19 GIUGNO 2019

recensione a cura di 

Valeria Campagnale

 

Tracklist 

01. Cursed

02. One Step Away

03. Endless Quest

04. What It Takes (feat. Stefano Zeni)

05. Nuketown

06. Day By Day

07. Hero

08. Lost In The Dark

09. Goodbye (duet with Davide “Dave Rox” Barbieri)

10. Take Another Shot

11. Prisoner

12. Goodbye (Acoustic Version feat. Steve De Biasi – Exclusive European Bonus Track) 

 

Lineup: 

Marcello Spera: Vocals 

Cristiano Stefana: Guitars 

Andrew Trabelsi: Keyboards 

Matteo Castelli: Bass 

Matteo Severini: Drums & Percussion 

 

“Dyadic”, il secondo e nuovo album della band italiana Alchemy è un bellissimo album costruito su sonorità melodiche, è un disco dinamico e brillante. Uscito lo scorso mese di marzo per Street Symphonies Records & Burning Minds Music Group, L’uscita della versione Europea (con una bonus track esclusiva) è stata pubblicata nello scorso mese di marzo 2019.

Arduo trovare un brano in particolare che meriti particolarmente poiché ciascuna traccia porta con sé strutture che che riescono sia a diversificarsi e sia a infondere quella buon dose di sound che ci aspetteremmo da un album rock. Ospiti in questo album sono Roberto Priori, Davide Barbieri, Stefano Zeni e Martin e Nick Workman della band Vega, tutti provenienti dal Melodic Rock e AOR italico. Un album come dicevo che riesce ad essere omogeneo e senza cedimenti né di stile né tantomeno di ritmica, tutti brani coerenti con lo stile che la band propone, partendo dall’opener “Cursed” con l’energica voce di Marcello Spera, un assolo determinato e ritornelli decisi che ne fanno un brano tendente al genere AOR.

Il bellissimo pianoforte in “One Step Away” che va a sorreggere il suono delle chitarre regalando un ottimo pezzo e mentre finiamo di farci trasportare dalle note di questo bellissimo brano, nella seguente “Endless”, gli  Alchemy ci fanno dirigere verso un sound rock in stile tipicamente americano tra chitarre energiche e brillanti e cori eccezionali.

“What It Takes”, che vede la partecipazione di un grande Stefano Zeni alla chitarra, è un intenso pezzo tra una delicata ballad ed un hard rock infuocato in cui si affaccia il piano per rendere il brano molto armonioso e di particolare bellezza.

Seguono le ottime “Nuketown” e “Day By Day” in cui risuonano echi di sound molto americano. Con “Hero” compaiono i suoni dei Vega, assolutamente catchy e un po’ ‘ruffiana’ con un’ottima linea melodica e ritornello che centra il bersaglio insieme alle ottime chitarre, un altro buon brano.  Vagamente di bonjoviana memoria “Lost In The Dark” in cui le tastiere regalano un sapore godibilissimo e omogeneo intrecciandosi con le chitarre. Molto bella la ballad “Goodbye” con piano in evidenza e un duetto tra Marcello Spera e Dave Rox Barbieri, intensa ed elaborata, e seppur non amante dei pezzi lenti, devo ammettere che una di quelle ballad che riesce a mettermi i brividi per la parte cantata.

Si riprende con una buona dose di rock selvaggio in “Take Another Shot”, un pezzo risoluto e dalla ritmica efficace nel prendere presa sull’ascoltatore. “Prisoner” ci riporta nuovamente uadi un rock molto americano tra tastiere e ritmi robusti, refrain orecchiabile e una buona dose di melodia. La bonus track “Goodbye”, in versione acustica, con ospite Steve De Biasi, riesce a superare la versione precedente, in un’armoniosa struttura. “Dyadic” è davvero un buon lavoro con sferzate energiche e un ottimo binomio tra melodie AOR e un rock he oscilla tra melodie e timbriche più pesanti.

 

80/100