14 AGOSTO 2019

Recensione a cura di

Francesco "Yggdrasill" Fallico

 

Biografia scarna, ormai è un must per le recensioni che mi spettano; ma in compenso 13 tracce intense, quelle contenute in questo ritorno sulle scene da parte dei friulani Awake The Secrets. 

Anche se odio le etichette, capisco che a molti servono per inquadrare un po’ la band che ci si accinge ad ascoltare, quindi vi dico che si parte dal deathcore, ma per poi andare a scoprire influenze varie.  Aprendo quindi gli orizzonti degli ascolti da fare, vi invito ad avvicinarvi a questo “Chameleon” senza alcun pregiudizio e son certo che alla fine dell’album sarete piacevolmente sorpresi e vi renderete conto di aver fatto vostro il senso di angoscia e rabbia di cui quest’album è pieno. 

Dopo l’intro elettronica “Fading Pigmentation” ci ritroviamo già ad avere a che fare con uno dei pezzi più rabbiosi dell’album, la cruda “Needful Opinions”, attacco contro chi, dal suo piedistallo, è convinto di poter guidare la massa, con promesse e fiumi di parole inutili; falso come chi in “Pathetic Leeches” arriva persino a crearsi una pseudo identità pur di ottenere il consenso. Le successive “Cloverfield” e “Fume Flags” rappresentano gli antipodi della vita di ognuno, da una parte una ribellione contro chi vorrebbe azzerarci, rendendoci carne da macello, e dall’altra la fratellanza, tanto cara, spesso in maniera meramente teorica, a noi metallari. 

Lo spirito che ti porta ad esser l’uno supporto e sostegno dell’altro, malgrado tutto e malgrado tutti. Questa sorta di alchimia la si può ritrovare nella tematica che sta dietro “The Harvest After The Avalanche”, dove, partendo da spunti autobiografici, ci si può comunque ritrovare tutti, ognuno con caratteristiche diverse, ognuno a completare l’altro… 

Dopo la strumentale “CC” , arrivano una serie di brani struggenti, intimi, come “Blindsight” e “Saint And Wrongdoers” dove l’angoscia diventa fonte di rabbia ancora più devastante, sia dal punto di vista lirico che strumentale e la band ci offre una compattezza molto palese, malgrado gli avvicendamenti anche in seno alla band dal punto di vista degli strumenti.  La parte finale del lavoro è affidata a brani come “Cognitive Dissonance”, “Scapegrace” e “Crestfallen”, qui ancora una volta arriva la fase della delusione, della sconfitta, ma poi della rivalsa e della riscossa. 

Questa è la sensazione che gli Awake The Secrets mi hanno dato lungo tutto l’ascolto, un continuo alternarsi di ascesa e discesa, innalzamento e rovinose cadute, tutto ciò che la nostra fottuta esistenza ci da quotidianamente; tutto ciò accompagnati da un’outro melodica…”Limitless”. Cangianti, camaleontici, noi o loro?  Chi avrà la meglio alla fine? “…What comes around goes around…” 

 

85/100