7 LUGLIO 2021

Recensione a cura di

Alessia VikingAle 

 

I Rosa Nocturna sono una band di Brno (Rep. Ceca) nata nel 2007 e nel tempo ha prodotto quattro album, sei video musicali e partecipato a compilation internazionali, ma solo dal 2016 hanno alzato l’asticella del loro lavoro, iniziando a promuoversi professionalmente. La band collabora con vari guest sia durante i loro concerti sia nelle registrazioni dei loro lavori, liberi da confini, stili o regole da seguire. Un esempio di questa libertà stilistica è il video “O lásce, o válce a o krvi (sulla terra, sull’amoree sul sangue)”, cui figura Heri Joensen (frontman dei faroesi Týr) tra i personaggi principali. La loro musica è un folk metal sinfonico che enfatizza voci interessanti, ricche orchestrazioni sinfoniche e forti riff di chitarra nelle loro canzoni. I loro testi, per lo più in lingua ceca ma con molte canzoni in doppia versione ceco/inglese, raccontano storie accattivanti, ballate romantiche e epopee mitiche. Oggi parliamo del loro ultimo album in carriera, “Andělé A Bestie (Angeli e Bestie)” uscito l’11 novembre dello scorso anno in maniera indipendente, che conserva lo stile del precedente disco ed è stato registrato da ben ventuno ospiti oltre ai membri base. Come suggerisce il nome dell’album, la tematica principale è l’eterna battaglia tra bene e male, l’artwork è realizzato dallo studio grafico finlandese Darkgrove che si occupa dei loro artwork dal 2017 ed è stato registrato, mixato e masterizzato dallo studio SONIDOS. Ad aprire il disco è “Světlonoš”, che è stato anche il secondo singolo estratto dall’album a vedersi convertito in video musicale. Con una carica sinfonica che ricorda i Nightwish di un tempo, la traccia è gradevole e di buon impatto, lascia l’ascoltatore con una piacevole sensazione. In “Lékárník” le chitarre fanno da padrone nel comporre le melodie, rendendo la traccia un mix tra rock e melodie popolari. “Padám” sembra quasi un canto popolare riscritto in chiave metal, perfetto sfondo per una danza intorno al fuoco. Sì, anche durante l’ultima parte, dove il doppio pedale incalza. “Touhy v mlze” mescola ancora strumenti acustici ed elettrici e anche voce femminile e maschile. La canzone risulta sottotono rispetto alle precedenti, senza una caratteristica che permette all’ascoltatore di farsi ricordare. “Strach” accoglie l’ascoltatore con il suono di un pianoforte e voci di bambini che lanciano l’ascoltatore nell’atmosfera di luogo abbandonato eppure non disabitato. La canzone prosegue in un’atmosfera grave dove le acute voci femminili (divise tra pulito e lirico) e la voce growl maschile in sottofondo narrano una storia dai toni horror. “Až jednou” placa gli animi turbati dalla precedente canzone con una ballad che scorre tranquilla nell’orecchio dell’ascoltatore. “Lykantropie”, di cui troviamo più avanti la versione in lingua inglese “Skinchangers”, è una traccia ritmata dal potente ritornello in cui voce maschile e femminile si intersecano dialogando. Interessante come la canzone parti da un ritmo medio ed aumenti gradualmente di intensità e gravità fino ad arrivare all’esplosivo finale. “Vetřelec” è un brano duro e potente dove gli strumenti acustici vengono accantonati a favore di riff duri, voci urlate e una rabbia espressa a suon di doppio pedale e ritornelli in growl. Anche di questa troviamo in coda al disco la versione in inglese, chiamata “Intruders”. “Dopisy na frontu” mette in campo tutti gli strumenti e le voci utilizzate finora per creare un’opera teatrale in formato di canzone. Troviamo qui uniti voci bianche, voci maschili e femminili di varie tipologie (lirico, growl, pulito), delicati violini uniti a duri riff di chitarra in una canzone maestosa ed ambiziosa. “Periculum” è una traccia strumentale dove sono gli archi i protagonisti, con la tastiera ad impreziosire la melodia. Ci troviamo davanti ad una traccia epica e al contempo grave, come una solenne battaglia. “Outro” chiude il sipario su questo con una melodia strumentale dove effetti e tastiere danno un’atmosfera oscura. “Andělé A Bestie (Angeli e Bestie)” è un disco interessante, consigliato per la sua qualità nel produrre canzoni dai diversi caratteri ma accomunati da una compattezza stilistica non da sottovalutare, vista la mole di ospiti presenti nel disco. 

 

70/100