20 GIUGNO 2019

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Recensione a cura di Valeria Campagnale 

 

 

Band: Artiness Fog
Titolo: Dogmatic Void
Genere: Alternative Rock, Indie Rock, Baroque Pop
Data Pubblicazione: 23 aprile 2019

Tracklist:
1.  1095
2.  Schongau
3.  Mausoleum
4.  Everlasting Blame
5.  Pantomime

Lineup:
Alessandro Salvia - Vocals/Guitar/Keyboard


Roberto Evola - Drums/Guitar


Andrea Conti - Bass
Francesco D'Anna - Lead Guitar



Gli Artiness Fog nascono nel 2017 in provincia di Palermo, quando Alessandro Salvia e Roberto Evola, rispettivamente il cantante polistrumentista, fortemente influenzato dal sound della musica progressive e barocca, e il batterista polistrumentista anch’esso, cresciuto nell’ambiente musicale metal.
L’ unione di queste musicalità, hanno creato il sound e quando il bassista Andrea Conti e il chitarrista Francesco D’Anna si uniscono al progetto, ne nasce dell’EP “Dogmatic Void” pubblicato il 23 aprile 2019. Questa in breve la storia degli Artiness Fog, e dopo le dovute presentazioni del combo, passiamo al lavoro con il quale la band esordisce.
Cinque i brani che compongono “Dogmatic Void”, i dogmi di fede
il perno dei testi, con i personaggi di ciascun brano che si vedono costretti ad affrontare un’esistenza soffocante e vivendo in una atmosfera di afflizione ed angoscia per l’infondata interpretazioni dei testi sacri a piacimento del clero solo per poter mettere paura alla quotidianità dell’uomo.
Partiamo dall’intro orchestrale “1095” che ci avvolge in una atmosfera tenebrosa e ci introduce nella successiva “Everlasting Blame”, traccia inizialmente corale che aumenta di sonorità e ritmo esplodendo in un pezzo heavy, alternando velocità, melodia e ritmica fondendosi in una traccia molto teatrale, viva e intensa.
Segue il bellissimo brano “Schongau”, luogo in cui avvenne il grande processo alle streghe intorno al 1590, e infatti il personaggio di questo brano, è una donna condannata al rogo e che spera nel futuro senza fanatismi e noi con lei continuiamo ad attenderlo. Brano molto delicato nel suo inizio con le note del piano nell’intro ed una voce che riesce ad esprimersi ottimamente, incrementando la potenza ‘scenica’ di questo brano, divenendo poi un brano ricco di influssi pesanti e riff appassionati.
Decisamente più barocca ed orchestrale è “Mausoleum”, articolata e ariosa, nella quale la voce, sempre protagonista, riesce a trasportare in modo armonico in una atmosfera onirica.
“Pantomime” ci racconta invece di un abbandono con una veemenza stilistica quasi da Grand Guignol, anche in questa traccia che va a chiudere l’EP, l’atmosfera si fa volutamente teatrale, segnando con rabbia e malinconia una linea che diventa la musicalità degli Artiness Fog, grazie ad una vena compositiva che come dicevo all’inizio, amalgama un la musica barocca con sonorità heavy.
“Dogmatic Void” ci mostra una band innovativa, fresca e con le idee chiare sulla propria identità musicale.
EP consigliato a chi ama le sonorità teatrali ed un cantato passionale.

 

 

Voto: 75/100