30 GIUGNO 2019

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Recensione a cura di Simone Zamproni

 

 

Band: Bleed Someone Dry

Album: Unorthodox

Data di rilascio: 1 Marzo 2019

Etichetta: WormHoledeath Records

 

 

Le sonorità Metal non sono tutte radicate negli epocali album degli anni ‘80 e ‘90, ma sono, invece, ancora oggi in via di sviluppo e produzione con influenze sempre più all’avanguardia e pronte a soddisfare l’appetito degli ascoltatori ed appassionati più famelici!

Nella corpulenta moltitudine di band che si prendono carico tutti i giorni di questo arduo compito abbiamo trovato la band toscana “Bleed Someone Dry”, progetto nato nel 2007, il quale vede come protagonisti nella line-up attuale il cantante Alessio Bruni, i chitarristi Jonathan Mazzeo e Niccolò D’Alario, il bassista Mattia Baldanzi ed il batterista Alan Syo James. La band vanta la produzione di 3 full-length ed una sostanziosa esperienza in fase live, grazie alla massiccia mole di tour e svariati festival che li ha accolti e dopo 4 anni dalla produzione del loro ultimo album, i ragazzi toscani tornano a far tremare le terre italiane con il loro quarto ed ultimo lavoro “Unorthodox”, grazie ad una collaborazione con l’etichetta discografica “WormHoledeath Records”.

 

A nostro avviso, in questo ultimo lavoro, i Bleed Someone Dry, rispetto ai precedenti album, hanno saputo miscelare la cattiveria sconfinata del Death Metal americano con la modernità e l’articolazione ritmica facente parte della casata del Metal-Core, donando quindi un sound assolutamente accattivante quanto evoluto, in termini di impatto sonoro. A fronte di questa considerazione è doveroso sottolineare da subito, con grande elogio, le registrazioni ed il mixaggio dell’album, curati dal validissimo tecnico, nonché chitarrista dei Cryptopsy, Chris Donaldson!

Ovviamente chi mastica come pane quotidiano il genere preposto, sa benissimo i fattori che compongono la pasta sonora trattata dalla band Death-core: chitarre e basso dotati di un impatto sonoro roccioso e mastodontico, le mazzate in ritmiche progressive, contornati dai Breakdown della batteria, il tutto sormontato da una tecnica vocale in Retol, miscelato ad un gutturale Growl!

All’interno dell’album dei  Bleed Someone Dry possiamo benissimo notare tutte queste particolari caratteristiche nei brani Deceiver, nella title track “Unorthodox”, nella quale vengono aggiunti vocalizzi dalla personalità pienamente pulita all’interno del ritornello.

Potremmo quasi definire lo stile rinnovato e progredito della band, sfociato in un fresco Djent assolutamente al passo con i tempi e ai gusti dei giovani metallari, grazie a pezzi dal portamento furibondo e malefico, caratterizzato dai tempi dispari delle ritmiche dei pezzi; basti ascoltare “The Worst Has Yet To Come”, “Plague of Broken Dreams” oppure “The Modern Dissident Movement”.

Per gli amanti delle ritmiche più semplici e di impatto feroce non possiamo che consigliare l’ascolto di “All That We'll Never Have”, pezzo Death-core dotato di una particolare porzione melodica che compone il ritornello. Da notare, tra l’altro, l’utilizzo della tecnica in Scream da parte di Alessio, il quale si conferma un cantante eccellente dalla variegata tecnica stilistica e che ha saputo sapientemente farne un ottimo uso, accumulando tali vocalizzi in un unico calderone di potenza e malevolenza.

Il tocco moderno che la band toscana ha voluto mettere in mostra è determinato anche dalla qualità dei suoni più elettrici o Synth, anche se in gran minoranza rispetto ai precedenti album, come ad esempio le tracce “Agoraphobia” e “Elysium” le quali non si distaccano dal carattere spietato dei pezzi precedenti, ma presentano qualche sfumatura ulteriormente più odierna e dai suoni elettronici.

 

Infine che dire?

Per noi della redazione “Unorthodox” è un album eccezionale, feroce e allo stesso moderno, dotato della più completa “tecnologia” al passo con i gusti del giovane pubblico. I Bleed Someone Dry hanno raggiunto la quasi completa perfezione con questo ultimo lavoro, figlio chiaramente di una particolare dedizione, progressione stilistica e rinnovamento a livello di sound ed un tecnica assoluta dei musicisti. Il lavoro svolto Donaldson, in fase di mixaggio e mastering è a livelli incredibili, rispecchiando perfettamente ciò che la band ha voluto proporre al mondo intero, il quale sicuramente troverà sfizioso e ne godrà parecchio.

 

 

Voto 92/100