3 GIUGNO 2020

Recensione a cura di

Palamariuc Dmitriy

 

Jumpscare è una band italiana fondata nel novembre 2015 a Napoli e si presenta come una band che fa un Melodic Death moderno con sfumature Metalcore, Thrash ed un pò di elementi sperimentali. Nonostante si sono dati subito da fare con alcuni demo ed EP sin dall’inizio del loro percorso sulla scena musicale, ci sono voluti 4 anni finchè i fratelli Ciccarelli si unisserp al duo di chitarristi Andrea Di Martino e Vincenzo Mussolino, senza dimenticare il cantante Ciro “Kirion” Silvano, per sfornare il loro primo lavoro completo per coronare l’inizio della loro avventura sulla scena Metal, intitolato “Don’t Close Your Eyes”, un mix di Modern Melodic Death Metal, e di elementi Metalcore, Groove e Thrash Metal, con l’uso anche dei synth che riccorda molto le sonorità dell’Industrial di stampo tedesco. Ottima la produzione, così come buona anche la songrwriting ed i testi, molto in linea con il sound molto agressivo e graffiante che propone la band in questo splendido album. Molto buone le chitarre, con dei riff che scaldano veemente l’anima dei fan con dei riff dinamici  e pieni di drive ed di energia allo stato puro. Buona anche la batteria, molto cadenzata e presente, che insieme al basso profondo ed ai synth bestiali creano un sfondo molto agressivo e radioso, mai monotono o banale. Un’altro elemento vincente è il growl, potente e profondo allo stesso tempo, che siccuramente dona qualità e spessore ai brani presentati su questo disco. I Jumpscare continuano il racconto sul decadimento del nostro pianeta, sempre a loro modo, sempre a mille all’ora, e lo fanno sempre con maestria internazionale. JUMPSCARE cercano di sfruttare al meglio le qualit di ogni musicista della band e le peculiarità dei  stili dell'album per ottiene un mix fenomenale, anzi fatale. Ed in tutto ciò ì synth sono un enorme valore aggiunto che esprime ancora di più una buona maturità artistica dei ragazzi, mentre il lavoro ritmico della chitarra groove supporta il suono come un'entità armoniosa, con dei assoli che esplodono sempre  in modo affascinante e fantasioso. Molto azeccato anche le parti vocali sia il growl che le parti “clean”, che fanno da rifferimento chiaro alle radici geografiche della band e aggiungono un senso di grandiosità a una melodia che è già piuttosto epica.  L'introspezione è all'ordine del giorno in questo album, e le tematiche dei testi in questo album sono molto riflessivi e filosofale,parla degli incubi, del desiderio di libertà suprema, dell'incapacità di raggiungere la luce, di sentirsi veramente umano.Il album è senza  dubbio un esordio assolutamente di spessore, ma allo stesso tempo molto orecchiabile per gli ascoltatori di questo stile dinamico e spietato. Nonostante ciò, i ragazzi hanno dimostrato che sono in grado di lasciare una loro impronta musicale, anche se per ora ancora piccola. Però come sappiamo che ogni mare ed oceano è composto da piccole gocce, e senza almeno una di queste gocce l’intero equilibrio del nostro ecosistema sarebbe incompleto ed in grave pericolo. Dunque in attesa di nuovi lavori dei JUMPSCARE, non resta che gustarci questo disco a piccole dose giornaliere, ma con il volume al massimo ed in buona compagnia di amici “ d’armi”.

 

80/100