5 AGOSTO 2020

Recensione a cura di

Valeria Campagnale

 

Il progetto Birth of Aurora, fondato dai chitarristi Diego Laino e Daniele Cozzolino, ha come base le due città Napoli e Copenhagen. Partendo dalle sonorità caratteristiche del death metal tecnico del nuovo millennio, questo duo ha evoluto il proprio sound in uno stile più raffinato a cui si affiancano  contaminazioni con ritmi ambientali.

"Sapere Aude" segna l'inizio di questo progetto con una costante sperimentazione che conduce l'ascolto attraverso la trama complessa del concept album, che diventa la colonna sonora di un universo in cui un uomo comune affronta il suo spirito, emancipandosi attraverso la conoscenza e il dolore.  Birth of Aurora presentano un lavoro che bilancia un equo equilibrio tra elementi progressivi e tecnologici in un ambiente puramente death metal. Quattro brani più l'intro "Sopor fratrem mortis" e l'outro "Birth of Avrora". È con "Sapere Aude" che possiamo capire con quali ingredienti questa band è in grado di mescolare e esprimere la propria natura musicale, molto cupa che riesce a creare un'aurea interessante.

Da questo brano in poi, devo dare una nota più meritevole al lavoro del basso, davvero bohémien in ogni singolo brano, quindi complimenti a Umberto D'Onofrio per l'ottimo. Buone melodie e atmosfere cupe create in questo brano che, come ascolteremo, troveremo in tutto l'EP.

L'apertura rilassata in "Dreaming the Great Rebellion" esplode in riff, direi strateghi, per questo bene che accompagnano un'ottima batteria e un growl che si allinea perfettamente. Cenni sperimentali nel successivo "Falling between the Awareness of Existence" a mio avviso il pezzo più coinvolgente di questo lavoro, in un solo brano Birth of Aurora riesce a mixare tutte le combinazioni che vanno dal prog alla tech, dalla melodia musicale e canora al growl incessante. Ottima performance per questa band. Sapere Aude è un ottimo EP in cui trovare la tecnica che va di pari passo con il death metal.

 

75/100