18 SETTEMBRE 2021

Recensione a cura di

 Francesco Yggdrasill Fallico

 

Nati nel 1992 in quel di Bergamo, i nostri giungono al loro terzo full-length soltanto nel luglio dello scorso anno, ma non fanno rimpiangere l’attesa, regalandoci un lavoro che parte dal thrash più sanguigno, per arrivare a sporcarsi di metal e rock pescati a piene mani nei decenni scorsi, sia dal punto di vista musicale che lirico. 

I dieci brani qui contenuti, non fanno infatti rimpiangere un amore, per molti di noi, mai nascosto, nei confronti di certe sonorità che, se da una parte arrivano a concepire un classico inno quale “Heavy Metal”, dall’altra parte ci pongono dinnanzi ad un pezzo rock con venature blues, quale “Those Days Of Our Youth” che, in 7 minuti, sembra essere un viaggio in musica attraverso i decenni…fino ad esplodere in un lungo assolo. 

Non è sicuramente un lavoro facile questo che mi ritrovo in cuffia, in quanto c’è al suo interno una varietà di stili non indifferente e, se in un primo momento sei dentro a sonorità più pesanti, subito dopo arriva la ballad, piuttosto che un’ambientazione quasi horrorifica a stravolgerti i piani. 

Accettate la scommessa cari amici? Abbandonatevi senza pregiudizi all’ascolto di questo lavoro e, quando sarà finito…riascoltatelo e…riascoltatelo ancora, perché, se vi sentite ancora ancorati agli anni che furono, questo album fa per voi! 

Bel lavoro chitarristico, assoli pregevoli che non fanno mai smettere di battere il tempo e diventare il membro aggiunto della band senza smettere di gridare che...”metal is our life, never give up our strife...heavy metal forever!”

 

70/100