici e giungere a una personalità maggiormente definita. Resta un ottimo album di una band che ha dimostrato fin da subito di avere un grande potenziale e gli strumenti giusti per poterlo esprimere e trovare il suo posto nel mondo della musica metal.

 

85/100