24 GIUGNO 2020

Recensione a cura di

Daniele Blandino

 

Line-Up

Johnny Hell (Giovanni Liberatoscioli) – voce e chitarra 

Peter Masterieni (Pietro Mastroieni) - chitarra 

Mirco Muskyo (Mirco Musa) – basso 

Friedrich Angel (Federico D’Angelo) – batteria

 

 

La band Bloody Souls nasce nel 2018 attraverso le conoscenze di Johnny Hell e Friedrich Angel, grandi amici legati da lunghi trascorsi musicali.

Gli inediti di questo gruppo nascente sono travolgenti e senza tempo. Si percepisce chiaramente la passione musicale che li unisce e li caratterizza sia come singoli musicisti che come band. La grinta e l’originalità sono le caratteristiche del loro lavoro, minuzioso e di valore, di cui abbiamo una prova tangibile attraverso il loro primo disco intitolato “The Devil’s Hole”. Le canzoni sono frutto di riflessione, lavoro interiore e rispecchiano ognuno di loro, in quanto brani lavorati collettivamente non solo frutto di fantasia di un leader, ma di inediti con un’anima propria.

 

Ottimo disco di esordio per questi ragazzi abruzzesi, il loro Heavy/Doom molto personale e oscuro riescono a fondere perfettamente i due stili in una maniera personale. Le tematiche che trattano sono: Mitologia, denuncia sociale, psicologia, fantasia e molto altro. Canzoni lunghe ma non noiose.

L’ album è composto da 7 brani e la durata totale dell’album è di 35 minuti e 3 secondi. L' Artwork dell’album è molto semplice ma efficace.

L’album si apre con la title track “The Devil's Hole”: intro perfetta che fa immergere subito l’ascoltatore nella loro musica, la band  coinvolge fin da subito. I cambi di ritmo sono ben studiati e non rallentano l’ascolto anzi fanno sì che il sound diventi originale e personale, la voce del cantante in pulito è profonda e si amalgama bene con il sound. 

Si continua con “Bloody Souls”: canzone quasi in stile Black Sabbath, questi ragazzi abruzzesi hanno imparato bene dai nonni inglesi. Il loro stile personale rende il brano molto caratteristico. Canzone breve ma molto emozionante.

Terza traccia “Madhouse”: canzone oscura  dove l’ascoltatore viene scosso intimamente. L’oscurità presente del brano viene inconsciamente recepita, i cambi di tempo coinvolgano sempre più chi ascolta, viene trasportato in questa “medhouse” senza che se ne accorga.

Quarta traccia “Solve et Coagula”: ottima canzone doom cadenzata, trasportati dalla lentezza del brano le atmosfere che la band crea come una oscurità sovrana che pervade tutto il brano. L’ascoltare rimane rapito dalla semplicità con cui la band si permette di passare da canoni allegri a quelle espressioni più oscure; in questo la lunghezza del brano non è un ostacolo, anzi si dimostra essere una dei migliori tracce dell’intero album. 

Quinta traccia “Living in Darkness”: Sono impressionato delle atmosfere cupe che la band disegna intorno.  La voce profonda del cantante dà un senso di angoscia ben recepito da chi ascolta, l’ascoltatore è pienamente coinvolto da ciò che sta ascoltando. La malinconia che lascia la fine dell’ascolto  è indescrivibile.

Penultima traccia “Demons' March”: l’oscurità e la malinconia sono le parole perfette per descrivere pienamente questo brano, l’angoscia e la disperazione sono le sensazioni principali di chi sta ascoltando. La band è molto brava a non abusare dei canoni fin qui analizzati.

L’album si chiude con “Belphagor”: ottima canzone per concludere. La lentezza e l'oscurità che l’ascoltatore prova viene alimentata anche della disperazione personale che viene suggerita. La band scava nell’inconscio di chi sta ascoltando e non è un’impresa facile ma per questi ragazzi sembra essere molto semplice. 

Album molto personale che scava nelle anime e nell' inconscio di chi lo ascolta in quel momento. È un ottimo album di Heavy/Doom metal tendente al dark, questi ragazzi abruzzesi hanno studiato bene il genere e si sono solo ispirati ai grandi del genere ottenendo però un risultato molto personale. La lunghezza di alcuni brani non è scocciante anzi danno quel tocco gotico barocco che rende i brani in questione caratteristici, le atmosfere che sono riusciti a tessere in questi 7 brani sono quelle di  un viaggio che ha un inizio e una fine senza punti morti 

La registrazione è veramente buona con dei suoni sporchi che stanno bene in un album del genere, la non troppa pulizia delle esecuzioni è voluta e nell’ insieme molto valida.

Lo consiglio a tutti gli amanti del metal. Non è un album semplice e digeribile al primo ascolto ma con un po’ di impegno e diversi ascolti potreste trovare tutte le sfumature nascoste che ci sono.

 

75/100