21 Luglio 2021

Recensione a cura di

Edoardo Goi

 

Che la Sicilia abbia un'anima oscura che gli consente da lungo tempo di regalare alla scena estrema delle perle assolute fin dai tempi dei seminali Schizo (passando poi per la lunga epopea della Mediterranean Scene, nonché per acts fondamentali come, ad esempio, gli Heretical) non è certo una considerazione che possa cogliere di sorpresa affezionati e addetti ai lavori. Nel solco di questa lunga tradizione si inseriscono a pieno titolo (e con pieno merito) anche i qui presenti LICH (da Messina, fondati nel 2012 e con all'attivo il demo “Obsessed By The Gore”, pubblicato nello stesso anno di fondazione, e il full “Cryptic Stench” del 2018) e OSSARIO (da Palermo, fondati nel 2020 e con all'attivo l'ep omonimo del medesimo anno), chiamati in questa occasione ad unire le forze per dare vita a questo breve quanto feroce e marcio split. Si tratta di una compilazione che vede le band presentare solo due pezzi ciascuna, ma più che sufficienti per dare un assaggio a quanto le due entità abbiano da proporre. La prima facciata dello split (pubblicato esclusivamente su audiocassetta su etichetta Imperatrix Mundi Records) viene affidata ai Lich (oscuro terzetto che vede Damien Thorne - già con Bunker 66 - al basso e alla voce, Morbid Bodysnatcher alla chitarra e Animal Profanator alla batteria), che ribadiscono la loro devozione verso il black metal primigenio di Hellhammer, Venom, primi Celtic Frost, primi Bathory e primissimi Mayhem grazie all' arrembante REVENGE OF THE DEAD. Si tratta di un up-tempo oscuro e brutale, grezzo ma non sciatto, in cui la band mette in mostra la sua capacità di giostrare fra riff scarnificanti e dannatamente old-school e costrutti atmosferici plumbei e orrorifici per dare vita a un sound denso e catacombale, ma anche dinamico e adrenalinico, che senza dubbio non potrà non soddisfare i fan delle sonorità di riferimento del combo messinese. La successiva NIGHTMARE, sebbene leggermente più pesante e caotica, si muove più o meno sulle medesime coordinate sonore (e non potrebbe essere altrimenti, visto l'evidente amore della band per il preciso stadio evolutivo del black metal cui fa riferimento nel proprio sound). Echi dei Mayhem di “Deathcrush” giocano a rincorresi con asperità care agli Hellhammer di “Apocalyptic Raids” e momenti più slabbrati figli dei Venom dei primi tre, leggendari, album, in un maelstrom di old school extreme metal assolutamente gustoso ed appagante. Conclusasi la parte riservata ai Lich, ora la volta della seconda facciata, quella riservata ai palermitani Ossario. Forti anch'essi di una formazione a tre, che vede Schizoid (già con Malauiu e Sintenza) alla chitarra, Anamnesi (già con Anamnesi, Dawn Of A Dark Age e Malauriu) alla batteria e Krost Von Barbarie alla voce, gli Ossario si avvalgono di un ospite d'eccezione per impreziosire il primo brano a loro firma di questo split: si tratta di Diego DoUrden dei Mystifier, chiamato a prestare la sua scarnificante ugola sulla feroce SADOMARTYRS (compito che il buon Diego esegue magistralmente). Il sound degli Ossario, sebbene incontrovertibilmente devoto ai dettami dell'old school più integralista, vede i nostri incorporare anche qualche elemento tipico della cosiddetta “seconda ondata” del black metal in più rispetto ai Lich, grazie a spunti tanto chitarristici quanto ritmici che non possono non rimandare alle prime opere di Immortal, Emperor, Burzum e Mayhem (periodo “De Mysteriis... “), creando un ideale ponte fra prima e seconda ondata e arricchendolo con la propria, inconfondibile, visione cimiteriale e mortifera del genere. Il risultato un brano avvincente, capace di coniugare feroci accelerazioni e laceranti rallentamenti in un piccolo compendio di black metal abrasivo e miasmatico senza dubbio riuscitissimo. Echi death/thrash slabbratissimi di chiara derivazione Hellhammer/primi Celtic Frost vanno a braccetto col black primigenio del capolavoro “Under The Sign … “ targato Bathory e col thrash borderline dei Possessed di “Seven Churces” nell'accattivante A GRAVE WITHIN THE MIND (brano impreziosito dalla presenza dell'ospite Necrosplatter dei Daemonokrat, autore del solo di chitarra), dandoci una fedele cartina di tornasole riguardo all'amore incondizionato che gli Ossario nutrono per l'old school estremo più puro e incontaminato, andando così a chudere nel modo migliore uno split dal minutaggio senza dubbio limitato, ma capace di donare più di un brivido lungo la schiena agli amanti delle sonorità cui fa riferimento, soprattutto grazie alla capacità delle band coinvolte di dare una loro interpretazione delle medesime in modo si fedele ai dettami del genere, ma anche personale e accattivante.

Se siete amanti delle suddette sonorità, avrete di che godere. Promossi senza riserve.

 

75/100